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CANTONE
13.04.21 - 22:200
Aggiornamento : 14.04.21 - 08:42

«Così possono vedere le parole e le emozioni»

Le mascherine trasparenti renderanno più semplice l'apprendimento per i ragazzi con problemi di udito.

Ma anche fuori dalle quattro mura scolastiche si pone il problema, che non bisogna sottovalutare.

LUGANO - Con la pandemia che richiede sempre più spesso l'uso della mascherina, c'è una categoria di persone che vive con maggior stress queste misure. Le mascherine creano infatti problemi di comunicazione per le persone con problemi di udito. Se la parte della bocca è coperta, vengono a mancare le informazioni visuali e non è più possibile leggere il labiale.

Proprio per questo, le scuole pubbliche ticinesi hanno deciso di dotarsi di mascherine con finestra trasparente, che permettono di vedere la bocca, leggere il labiale e le emozioni della persona che la indossa. Ciò, per agevolare gli studenti (una 50ina in Ticino) con problemi di udito. 

«Quello della mascherina è un grosso problema per le persone sorde e deboli d’udito - spiega Luca Notari, della Sezione pedagogia speciale del DECS -. E non solo in ambito scolastico. In ogni situazione - ci si immagini ad esempio lo sportello di una banca o di una posta -, la mascherina obbligatoria non permette al non udente di poter accedere alla lettura del labiale o di un'emozione. E molto passa anche dal non verbale nella comunicazione con una persona con una problematica uditiva».

Difficoltà che si fanno chiaramente più sensibili laddove le informazioni - come ad esempio nell'ambito dell'apprendimento - devono essere carpite nel modo più chiaro possibile: «Ci sono state ovviamente delle difficoltà alle quali si è dovuto far fronte e un grande impegno e sacrificio da parte degli allievi che presentano queste problematiche. Ma l'insegnamento è stato sempre garantito - sottolinea Notari -. Ci sono stati momenti in cui la mascherina a scuola non era ancora obbligatoria, e circostanze in cui si è consentito abbassarla per far passare le informazioni più importanti».

La mascherina trasparente, già introdotta nel canton Vaud a partire da gennaio di quest'anno, è stata autorizzata per l’utilizzo di un modello specifico nelle scuole ticinesi a febbraio «e speriamo si riveli un valido aiuto - conclude Notari -. Il problema era la scarsa reperibilità di questo dispositivo. Abbiamo dovuto aspettare alcuni mesi prima che ci fosse una dotazione supplementare che ora sarà sufficiente a coprire le necessità dei docenti che si occupano di ragazzi con problemi di udito».

Mascherine per capire e... comunicare - Un problema che è stato risolto anche grazie alla collaborazione con ATiDU, associazione che si occupa proprio dei bisogni delle persone deboli d’udito e dei loro famigliari al fine di migliorarne la qualità di vita.

Oltre a reperire le mascherine trasparenti, ATiDU ha realizzato dei video per sensibilizzare gli udenti sulle problematiche uditive, così come una mascherina (con su scritto "potrei non sentire... mi aiuti a capire?") in grado di comunicare immediatamente la difficoltà dei sordi in questa difficile situazione pandemica.  

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