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12.04.21 - 16:480

«La nuova scuola di Amici del Kenya, con un occhio di riguardo per le donne»

Importante traguardo per l'associazione guidata dal locarnese Fabio Stefanini. Ecco il video e le foto.

Dopo quasi 15 anni di volontariato, parte una nuova era: «Vogliamo che i nostri giovani giochino e ridano di più. E le ragazze avranno la possibilità di ricevere i loro assorbenti. Sembra scontato, ma non lo è».

LOCARNO/ WATAMU - Nuova era per Amici del Kenya, associazione fondata dal locarnese Fabio Stefanini quasi 15 anni fa. Da qualche mese è stata inaugurata la "Amici del Kenya Academy" di Watamu. Una scuola completamente gestita dall'associazione. Dall'a alla zeta. «Contiamo su una decina di coordinatori – precisa Stefanini –. A partire dal mitico Lolo, il mio braccio destro. Poi ci sono Raymond, Karisa, i ragazzi che lavorano presso la scuola, il direttore, la contabile, la segretaria, la vice direttrice. A tutti loro, e agli altri, va il mio ringraziamento». 

C'è anche chi va all'università – Finora Amici del Kenya, che segue 453 bimbi dal profilo dell'istruzione, si basava su strutture pubbliche. «Adesso invece è tutto sotto la nostra vigilanza. Questo ci permette di essere più efficienti anche con gli studenti. Nove di loro stanno frequentando l'università a Nairobi. Quest'anno abbiamo avuto il primo laureato in economia aziendale. L'obiettivo è che questi ragazzi, seguiti da madrine e padrini della Svizzera italiana, possano contribuire alla crescita e allo sviluppo del loro Paese». 

Niente punizioni umilianti – La nuova Academy conta globalmente 280 ragazzi in età di scuola elementare e media. «Abbiamo vietato le punizioni stupide, che umiliano gli allievi. Niente bacchettate sulle mani o persone in ginocchio. Eventuali punizioni devono essere intelligenti, costruttive. Punteremo parecchio sul gioco. In Africa si gioca troppo poco. I bambini sono seriosi, perché hanno tanti problemi a casa e non dormono sereni. Abbiamo creato un campetto da calcio, ad esempio. Così come quello da beach volley. Arriveranno anche un campo da basket, una pista per le biglie e alcuni tavoli da ping pong. Vedere i bambini che corrono e ridono è fantastico». 

La dignità della donna – Stefanini si sofferma poi su un aspetto determinante. «All'interno della scuola abbiamo anche avviato un progetto legato a una sartoria. Vi lavorano tre ragazze. Diamo loro una mano anche per la promozione di ciò che fanno. Vogliamo avere un occhio di riguardo per le donne. Purtroppo le donne nel mondo non sono valutate come gli uomini. Questo deve finire. Diritti e doveri devono essere gli stessi».

Senza tabù – Per le ragazze è stato creato un angolo in cui possono andare a ritirare il loro assorbente, se ne hanno bisogno. «Basta rivolgersi a una nostra collaboratrice. Sembra una cosa così normale, ma in realtà non lo è. Ricordo ancora la prima riunione in cui abbiamo discusso di questo tema. Alcune donne sorridevano nel vedere un uomo che parlava di assorbenti e di mestruazioni. Vogliamo che le ragazze crescano in un ambiente in cui possano sentirsi a loro agio, senza tabù». 

Dai tuk-tuk alla pulizia delle spiagge – L'associazione viaggia a mille all'ora. Anche per quanto riguarda la realizzazione di pozzi. Siamo giunti a 24 pozzi di acqua potabile costruiti negli ultimi quattro anni». Dodici sono le case famiglia. «Abbiamo aiutato diversi ragazzi per operazioni mediche che non avrebbero mai potuto sostenere». A tutto questo andrebbero aggiunti il servizio taxi (tuk-tuk), un ristorante, un servizio di pulizia delle spiagge. «Si istruiscono i ragazzi e si dà lavoro alla gente del luogo». L'avventura di Stefanini, personaggio generoso quanto focoso, continua senza freni. Anche in tempo di pandemia.



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