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09.04.21 - 06:000
Aggiornamento : 08:04

Gelo, vento e siccità: meno patate e insalata sulle nostre tavole

Il direttore dell'UCT, Sem Genini: «La situazione è seria. Temiamo danni importanti».

A rischio patate insalata, ma anche frutta e vino: «I contadini a memoria non ricordano di aver mai bagnato così tanto nel mese di marzo»

LUGANO - Il fronte freddo che sta attraversando la Svizzera ha fatto precipitare le temperature. Un problema, questo, in particolare per gli agricoltori produttori di frutta. «La situazione è tesa», ha ammesso la portavoce dell'Associazione Swissfruit, Beatrice Rüttimann.

Gelo, vento e siccità - Apprensioni, le sue, condivise anche da Sem Genini, direttore dell'Unione Contadini Ticinesi (UCT). «In effetti la situazione è seria», sottolinea. «Oltre al gelo che è arrivato dopo un periodo di caldo quasi estivo, anche la siccità di questi mesi preoccupa molto e il vento di certo non aiuta».

Rischi per patate e insalate - Le forti correnti degli ultimi giorni, infatti, rischiano - dove non è già capitato - di strappare i teli a copertura, in particolare, di insalate e patate. «Gli stessi potrebbero abbattersi sulle colture provocando danni, per esempio alle foglie. Anche l'irrigazione, poi, diventa difficile con queste folate, complicando ulteriormente le cose».

I costi che impennano - Va da sé l'aumento dei costi, non solo per la manodopera, ma anche per il dispendio di acqua necessario vista la penuria di piogge: «Chi può farlo ha dovuto installare sistemi d'irrigazione per bagnare i campi. Le piante più colpite in questo periodo sono gli ortaggi, ma pure le patate, che rischiano di essere molto meno produttive. Alcuni orticoltori mi hanno confermato di non ricordarsi di aver dovuto bagnare così tanto già nel mese di marzo».

Il ritardo nella crescita delle coltivazioni si ripercuote anche sui giorni di consegna. «Gli agricoltori fanno di tutto per arrivare il più presto possibile sul mercato, quando i prezzi sono migliori e il cliente ne ha bisogno, ma questa difficile situazione meteorologica rischia di avere conseguenze molto negative».

Si teme per la frutta... - Ovviamente, come menzionato già da Rüttimann, il settore della frutticoltura non è esente da criticità. «In Ticino - spiega Genini - abbiamo molti frutticoltori, anche se non i grandi produttori come in altre parti della Svizzera, penso alle albicocche vallesane ad esempio. Ecco, si può supporre che le piante che stanno già fruttificando o che ora sono in fiore saranno colpite da questo freddo, risentendone».

... e per la viticoltura - Infine anche la viticoltura è messa a rischio, in particolare varietà più precoci come lo Chardonnay. «In generale dove le gemme sono già germogliate si possono prospettare dei danni - spiega Genini -. Al momento è difficile fare una valutazione. Non sappiamo ancora come risponderanno le gemme ancora socchiuse».

Il Direttore dell'UCT rievoca le gelate tardive del 2017, avvenute dopo il 20 aprile: «Lì la stagione era più avanzata di adesso, però il gelo per fortuna aveva risparmiato alcune zone collinari. I danni per alcuni settori agricoli furono importanti, mi auguro di cuore che quest'anno non sia così. Non possiamo che sperare nella pioggia e soprattutto augurarci che queste gelate notturne lascino spazio alle temperature che ci si aspetterebbe in primavera».

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