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La giornata speciale di Michea e Giulia
CANTONE
01.03.21 - 06:000
Aggiornamento : 10:04

La gelata sui fiori d'arancio: nozze più che dimezzate in chiesa

Nel 2020 i matrimoni civili sono calati del 30% e quelli in chiesa addirittura del 62 per cento

La testimonianza di Michea e Giulia che, nonostante le incertezze, hanno comunque voluto dire sì: «Avremo qualcosa da raccontare ai nipoti»

MENDRISIO - Michea e Giulia hanno detto sì con il viso protetto da una mascherina. Sono una delle coppie convolate all’altare nella stagione del Covid. O meglio sul sagrato. «Ci siamo sposati lo scorso 17 ottobre all’esterno della chiesa. Tutti seduti e con la protezione facciale» racconta lo sposo, che è di religione neo-apostolica. Alla fine ce l’hanno fatta, ma non sono mancati gli ostacoli e le preoccupazioni: «A causa del Covid abbiamo dovuto rinviare la data di aprile all’autunno» continua Michea, che è gerente dell’Osteria Vignetta a Mendrisio. Gerente e sposo, nel 2020 non si è fatto mancare nulla.

Una giornata indimenticabile - A testimonianza della stagione particolare anche a ottobre non sono mancati gli imprevisti: «Avevamo organizzato un catering, ma pochi giorni prima delle nozze, sempre per il rischio di assembramenti, i responsabili della location ci hanno comunicato che non avrebbero ospitato il matrimonio. Ci siamo così trovati senza un luogo per il ricevimento». Per fortuna Michea ha potuto dirottare gli ospiti nell’Osteria per aperitivo e rinfresco: «Anche qui tutti seduti e con la mascherina». Nonostante le difficoltà il 17 ottobre per Michea e Giulia resta un giorno indimenticabile: «È andata bene e siamo riusciti anche a divertirci. Un secondo rinvio sarebbe stato troppo. Avremo qualcosa da raccontare quando saremo nonni». Ora sono in attesa del lieto evento, la riapertura del ristorante.

Convolare tra le ondate - La gelata del Covid sui fiori d’arancio è stata assoluta in Italia, dove si è registrato nel 2020 un calo dell’80%. E in Ticino? L’emorragia c’è stata, i matrimoni complessivi sono stati 826 (manca ancora il dato di dicembre) per un calo che si aggira attorno al 30% (nel 2019 erano stati 1’205 e l’anno prima 1’308). Il mese peggiore è risultato aprile con sole 15 nozze celebrate, mentre nei mesi di settembre (132 matrimoni) e ottobre (133) c’è stato un recupero, ma a novembre la seconda ondata ha rimesso molti progetti di coppia nel cassetto (45). 

Nozze in chiesa - Colpite dalla pandemia sono state soprattutto le cerimonie religiose. Il matrimonio civile ha retto meglio il colpo del rito in chiesa. Nei mesi di lockdown non sono state rare le nozze in Comune con sole 5 persone: gli sposi, i testimoni e il sindaco. I numeri della Diocesi, invece, attestano un 2020 nero con soli 76 matrimoni davanti all'altare (-62%). Nel 2019 erano stati 205, nel 2018: 250. Nel 2017: 281. «Non si tratta di valori assoluti, ma statistici - precisa l’addetto stampa della Curia, Luca Montagner. La comunicazione dei dati è di spettanza delle parrocchie e qualche numero si perde strada facendo: «Resta il fatto che la diminuzione di oltre il 50% dei matrimoni è un dato oggettivo» dice Montagner.

Il momento più favorevole - L’affanno del matrimonio religioso nei giorni del Covid ha spiegazioni che vanno oltre le disposizioni restrittive delle autorità. «Da un lato per alcuni ci può essere stata l’urgenza di regolarizzare la propria situazione dal punto di vista giuridico e pratico, preferendo poi rimandare a momenti più favorevoli la cerimonia religiosa. Cerimonia che - osserva don Italo Molinaro, parroco della Basilica del Sacro Cuore a Lugano - è anche festa da condividere con famigliari e amici». Il sacerdote individua due tipologie di matrimoni nel 2020: «C’è stato chi si è preso il rischio di sposarsi durante l’estate, azzeccando il periodo di relativa libertà, e chi ci teneva talmente tanto da non scartare i mesi più duri, mettendo in secondo piano il momento conviviale». Perché le nozze, contrariamente al detto, si possono fare anche coi fichi secchi.

Le previsioni per il 2021 - I matrimoni vivono anche di banchetti, fotografi professionisti e organizzatori di location. Dopo un 2020 difficile, la macchina arranca ancora, spiega la wedding planner Stefania Mauro della “Petali di Riso” di Morbio Inferiore: «C’è ancora molta incertezza al momento. Ho confermato alcuni matrimoni per fine primavera e inizio estate. Ma erano già fissati dallo scorso anno. Invece iniziano a esserci nuove richieste per l’autunno. Molti preferiscono aspettare che la situazione si stabilizzi». A pesare negativamente sono tanti aspetti, dai limiti alle persone presenti (un massimo di 30 in chiesa e 5 in Municipio) alla chiusura dei ristoranti: «Ma soprattutto incide il non poter vivere la cerimonia in maniera serena. Non è più una festa se uno deve preoccuparsi che nessuno si ammali» conclude la wedding planner. 

Commenti
 
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Moni Ca 1 mese fa su tio
Problemone eh... 🤦🏻‍♀️
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