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31.05.21 - 06:000
Aggiornamento : 10:43

«È vero si fuma di più, però c'è tanta voglia di smettere»

La pandemia fa crescere i consumi. «Eppure in tanti ora ci chiedono aiuto», dice l'esperto Alberto Polli.

Contraddizioni da Covid sotto la lente del presidente dell'Associazione svizzera non fumatori: «Mi spiace che nel dibattito pandemico pochi abbiano parlato di come rinforzare il sistema immunitario».

LUGANO - La pandemia ha fatto crescere la percentuale di fumatori e il numero di sigarette fumate. Ma sembra avere anche risvegliato una certa consapevolezza nei consumatori di tabacco. A sostenerlo, in occasione della giornata mondiale senza tabacco, che ricorre lunedì 31 maggio, è Alberto Polli, presidente dell'Associazione svizzera dei non fumatori. «Sono sempre di più le persone che in queste settimane ci stanno chiedendo consigli per smettere. Ne contiamo a decine». 

Stress e inattività – Un’affermazione in netto contrasto rispetto alle statistiche. Dipendenze Svizzere evidenzia come nell'ultimo anno circa il 15% dei fumatori avrebbe aumentato il numero di sigarette fumate giornalmente. Circa il 4% invece il numero di neo fumatori. «Da 12 anni il numero di fumatori in Svizzera era in calo costante. Bisogna considerare che da marzo 2020 la popolazione vive una situazione di stress, di ansia, di inattività e anche di solitudine. Siccome a livello sociale può fare poco, allora fuma di più. Non è una giustificazione valida, ma corrisponde alla realtà».

Un pianeta in fumo – A livello internazionale, stando a studi pubblicati su The Lancet e The Lancet Public Health e condotti dal gruppo di lavoro Global Burden of Disease, la situazione sarebbe catastrofica: nel mondo sono quasi 8 milioni all'anno le morti in qualche modo legate al fumo, il numero di fumatori continua a crescere (1,1 miliardi nel 2019) e il 90% dei neo fumatori è "dipendente" già entro i 25 anni di età. 

Dibattito internazionale – E pensare che a un certo punto c'era addirittura chi sosteneva che il fumo proteggesse dal Covid. «Si tratta di notizie senza fondamento – evidenzia Polli –. Piuttosto a livello internazionale si discute sull'eventualità di proibire il fumo in determinate aree pubbliche, perché col fumo le particelle del nuovo coronavirus si propagherebbero più facilmente con l'effetto chiamato droplet. Il dibattito è aperto».  

Il caso di Bellinzona – La guerra al fumo non sembra essere solo connessa al Covid. A Bellinzona, ad esempio, si vorrebbe bandire il fumo dai parchi giochi. Un modo per proteggere i giovani. «La pandemia ha fatto capire a tante persone che la salute è importante».

Critiche verso Berna – Su scala nazionale, tuttavia, secondo l’Associazione svizzera per la prevenzione del tabagismo non si farebbe abbastanza. Per ridurre drasticamente il numero di fumatori, occorrerebbe applicare una politica fiscale più dura. Dal 1996 a oggi il prezzo medio di un pacchetto di sigarette è passato da 3 franchi e 70 a 8 franchi e 60. Bene, ma stando agli esperti si potrebbe agire più duramente. «Perché a ogni aumento di prezzo si constata una diminuzione del consumo».

Un dibattito monco – La Confederazione non fa abbastanza? «A me spiace che nel dibattito pubblico durante la pandemia – dice Polli – pochi esponenti politici e medici abbiano parlato di prevenzione, di come rafforzare il nostro sistema immunitario. Per fortuna che ci stanno pensando le persone stesse a questo aspetto. Smettere di fumare è un passo impegnativo, ma fondamentale». 

Le vie di fuga – Quali sono oggi i rimedi più efficaci per staccarsi dalla nicotina? «Presso il nostro centro di Lugano – illustra Polli – offriamo consulenze a livello psicologico e pratico. È inoltre possibile sottoporsi a una elettroterapia a bassissima frequenza, attraverso la quale si vanno a toccare i punti nicotinici del viso, ottenendo una concreta disintossicazione. Senza farmaci, indolore e senza effetti collaterali».  

L'evento online di questa sera

Sigaretta, tabacco, nicotina. Li fumi, li mangi, li inali. È il tema della conferenza in live streaming su Zoom prevista per la serata di lunedì 31 maggio dalle 20 alle 21.30. La partecipazione è gratuita, ma occorre annunciarsi alla Lega ticinese contro il cancro: chiamando lo 091 820 64 20, oppure scrivendo a info@legacancro-ti.ch

Interverranno Raffaella Cerulli, infermiera e membra della Linea stop-tabacco, il dottor Vanni Manzocchi, specialista in medicina interna, e Luciano Ruggia, direttore dell'Associazione di prevenzione tabagismo Svizzera. 

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