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LUGANO
09.04.21 - 11:590
Aggiornamento : 13:42

Nasce tre giorni dopo: colpa del tampone "bugiardo"

Parto rimandato alla clinica Sant'Anna. Il calvario di due giovani neo-genitori

LUGANO - Sta venendo alla luce in queste ore, e già finisce sui giornali il piccolo Leonardo. L'operazione è iniziata questa mattina alle 10.00 alla clinica Sant'Anna di Lugano. C'è da augurarsi che sia la volta buona: l'avventura ospedaliera che lo ha preceduto, nei giorni scorsi, è stata già abbastanza travagliata per i genitori.

I problemi sono iniziati lunedì per la giovane mamma, una 22enne di Bedano. A causa della posizione del feto il piccolo - che ha 39 settimane - deve nascere con un taglio cesareo. L'appuntamento era fissato per martedì. Senonché il giorno prima la donna è risultata positiva a un tampone pre-ricovero effettuato dalla clinica. 

«Ci è stato detto che, anche se con una carica virale ridotta, l'esito era positivo e quindi non era possibile effettuare l'operazione come previsto» ha raccontato a tio.ch/20minuti la donna nei giorni scorsi. «Sono rimasta di stucco. Eravamo pronti ed emozionatissimi per l'evento, e questa notizia ci ha gettati nel panico».

Secondo le disposizioni cantonali, il parto avrebbe dovuto svolgersi all'ospedale di Bellinzona, all'interno di un reparto Covid. Nei giorni successivi, però, la donna si sottopone a un test antigenico e a un secondo test Pcr, entrambi con esito negativo. La clinica Sant'Anna a questo punto può di nuovo organizzare l'operazione, ma l'appuntamento slitta a venerdì. 

«In sostanza nostro figlio deve nascere tre giorni dopo, per un tampone dall'esito falso positivo» conclude la neo-mamma. Anche il neo-papà non l'ha presa bene: «Ho rischiato di perdermi il parto, e di non poter vedere il bambino per due settimane. Il tutto a causa di un tampone evidentemente inaffidabile». 

Colpa del tampone "bugiardo", quindi. Non certo della clinica Sant'Anna, che ha applicato - rigorosamente - le direttive del medico cantonale. Queste impongono di introdurre «tutte le misure necessarie» per svolgere l'attività ospedaliera in piena sicurezza. «Con il progredire della terza ondata, abbiamo reintrodotto i test in entrata per tutti gli interventi urgenti» spiega il direttore medico Francesco Volonté. «Le nuove varianti del virus sono molto più contagiose, e ai nostri pazienti oncologici, come anche ai neonati, dobbiamo garantire la massima protezione». 

Quanto all'affidabilità dei tamponi pre-ricovero «è comunque molto alta trattandosi di test molecolari» precisa Volonté. «Nel caso specifico ci eravamo accorti che la carica virale era debole, e alla luce dei test successivi si è trattato evidentemente di un residuo di un'infezione già nella fase finale». La possibilità che fosse, invece, un'infezione in fase iniziale ha imposto la massima prudenza. «Questo a tutela di tutti - conclude il medico - in primis del nascituro». Il piccolo Leonardo che si appresta a venire al mondo e, per sua fortuna, non sa ancora quanto è diventato complicato. 

Aggiornamento - Leonardo nel frattempo è venuto alla luce. L'operazione si è svolta alle 10.18 di questa mattina e si è conclusa senza complicazioni: il neonato pesa 3,9 kg ed è «in ottime condizioni» fanno sapere dalla clinica Sant'Anna.

I genitori ringraziano il personale sanitario e si felicitano per la conclusione. «È stata una lunga attesa ma alla fine tutto è andato a meraviglia: siamo emozionatissimi» ha commentato il neo-papà al termine del parto, raggiunto al telefono da tio.ch/20minuti.

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