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CANTONE
15.03.21 - 06:000
Aggiornamento : 12:33

Dipendenze vecchie e nuove, ecco le sfide lanciate dalla pandemia

Isolamento e solitudine hanno causato malessere fra la popolazione, specie durante la seconda ondata.

Sofferenze che talvolta possono sfociare in una dipendenza. Ma di fianco a quelle “tradizionali” - droghe, alcol e farmaci - preoccupa sempre più il gioco online e l’utilizzo intensivo del web. Intervista alla neo direttrice di Ingrado Karin Gianola.

LUGANO - Dal 1.marzo il servizio per le dipendenze Ingrado ha una nuova direttrice. Karin Gianola è infatti subentrata a Daniele Intraina (a sua volta nominato direttore dell’Organizzazione sociopsichiatrica cantonale). Quello delle dipendenze è un tema più che mai d’attualità in questo periodo contraddistinto da isolamento e solitudine.

Signora Gianola, quali sono le sfide che l’attendono? 
La principale sfida è quella di garantire continuità nella presa a carico dei pazienti, sempre in un'ottica multidisciplinare come fatto finora. Con Daniele è stato fatto un grande lavoro, elaborando un percorso fruttuoso per il benessere del paziente.

Lei lavora per Ingrado dal 2001. Come sono evolute le dipendenze in questi ultimi 20 anni? 
Negli ultimi anni ci sono due grosse problematiche che stanno emergendo: le nuove dipendenze (principalmente internet e il gioco online) e la dipendenza dall’alcol nelle persone appartenenti alla cosiddetta terza età (dai 65 ai 75 anni). Questa fascia d’età, che spesso gode ancora di buona salute, in realtà non rientra nel nostro target di presa a carico (che va dai 18 anni ai 65). C’è però la necessità di offrire loro un sostegno, in modo da garantire autonomia e benessere presso il proprio domicilio.

Benessere che passa anche dal non marginalizzare queste persone…
Esatto, in questo senso il fatto di riconoscere la dipendenza come una malattia è d'aiuto. Inoltre vi è una maggiore professionalizzazione della presa in carico multidisciplinare, che permette di evitare la marginalizzazione negli interventi, specie se si parla di droghe illegali.

Tornando alle nuove dipendenze, la pandemia che impatto ha avuto?
Le problematiche legate al mondo virtuale erano già in parte emerse prima del Covid, ma la pandemia e il conseguente isolamento le ha accentuate. Per ora è solo una tendenza: c’è il gioco d’azzardo, ci sono i videogiochi, ma in generale c’è internet. E se si pensa che riguardino solo i giovani ci si sbaglia, toccano tutte le fasce d’età. Anzi, l’aumento dell’utilizzo intensivo di internet da parte degli adulti è preoccupante.

Come si combattono queste nuove dipendenze? L’approccio è il medesimo che si ha con le dipendenze “tradizionali”? 
È un ambito certamente complesso e che sicuramente va approfondito nel futuro prossimo. Anche perché in questi casi non si interviene allo stesso modo se abbiamo di fronte un giovane adulto o una persona più anziana.

Ci sono stati altri cambiamenti significativi?
Cambiamenti sostanziali non ce ne sono stati, ma a essere cambiato è l’approccio. Si è usciti un po’ dal cliché dell’eroinomane da strada - grazie anche agli operatori di prossimità - e ora si cerca di sostenere la persona in modo diverso. Alcune differenze ci sono pure nelle modalità, con la presenza di più dipendenze in una persona sola e che naturalmente rendono la presa a carico più complessa.

Come hanno vissuto l’emergenza coronavirus le persone che seguite?
Abbiamo riscontrato un grosso malessere, soprattutto durante la seconda ondata, che è stata devastante. Nella prima si andava verso l’estate e si aveva la speranza che tutto finisse in fretta. La seconda, con l’arrivo dell’inverno, ha invece destabilizzato la nostra casistica, ma in generale tutta la popolazione.

Commenti
 
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lollo68 2 mesi fa su tio
La scuola online ha aumentato la dipendenza dai mezzi elettronici. Quando c'è un educatore che propone ad un ragazzo 2 ore di cellulare al giorno con la conseguenza che non rimane più tempo per studiare siamo messi molto male!
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