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CANTONE
24.02.21 - 06:000

Pesi e manubri, tutti li vogliono pochi li trovano

Con le palestre chiuse sono esplose le vendite per allenarsi a casa. Peccato per le forniture che latitano.

Molti negozi di articoli sportivi hanno richieste, ma non la merce: «Tra negozi chiusi e spese, lavorare così è difficile».

LUGANO - Molti svizzeri stanno cercando di mantenersi in salute durante la pandemia attraverso l'attività fisica. Lo dimostrano le vendite di prodotti per il fitness, aumentate di quasi cinque volte nel giro di un anno. Non solo si lavora da casa, ma tra le stesse quattro mura ci si allena. 

La chiusura delle palestre - Quando le palestre hanno chiuso per la prima volta le loro porte nella primavera del 2020, i primi a fare incetta di manubri, dischi e attrezzi vari sono stati i maniaci del fitness. In autunno, la situazione è di nuovo peggiorata: ingresso limitato e mascherine obbligatorie in sala, poi una nuova chiusura verso la fine dell'anno. Ciò ha fatto sì che si moltiplicassero le palestre casalinghe. Una tendenza, questa, confermata anche da Patrick Bächtiger, responsabile degli acquisti di articoli sportivi presso Digitec Galaxus: «Nel novembre 2020, la domanda di attrezzature per il fitness è aumentata notevolmente».

Dal tappetino ai dischi in ghisa - Particolarmente apprezzati i tappetini per lo yoga e le bande elastiche per il fitness, finiti più frequentemente nel carrello virtuale – in tutte le parti del paese. La crescita più forte - segnala Digitec Galaxus - si è vista nella domanda di attrezzature più pesanti: nella Svizzera tedesca, sono le aste per manubri ad essere particolarmente richieste, assieme a tapis roulant e corde per saltare. Nella Svizzera francese è esplosa la vendita di dischi per manubri, seguiti da tapis roulant e kettlebell. Più "soft" l'attività fisica in Ticino dove tappetini, tapis roulant e corde per saltare sono stati gli articoli più richiesti.

Alta richiesta, scarsa disponibilità - Peccato che con una domanda tale, sia mancata l'offerta. «Abbiamo venduto tutto e subito, quindi siamo rimasti senza scorte» ci spiegano da Zappa Sport Intersport di Lugano. Un problema che dura tutt'ora: «Abbiamo grossi ritardi nelle forniture. Interi stock di merce sono stati annullati, ad esempio, da Nike e Adidas. E vi sono importanti problemi di approvvigionamento dovuti ai tempi di trasporto e ai rallentamenti produttivi». A mancare non sono solo gli attrezzi da palestra: «Ciaspole, ad esempio, non ce ne son più già da due mesi».

Da Balmelli i problemi sono gli stessi: «Pesi, pedane, attrezzatura per la ginnastica casalinga e persino le biciclette... Non riescono più a rifornirci e quando qualcosa arriva corrisponde a un decimo della richiesta». I primi segnali di questa penuria si erano già intravisti con il primo lockdown. «Da fine novembre in poi è stato un disastro. Manca la merce e lavorare diventa difficile». Con i negozio chiusi, si è dovuto ricorrere all'online. «Che non è semplice da gestire - ci spiega il responsabile del negozio in via Pioda -. Non favorisce certo la nostra economia. Tra chi prova e rimanda e la necessità di tenere i prezzi bassi per non soffrire della concorrenza estera, praticamente non abbiamo guadagno. Insomma, lavoriamo a stretto contatto con il rischio, tra ordini anticipati e gestione delle vendite. Non è facile».

Anche da Belotti, a Locarno, non è mancato il boom di vendite. Loro, forti dell'esperienza del primo lockdown, hanno predisposto una bella scorta odorando una seconda chiusura: «Abbiamo fatto un grosso rifornimento a inizio stagione. E le nostre previsioni ci hanno dato ragione. Ora trovare la merce è impossibile». Al posto dell'online, qui si è sfruttato il sistema del click and go: «Chiamano e ritirano. Se non c'è qualcosa gli si può proporre un altro articolo. La nostra clientela è contenta».

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