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Scuola e pandemia: «Studenti e insegnanti hanno reagito bene»

Il DECS ha presentato l’andamento scolastico di chi frequenta le scuole post-obbligatorie e «i dati sono incoraggianti».

Bertoli: «Voglio incoraggiare i ragazzi che hanno una situazione non facile ma recuperabile a insistere in questi mesi. Perché possono ambire ad avere un anno di successo».

 

È ormai passato più di un anno dall'inizio della pandemia. Che ha toccato tutti e a 360 gradi. Anche i giovani che oltre a vedersi la vita stravolta e le relazioni sociali annullate, si sono ritrovati con una scuola completamente cambiata. Soprattutto durante la prima ondata di Covid-19 con parte della formazione a distanza. Ma anche a causa delle (non poche frequenti) quarantena a causa di contatti contagiati (o addirittura di classe).

Anche il sindacato indipendente degli studenti e apprendisti (SISA) ha più volte lanciato l'allarme. Sui problemi ad accedere alla didattica a distanza, sugli studenti "rimasti indietro", sui trasporti troppo pieni. Preoccupazioni che colpiscono anche le famiglie. Soprattutto di chi frequenta le scuole di grado secondario II (dopo la scuola media), magari all'ultimo anno in vista del diploma.

Il Dipartimento dell'educazione, della cultura e dello sport (DECS) ha quindi organizzato una conferenza stampa sull’andamento scolastico degli studenti che frequentano le scuole post-obbligatorie a un anno dall’inizio della pandemia di Covid-19. Hanno partecipato il direttore del DECS Manuele Bertoli, Francesca Pedrazzini-Pesce (capo sezione aggiunta presso la Sezione dell’insegnamento medio superiore) e Oscar Gonzalez, aggiunto alla Direzione della Divisione della formazione professionale (DFP).

In sostanza, i dati (in linea di massima) smentiscono le preoccupazioni: malgrado la riduzione dei tassi di non promozione (bocciati) alla fine dell’anno scolastico 2019/2020 (perché a fine anno si era tenuto conto della didattica a distanza), i risultati del primo semestre dell'anno in corso mostrano un allineamento con gli anni precedenti. «È la conferma che, grazie al piano sulla riapertura delle scuole deciso alla vigilia del nuovo anno scolastico, il rafforzamento della fase diagnostica e il sostegno degli allievi e delle allieve nel corso del primo semestre, abbiamo potuto garantire un prosieguo curricolare regolare», ha commentato Bertoli. Un risultato «per nulla scontato» di cui ci si rallegra e per il quale bisogna essere grati «a studenti e insegnanti».

16:32

... che non ci sono.

La conferenza stampa si è conclusa. Grazie per averla seguita su Tio.ch!

16:31

È il momento delle domande...

16:31

«Per settori, le scuole stanno immaginando una serie di misure puntuali per aiutare chi deve essere aiutato e può essere aiutato. Ci sono interventi di diverso tipo (ad esempio dei docenti che si sono messi a disposizione per lezioni di recupero).

Tutto per ridurre l'impatto della pandemia sulla scuola post-obbligatoria».

16:30

Riprende quindi la parola il direttore del DECS: «Abbiamo avuto una paura che fortunatamente non si è verificata. Anche se qualche numero ci interroga di più, soprattutto alle scuole medie di commercio. 

Voglio incoraggiare i ragazzi che hanno una situazione non facile ma recuperabile a insistere in questi mesi. Perché possono ambire ad avere un anno di successo. Il sistema è anche pronto ad accogliere un riorientamento. L'importanza è che tutti arrivino a ottenere un titolo, anche se per alcuni il percorso non sarà perfettamente lineare. Sono cose che aiutano a crescere e far fruttare le esperienze.

Voglio anche ringraziare il corpo insegnanti che ha dato prova di grande capacità, pur dentro a un sistema di valutazione anche degli aspetti negativi».

16:27

«Ci sono quindi un centinaio di giovani più "a rischio" in questa fase e in queste scuole medie di commercio. Che cercheremo di seguire al meglio in questo secondo semestre».

16:25

«Nelle scuole medie di commercio, invece, si riscontra invece un aumento delle "situazioni a rischio" bocciatura alla fine di questo primo semestre - spiega Gonzalez -. Si tratta di un aumento che può essere legato al fatto che diversi giovani hanno iniziato la formazione non come prima scelta e magari hanno mostrato delle lacune».

16:21
Repubblica e Cantone Ticino
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«Anche in questo caso osserviamo una somiglianza dei dati di questo primo semestre rispetto agli anni precedenti - commenta Gonzalez -. Proprio grazie all'impegno degli studenti e degli insegnanti». 

16:19
Repubblica e Cantone Ticino
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La parola passa a Oscar Gonzalez, che presenta le scuole professionali a tempo pieno.

16:18

«Anche gli allievi di liceo e SCC che non sono stati bocciati alla fine del primo anno, lo scorso giugno, ora si ritrovano allo stesso livello dei loro compagni degli anni precedenti. Pure la percentuali di quelli "a rischio" bocciatura sono simili - aggiunge Pedrazzini-Pesce -. Si tratta di un dato rassicurante, confermato dai direttori dei vari istituti. Tutti hanno parlato di "situazione stabile" e "meno preoccupante di quanto previsto".

Il risultato raggiunto è positivo. Ed è grazie all'impegno degli allievi che a fine agosto sono tornati a scuola dopo sei mesi di assenza dai banchi. E anche grazie al lavoro dei docenti che hanno accolto i ragazzi e hanno investito molto nella fase di bilancio e recupero prevista all'inizio delle scuole. E si sono impegnati a sostenere e motivare gli allievi, soprattutto quelli particolarmente toccati dal lockdown scolastico. Si tratta di un lavoro ben fatto a inizio anno e proseguito, che sarà portato avanti fino alla fine dell'anno». 

16:14

Franceca Pedrazzini-Pesce presenta i dati visibili nella tabella: «Gli studenti "a rischio" sono quelli che alla fine del primo semestre presentano tre o più insufficienze. I dati mostrano una grande stabilità negli anni, sia nella non promozione a fine anno sia nel rischio di bocciatura alla fine del primo semestre. 
Alla fine dell'anno scolastico 2019/2020, come detto da Bertoli, c'è stato un tasso inferiore di bocciature, soprattutto al liceo (alla fine del primo anno 19% rispetto al solito 32%). Vuol dire che più ragazzi sono passati all'anno successivo rispetto al solito. Ma può voler anche dire che nell'anno successivo, quello in corso, avrebbero potuto ritrovarsi più in difficoltà. Ma i dati della tabella smentiscono questi timori, perché i dati alla fine del primo semestre 2020/2021 sono in linea con gli altri anni».

16:08
Repubblica e Cantone Ticino
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Francesca Pedrazzini-Pesce: «I dati che presentiamo si riferiscono a settori diversi ma inseriti in una stessa logica. Si riferiscono ai cinque licei cantonali e alla SCC, che sono in totale circa 5'000 allievi».

16:05

«È ovvio che si tratta di dati generali e che ci sono dei casi personali - aggiunge Bertoli -.
L'anno scorso c'è stato un tasso di promozione alla fine del post-obbligo decisamente più elevato rispetto al solito (avevamo dato precise indicazioni da seguire durante la scuola a distanza per avere una minor bocciatura). I ragazzi hanno ricominciato e poi dopo il primo semestre ci ritroviamo con dei dati più o meno paragonabili a quelli di un anno ordinario».

16:04

Dati incoraggianti - «Non vi sono strascichi significativi, dal bilancio che abbiamo. I dati sono incoraggianti. Il dato per allievi e allieve è positivo. E sottolinea come dal 31 agosto i docenti hanno raccolto il nostro invito e hanno seguito i consigli tenendo conto delle debolezze degli studenti, portate dall'anno precedente».

16:02

«Ai docenti è stato spiegato come comportarsi per affrontare le lacune che a inizio anno scolastico sarebbero emerse - aggiunge il direttore del DECS -. E oggi tiriamo il bilancio di questo primo semestre».

16:02

«Anche se fatta nel miglior modo possibile (e allora non eravamo pronti per questo), la scuola a distanza crea una serie di problemi», aggiunge Bertoli. 

16:01

Il primo a prendere la parola è Manuele Bertoli: «È passato circa un anno dall'inizio della pandemia e i suoi effetti anche sulle scuole ticinesi.
L'anno scorso la scuola è rimasta chiusa per un certo periodo con una differenza tra le scuole obbligatorie, che hanno ripreso al meno parzialmente dall'11 maggio, e le scuole post-obbligatorie che sostanzialmente non ha ripreso fino a metà giugno (tre mesi di scuola a distanza)».

15:59

La conferenza stampa ha inizio.

15:55
TiPress - foto d'archivio
15:52
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