Joel Nolli
Nel tondo la frattura al cranio che ne ha provocato la morte.
ROVEREDO (GR)
30.03.21 - 07:360
Aggiornamento : 13:58

«Ha tolto il migliore amico a mio figlio»

La triste storia di Rex, un pinscher nano barbaramente ucciso a Roveredo dopo essere scappato dal giardino di casa.

Il padrone: «Abbiamo fatto una denuncia in polizia e avviato anche una causa civile. Vogliamo giustizia per Rex». L'avvocato attivo in un'associazione che tutela gli animali: «Chi uccide senza motivo rischia fino a 3 anni, ma solo in caso di grave recidiva».

ROVEREDO - Uomini che odiano i cani. Purtroppo nella Svizzera Italiana si susseguono le segnalazioni riguardanti bocconi avvelenati. Tanto che la problematica è giunta recentemente sul tavolo del Consiglio di Stato ticinese. Ma quello che è accaduto lunedì 22 marzo a Roveredo (GR) supera ogni immaginazione. Rex, un pinscher nano di soli cinque anni e che raggiungeva a malapena i tre chili di peso, è infatti stato barbaramente ucciso a sassate, bastonate e calci da un individuo. La sua colpa? Essere penetrato nella proprietà altrui, dopo esser fuggito dal suo giardino recintato. 

«Giustizia per Rex» - A raccontarci la vicenda, già ampiamente circolata sui social, è il padrone di Rex, Joel Nolli, ancora incredulo e scosso per l’accaduto, che chiede giustizia per il suo piccolo amico a quattro zampe. «Abbiamo fatto denuncia in polizia e abbiamo aperto anche una causa civile. Vogliamo che quell’individuo paghi per quello che ha fatto».

Sassate e calci - La storia che ci racconta Joel inizia con una fuga. «Rex purtroppo è riuscito a scappare dal nostro giardino recintato facendo un buco nel terreno e ha deciso di farsi una passeggiata per il paese». Il cagnolino entra successivamente in una proprietà privata. Quella sbagliata. Il proprietario, con cui nessuno della famiglia di Joel aveva mai avuto a che fare, lo prende infatti a sassate e a calci, riducendolo in fin di vita.

L'arrivo della polizia - Poi prova addirittura a seppellirlo vivo e infine, prima dell’arrivo degli agenti della polizia comunale di Roveredo, allertati da un testimone che stava lavorando in una vigna sopra il terreno e che aveva visto tutto, butta fuori dalla sua proprietà il corpo di Rex. Forse per tentare di simulare un incidente stradale. Ma le fratture, ovviamente, dicevano altro. «Non vi era nessun segno di escoriazione, nessun taglio», precisa Joel. «Nulla di compatibile con l’impatto contro un’automobile». 

Soppresso - Rex viene trasportato al TiVet Moesa di Grono dagli agenti di polizia. Ma i veterinari possono fare poco. Le ferite di Rex sono infatti troppo gravi. Il cranio del piccolo pinscher è sfondato in più punti e giovedì ne viene constatato il decesso. «I veterinari ci hanno consigliato di fare l’autopsia. Così da avere una carta in più per la denuncia. Ora abbiamo due certificati che confermano la realtà dei fatti». 

«Ha tolto il migliore amico a mio figlio» - Denuncia che Joel ha già fatto martedì mattina alla polizia cantonale. «Per ora è una denuncia contro ignoti - ci spiega - che però si trasformerà successivamente in denuncia penale». In corso, come detto, vi è pure una causa civile. Ma tutto questo non riuscirà a compensare il vuoto lasciato da Rex. «Quello che ci fa più male è che quella persona ha tolto il migliore amico a mio figlio. Lui ha quattro anni e da una settimana non ha più questa gioia. Gli è stato tolto il sorriso. Per questo voglio andare fino in fondo».

Fino a tre anni di carcere - Ma cosa rischia l’aggressore? Lo abbiamo chiesto a Christopher Jackson, avvocato attivo nell’Associazione ticinese a tutela e difesa degli animali (ATDA). «Chi uccide un animale senza motivo e con crudeltà», ci spiega, «può essere punito con una pena detentiva fino a 3 anni». Anche se questo capita molto raramente e solo in casi in cui è presente una grave recidiva: «È molto più frequente - sottolinea l’avvocato - la comminazione di pene pecuniarie, che consistono in un importo in denaro da pagare. Laddove l’autore è alla sua prima infrazione, però, la pena viene sospesa con la condizionale per un certo periodo. È comunque sempre imposta una multa».

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