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BELLINZONA
29.03.21 - 11:220

Lettera alle FFS: «Stop ai tagli e all'abbandono delle attività alle Officine»

La Commissione del personale allargata scrive una lettera alle Ferrovie federali svizzere e al Governo

Nella missiva viene criticato il mancato coinvolgimento nelle discussioni strategiche come previsto dagli accordi. Ma si mettono in luce anche le incongruenze tra promesse future e licenziamenti attuali.

BELLINZONA - Da un lato la promessa delle FFS di un incremento del personale - da 230 a 300 lavoratori - presso le future Officine di Castione, dall’altro i tagli - una ventina di posti finora - sul personale temporaneo che lavora presso le stesse Officine a Bellinzona.

Sole e fulmini - Notizie contrastanti, luci e ombre emerse nello stesso giorno la scorsa settimana, che hanno spinto la Commissione del personale delle Officine, CoPe allargata (comprensiva dei sindacati SEV, Transfair e Unia) a convocare stamattina una conferenza stampa nella capitale. I presenti hanno parlato di «sconcerto e indignazione per il modo con il quale le FFS hanno scelto di comunicare una notizia così sensibile», ossia quella del potenziamento della struttura a Castione. «Siamo dell’avviso che, dover apprendere dalla stampa questa notizia - e non averla quindi ricevuta ufficialmente da voi personalmente (nemmeno uno scritto in copia!) - sia stato un modo di procedere per nulla rispettoso nei riguardi del personale e dei loro rappresentanti».

La lettera alle FFS - Una contrarietà che è riassunta in una lettera della CoPe allargata che verrà spedita alle stesse FFS e al Consiglio di Stato. Ma la missiva, oltre a sottolineare il mancato coinvolgimento della CoPe su “questioni operative o strategiche” come prevede la convenzione di Piattaforma, contiene soprattutto una richiesta «per non compromettere ulteriormente il rapporto di fiducia».

Stop ai tagli - Alle FFS si chiede «il fermo immediato di tutte le iniziative intraprese alle Officine di Bellinzona, legate all’abbandono di attività: come quella dei carri merci, o all’indirizzo del personale, vedi “rottura dei contratti con il personale temporaneo”». Tutto ciò, «fintanto che non si sarà presa visione del “Piano industriale” e affrontato, in modo trasparente, i temi menzionati». Il tavolo di lavoro indicato è la prossima riunione della Piattaforma, alla presenza anche di rappresentanti del Governo, prevista per il 30 aprile.

Le domande alle FFS - Nella sua presa di posizione la CoPe parla del forte «grado di incertezza per il personale attualmente impiegato alle Officine, nell’attesa di sapere se ci sarà per loro il posto di lavoro nella “nuova struttura” a Castione! Questo per evidenziare la stretta relazione che c’è tra l’attuale Officina e la futura “destinazione”!». La lettera si chiuse con una serie di domande puntuali sull'attuale e sulla futura struttura: «Come si spiega concretamente questo incremento di 100 (50%) rispettivamente 70 (30.5%) presso la nuova struttura? Quanto di questo personale proverrà dagli attuali collaboratori OBe?». E ancora: «Come si spiega il fatto che si comunica un incremento di personale nella nuova struttura mentre, nello stesso giorno, si interrompono 12 rapporti di lavoro con personale temporaneo?». Quanto all'investimento da 360 a 400 milioni di franchi:  «Come si spiega questa differenza? In che misura è attribuibile a un aumento delle strutture a scopo produttivo?».  

 

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