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21.04.21 - 20:010
Aggiornamento : 21:40

Un positivo in casa anziani, Merlani: «Il vaccino non impedisce di ammalarsi»

Il medico cantonale commenta la rottura del trend positivo nelle case di riposo e rimarca l'efficacia del vaccino.

E riguardo al preparato: «Neanche il miglior vaccino protegge nel 100% dei casi».

BELLINZONA - Non c’è da allarmarsi. È quanto spiega il medico cantonale Giorgio Merlani rispetto al nuovo caso di Coronavirus rilevato oggi in un residente vaccinato di una delle case di riposo del nostro Cantone. Dal canto suo, l’Associazione dei direttori delle Case per anziani della Svizzera italiana riferisce che l’utente sta bene e che i sintomi sono lievi. L’episodio non sarebbe poi imputabile alla revoca dell’obbligo della mascherina nelle case anziani, annunciata dal ministro della sanità Alain Berset nell’ultima conferenza stampa. Questa possibilità non sarebbe in effetti stata implementata a livello cantonale, riferisce Merlani. 

Questo è il primo caso di positività riscontrato in un residente vaccinato di una casa di riposo in Ticino. Questo episodio vi ha colti di sorpresa? 
«Di tanto in tanto qualche persona vaccinata positiva la troviamo. Il vaccino è stato autorizzato non perché impedisce di fare la malattia, ma perché ha dimostrato di essere efficace nel 95% dei casi nel ridurre la probabilità di decorsi severi e decessi. Non si può dunque escludere a priori che una persona vaccinata possa ammalarsi. Neanche il miglior vaccino protegge al 100%. È fondamentale però sottolineare che, se durante la seconda ondata in queste strutture si registravano decine di casi al giorno, questo è il primo verificatosi dalla fine della campagna vaccinale in questa fascia di popolazione, e sono passati oltre due mesi». 

 In questo caso, positività è sinonimo di contagio? 
«Non necessariamente. È possibile che il test risulti positivo perché la persona è stata infettata prima della somministrazione di vaccino, dei rimasugli di virus nel corpo possono falsare il responso del tampone». 

La popolazione si deve preoccupare rispetto all'efficacia del vaccino? 
«No, i dati parlano in modo chiaro. Il virus circola comunque, ma i casi e i decessi in casa anziani sono praticamente inesistenti. Due punture fatte agli anziani hanno annullato la mortalità all’interno delle case per anziani. L’efficacia del vaccino è ormai comprovata».

La settimana scorsa in conferenza stampa Berset ha annunciato che le case anziani svizzere potevano, da lunedì 19 aprile, revocare l'obbligo della mascherina per i residenti vaccinati o che hanno già contratto il virus. Nelle case anziani ticinesi questa modifica è stata attuata? I residenti hanno potuto togliersi le mascherine? 
«No. Noi seguiamo l’epidemiologia e le evidenze scientifiche adattando le disposizioni in maniera progressiva. Non abbiamo ancora allentato al livello di cui ha parlato Berset e quindi possiamo affermare con certezza che questa infezione non è imputabile a questo». 

Le nostre case anziani rimangono dei luoghi sicuri?
«Certo, e lo saranno sempre di più. Di recente abbiamo ricevuto ancora un migliaio di richieste per la vaccinazione da parte dei membri del personale. Presto arriveremo quindi a una copertura che si aggirerà intorno al 70-75% in questa categoria. Questa percentuale tra i residenti supera l’85%».

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