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27.04.21 - 19:060
Aggiornamento : 21:24

Se ci vuole un virus per rendere più attrattivo il Ticino

Dopo anni di saldi arrivi-partenze in calo, nel 2020 il cantone registra una nuova crescita migratoria

I ricercatori dell'Ustat: «È difficile dire se sarà l'anno della ripresa». La pandemia potrebbe infatti aver solo rimandato i progetti di vita delle persone. Manca invece uno studio su cosa spinga a venire o a lasciare il Ticino. Le considerazioni di Elio Venturelli

BELLINZONA - È la fotografia più aggiornata di un cantone dove sempre meno gente viene a vivere. Nello studio “Inversione della tendenza demografica: un aggiornamento dei principali indicatori”, i ricercatori dell’Ufficio di statistica (Ustat) Francesco Giudici e Matteo Borioli fissano nel 2014 il crinale. Il punto di svolta o spartiacque. Prima di quell’anno «la popolazione cresceva essenzialmente in ragione di una differenza positiva tra arrivi e partenze. L’aumento delle partenze e la diminuzione degli arrivi ha invertito questa tendenza generando, prima una crescita più moderata e, poi, una leggera diminuzione della popolazione».

Giovani arrivi in calo - L’inversione di tendenza ha toccato tutte le fasce, ma soprattutto quella più mobile dei 20-39enni. «Prima del 2013 - sottolinea lo studio - la differenza tra arrivi e partenze di individui tra i 20 e i 39 anni era compresa tra 1.500 e 2.000 unità l’anno. A partire dal 2014 questa cifra è progressivamente scesa sino ad arrivare a un saldo di 20-39enni praticamente nullo tra il 2017 e il 2019». Una situazione, sottolinea lo studio, che non si vedeva dal 1996. Anno che dà inizio a saldi migratori in crescita per quasi un ventennio.

Inversione pandemica? - I dati provvisori per il 2020 indicano di nuovo un saldo positivo di circa 650 giovani tra i 20-39enni (con una ripresa degli arrivi soprattutto internazionali). Ma gli studiosi sono cauti nel trarre conclusioni: «È difficile dire se il 2020 sarà l’anno della ripresa del saldo migratorio o meno, dato che gli spostamenti in generale, potrebbero essere stati inibiti dalle misure volte a combattere la pandemia. Potrebbe darsi che chi voleva arrivare in Ticino o partire verso l’estero o verso altri cantoni non abbia potuto farlo o abbia dovuto o voluto rimandare». E in ogni caso che per rendere nuovamente “attrattivo” il Ticino occorra una sorta di “pestilenza”, non ci pare una buona notizia. Senza scordare che sempre il 2020 si è chiuso con un saldo naturale eccezionalmente negativo per i decessi causati dalla pandemia.

Serve uno studio sulle cause - Chi cerca le cause della perdita di attrattività del Ticino rimarrà tuttavia deluso. Non per colpa dei ricercatori, che anzi sottolineano l’importanza di capire cosa spinga a partire di più e cosa spinga ad arrivare di meno in Ticino: «Purtroppo dati simili non esistono: solo un’inchiesta ad hoc potrebbe permettere di raccoglierli e di fare luce sulle dinamiche soggiacenti ai movimenti migratori» è l'auspicio che conclude lo studio.

Venturelli: «Due anomalie» - La decrescita attuale preoccupa anche un demografo come Elio Venturelli, intervenuto sul tema durante la videoconferenza “La città Ticino”, organizzata lo scorso 12 aprile da Coscienza Svizzera: «È una nuova crisi - ha spiegato l’ex direttore dell’Ustat - con due fattori che la differenziano dalla precedente. Il primo è che il Ticino oggi è in controtendenza rispetto alla crescita, anche molto marcata, di quasi tutti gli altri cantoni. La seconda differenza è che durante la crisi economica di metà anni ‘90 anche i frontalieri erano diminuiti, mentre stavolta al saldo migratorio in calo corrisponde una crescita continua della mano d’opera dall’Italia». 

 

Commenti
 
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Ro 5 mesi fa su tio
Mi scusi ma ..... quanta pressione ha ricevuto dagli imprenditori della costruzione ? Lei crede che il calo demografico sia un male ? Lei è convinto che per il turismo bisogna presentarci come un formicaio di edifici (vuoti) ? Senza ombra di dubbio, per lei, la già non viabilità oggi non è un grave problema in Ticino ? Sono l’unico su questo martoriato pianeta a rendersi che il problema dei problemi è la sovrappopolazione Ticino incluso, a quanto pare. Avete tutti studiato ma poi alla fine restate con questa visione socio/economica del passato. Da brividi. Fate pure ma vi state tirando la zappa sui piedi e .... che zappa. Avete, tutti quanti, fatto finta di nulla o meglio avete voltato la faccia dall’altra parte, per oltre 10 anni, ed intanto si è assistito incomprensibilmente ad una selvaggia corsa alla cementificazione sul tutto territorio ticinese. E sa per cosa ? Per l’avidità di pochi. A parte che sarebbe interessante sapere chi sono questi investitori e dove hanno preso i soldi o le garanzie per questo inaudito investimento sul mattone fallimentare ma .... lasciamo perdere altrimenti la legge sul riciclaggio si dimostrerebbe solo la classica buffonata. “ D’altronde fatta la legge fatto l’inganno “ dice un proverbio. E ora tutti a bussare spudoratamente il portone del governo per chiedere di fare investimenti perché non c’è più da costruire e alla fine vedi che non è la gente che abita in Ticino che lavora per questi egregi ma i frontalieri, con tutto il mio rispetto, quindi in Ticino non resta che il nulla se non degli immobili vuoti e che abbruttiscono il cantone. Evviva le patacche che alla fine creano solo guai grossi e nulla più. Buona giornata.
F/A-19 5 mesi fa su tio
@Ro Hai naturalmente messo in evidenza delle grandi verità, il cantone si imbruttisce a furia di scatoloni vuoti e sugli investitori in parte sono soldi di casse pensioni, altri sono investitori che già portavano i soldi frutto di malaffare, una volta finivano in banca, ora nel mattone, questo è riciclaggio ma pare che nessuno se ne interessi.
ScionTio 5 mesi fa su tio
Sono cresciuto in Ticino e ho studiato in Svizzera Interna. Lavoro tutt'oggi a Zurigo. Con la pandemia il lavoro da remoto è diventata una realtà che ha dimostrato di funzionare e sebbene sia molto tentato di spostarmi nuovamente in Ticino (mantenendo il posto di Zurigo), sono molto combattuto. Da esterno, la situazione del mercato del lavoro in Ticino è fuori controllo. Il dumping salariale e la illiquidità del mercato del lavoro farebbe spaventare qualsiasi giovane (e giovane famiglia) con aspettative di carriera di spostarsi in Ticino, compreso me. Per accelerare la migrazione sul territorio, la politica deve essere pronta a prendere ferme decisioni che diano fiducia a giovani famiglie di avere un futuro lavorativo migliore. Finché la gente vive con la paura di non poter arrivare a fine mese, di farsi rimpiazzare da frontalieri altamente specializzati a basso costo, nessuno farà piani a lungo termine e /o cambierà cantone... In bocca al lupo Ticino..
dan007 5 mesi fa su tio
Non c’è lavoro a causa del frontelariato stipendi bassi rispetto al testo della Svizzera e in più la disoccupazione che prima era sopratutto over 50 oggi si può parlare di over 45 e nelle richieste d’impiego chiedono massimo 30 anni per alcuni settori. bisogna smettere di investire nella medicina e nella ricerca inutile vivere a lungo se dopo i 40 siamo da buttare via professionalmente parlando. in più siamo refrattari a rilanciare le famiglie avere figli professionalmente e un handicap
marco17 5 mesi fa su tio
@dan007 Non si capisce perché smettendo d'investire nella medicina e nella ricerca si creerebbero posti di lavoro. Per chi? Per assistenti sociali e funzionari degli uffici di collocamento?
ceresade36@gmail.com 5 mesi fa su tio
Non ci vuole un virus eche la Europa è molto grande La lerva del vicino sempre più verde🤑
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