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22.03.21 - 12:010
Aggiornamento : 14:47

Un anno fatto di liti e risse

Ma in generale nel 2020 in Ticino i reati sono diminuiti: i furti sono calati del 27%, le rapine del 32%

Gobbi: «La pandemia ha dimostrato che la polizia è un punto di riferimento, ma allo stesso tempo è bersaglio di violenza»

BELLINZONA - Dal punto di vista dei reati, il 2020 è stato un anno eccezionale. Anzi, anomalo. Con il lockdown della scorsa primavera, in Ticino si è fermato praticamente tutto. Anche la criminalità.

Lo mostrano le statistiche 2020 della polizia cantonale, che parlano di una sensibile diminuzione dei furti (-27%) e delle rapine (-32%). Un calo che interessa anche gli incidenti della circolazione (-14%), con un aumento però di quelli mortali (sono stati sedici, con diciassette vittime). Dati, questi, da ricondurre alla chiusura delle attività e anche delle frontiere, come ha spiegato il capo gendarmeria Marco Zambetti, in un odierno incontro con la stampa.

Dopo il lockdown, liti e risse - Ma la pandemia non ha fermato gli episodi di violenza. Nel periodo post-lockdown si è infatti assistito «a un sensibile rialzo di liti e risse, un fenomeno che per tutta l'estate è rimasto di poco superiore alla media» ha spiegato ancora Zambetti, parlando anche della violenza giovanile: sono infatti stati molti, su tutto il territorio cantonale, gli interventi per risse tra bande di giovani e giovanissimi. «Il fenomeno va monitorato». Mentre al contrario di quanto ci si aspettava, è aumentato soltanto di poco il numero degli episodi di violenza domestica: con 1'105 casi, +9 rispetto al 2019.

La polizia come bersaglio - L'anno della pandemia ha comunque dimostrato - lo ha detto Norman Gobbi, presidente del Consiglio di Stato e direttore delle Istituzioni - che «la polizia cantonale è un punto di riferimento per le necessità e i timori della popolazione». I cittadini si sono infatti rivolti alle autorità con «un impressionante numero di chiamate». Durante tutto il 2020, alla Centrale comune di allarme (CECAL) sono infatti giunte 372'000 chiamate (+44%). «Soprattutto durante la fase acuta dell'emergenza, la CECAL è stata subissata di richieste, anche per domande che non erano prettamente legate all'attività di polizia» ha spiegato il comandante della polizia cantonale Matteo Cocchi.

Eppure, la polizia punto di riferimento e al servizio della popolazione, finisce nel mirino dei cittadini, ha osservato con rammarico Gobbi: «Quando gli agenti intervengono per proteggere la popolazione, subiscono insulti e prendono bottiglie in testa. Poi anche loro diventano oggetto di lunghe e logoranti procedure penali». Procedure che, lo ha sottolineato sempre il presidente del Consiglio di Stato, «pesano sul morale della truppa, bloccano gli avanzamenti di carriera e le ambizioni personali».

La CECAL, il «cervello» dell'attività - L'emergenza sanitaria he inoltre permesso di sfruttare appieno i vantaggi della CECAL, come spiegato durante l'odierna conferenza stampa. Lo scorso 23 febbraio in Ticino è infatti scattata la creazione dello Stato maggiore cantonale di condotta (SMCC), che durante la fase acuta della pandemia ha coordinato l'attività dei vari enti sul territorio. «La CECAL è stata una manna, poiché permette di coordinare in maniera centralizzata situazioni come queste» ha sottolineato il comandante Cocchi. «In questo luogo - ha aggiunto Gobbi - si è creato il cervello per la capacità di organizzazione e intervento sul territorio».

In arrivo il 144 - Un cervello che a partire dal prossimo 1. aprile sarà ancora più completo. Negli spazi di recente liberati dall'Amministrazione federale delle dogane, entrerà infatti la centrale del 144. In questo modo tutti i numeri di emergenza (117, 118 e 144) si troveranno sotto lo stesso tetto. Nel 2020 è inoltre stata attivata la nuova sede operativa a Mendrisio. Mentre nel 2022 sarà terminata l'edificazione del centro di controllo per veicoli pesanti a Giornico, che comporterà cinquanta nuove unità nell'organigramma della polizia cantonale.

Boccata d'ossigeno per lo sport - A seguito della ridotta attività nell'ambito delle manifestazioni sportive che a causa della pandemia avvengono senza pubblico, è inoltre prevista una boccata d'ossigeno per i club. Senza pubblico, diminuiscono anche gli interventi per il mantenimento dell'ordine, pertanto viene condonata la relativa tassa per le stagioni 2019-2020 e 2020-2021. «Si tratta di un sostegno ai club sportivi» ha concluso Gobbi.

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