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MILANO/LUGANO
10.03.21 - 06:000

Pazza-Inter, quel club germogliato (anche) in Ticino

Milano? Non solo: l'Inter affonda le sue radici anche in Svizzera.

di Redazione
Michele Novaga

È la squadra che sta dominando - per ora - il campionato italiano nonché una delle più conosciute nel mondo, capace di vincere 18 scudetti, diverse coppe nazionali (11 tra coppe Italia e Supercoppa) e internazionali (3 Coppe dei Campioni, 3 coppe Intercontinentali e 3 Coppe Uefa). E poi c’è quel famoso Triplete del 2010, firmato sotto la guida di José Mourinho. Non tutti però sanno che l’F.C. Internazionale nata 113 anni fa (ieri il compleanno), ha radici svizzere e anche ticinesi.

Storia riscritta da un pugno di ribelli - In quella sera del 9 marzo del 1908, infatti, fra i 44 ex giocatori e soci del Milan che si riunirono in una saletta del Ristorante l’Orologio dietro piazza Duomo a Milano, quelli che firmarono l’atto costitutivo della neonata società calcistica, molti erano in possesso del passaporto elvetico. Tra loro oltre al grafico illustratore Giorgio Muggiani, italiano ma dai lunghi trascorsi a San Gallo da dove importò la passione per il calcio e che disegnò lo stemma della nuova squadra, i fratelli Hintermann (Enrico, Arturo e Carlo) e i commercianti originari di San Gallo ma ticinesi - di Paradiso, o Calprino, com'era allora conosciuto - Hans e Ugo Rietmann.

La passione venuta dal Ticino - «Mio nonno Ugo – racconta Raffaella Rietmann a tio.ch - decise di venire da ragazzino a Milano perché la sua famiglia, che si occupava di tessuti, voleva estendere i propri commerci e i propri affari a Milano e all’Italia. Era un atleta appassionato di calcio e quel giorno partecipò anche lui alla rivolta contro la decisione del Milan, squadra in cui militava, dopo che i rossoneri si opposero al tesseramento di un giocatore svizzero».

Stranieri da bandire? Macché - Nacque proprio così il Football club internazionale Milano: da una decisione di non volere fare giocare calciatori stranieri nell’altra squadra della città. E da lì il nome Internazionale a connotare un team dove anche oggi militano molti giocatori provenienti da differenti parti del mondo. «Erano poco più di 40. Oggi siamo milioni. Avevano un sogno: dare a tutti, italiani e stranieri, la possibilità di giocare a calcio per la stessa bandiera: quella nerazzurra», recitò l’attore Gianfelice Facchetti, terzogenito di quel Giacinto indimenticato capitano e poi presidente della squadra, durante un memorabile monologo in un San Siro gremito il giorno del centenario.

Svizzeri della prima ora e i loro eredi - E quasi tutti svizzeri erano i giocatori che scesero in campo quell’anno: addirittura otto su undici - Karl Hopf, Käppler, Werner Kummer, Niedermann, il già citato Ugo Rietmann, Bernard Schüler, Arnaldo Wölkel e il capitano Hernst Xavier Marktl i componenti della formazione titolare che regalarono il primo scudetto all’Inter nella stagione successiva 1909/1910. Molti sono stati i giocatori rossocrociati che hanno indossato la maglia a strisce nerazzurre (22 in totale quasi tutti concentrati nei primi campionati disputati dalla fondazione alla Prima guerra mondiale), anche nel Dopoguerra. Dall’attaccante ginevrino Roger Vonlanthen, proprio ieri deceduto all’età di 90 anni, all’ex capitano della nazionale svizzera e attuale allenatore del Basilea Ciriaco Sforza che giocò nell’Inter nella stagione 1996-1997. Fino agli ultimi due: Xherdan Shaqiri e Zdravko Kuzmanovic che non hanno per la verità inciso molto sulle sorti della squadra.

Molti sono i tifosi nerazzurri in Svizzera e non solo in Ticino. Sono quindici gli Inter club registrati presso il centro coordinamento della società di viale della Liberazione. Oltre a quelli di Altdorf, Basilea, Lachen, Liestal, San Gallo, Schönenwerd, Zurigo, Vevey, Volketswil, Reiden anche i cinque che sono sbocciati alle nostre latitudini. Dagli storici Inter Club di Lugano (intitolato a Sandro Mazzola) e Locarno - i primi a nascere al di fuori dell’Italia nel 1960 - a quelli di Cadro, del Mendrisiotto e di Cadenazzo intitolato a Javier Zanetti che è quello che vanta il maggior numero di soci iscritti, ovvero circa 400. E questi, c’è da giurarlo, sono pronti a tornare, appena si potrà, a occupare le gradinate dello stadio Giuseppe Meazza e a celebrare nuovi trionfi di quella squadra Internazionale ma dal dna anche molto svizzero.

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