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LUGANO
14.02.21 - 15:360
Aggiornamento : 15.02.21 - 08:33

La proroga ad Artioli: «5 giorni, non 40». Ma il Caffè non ritratta

L'imprenditore replica sui tempi concessi alla sua cordata per fornire le garanzie finanziarie

E sulla decisione di Palazzo Civico: «Evidentemente il Municipio deve avere colto la validità del nostro progetto».

LUGANO - «Non corrisponde al vero - dice l'imprenditore Stefano Artioli - che la nostra cordata avrebbe beneficiato di un termine di 40 giorni per presentare le garanzie richieste».

Cinque giorni, non quaranta - È botta e risposta attorno al Rapporto del Gruppo di lavoro Lugano Airport, i cui contenuti sono stati pubblicati oggi dal Caffè. Ed è sulla proroga concessa dal Municipio per fornire le garanzie finanziarie di 10 milioni che il capo della cordata, che punta a gestire lo scalo di Agno, fornisce un'altra versione rispetto al domenicale: «Le garanzie - continua Artioli - sono state presentate fin dall’inizio in conformità alle prescrizioni della call for interest. Il gruppo di lavoro ha poi posto esigenze supplementari circa la forma della garanzia, per cui il Municipio ci ha assegnato un termine di 5 (e non 40!) giorni per darvi seguito».

«Il Municipio ha colto la validità del nostro progetto» - Quanto alle conclusioni del Rapporto, che raccomandava all'Esecutivo di entrare in trattative con la sola cordata "Amici dell'aeroporto", Artioli ribatte che: «Evidentemente il Municipio deve avere colto, diversamente dal Gruppo di lavoro, la validità del nostro progetto». E conclude: «Deploriamo questi continui attacchi trasversali al nostro progetto. Che si lasci il Comune di Lugano fare il proprio lavoro di valutazione con serenità e senza interferenze politiche. La politica ha già affossato l’aeroporto una volta».

Il Caffè: «Confermiamo quanto pubblicato»
In serata, dopo la presa di posizione di Stefano Artioli, è giunta in redazione la replica del Caffè che conferma l’integrale contenuto del servizio pubblicato oggi e ricorda e precisa alcuni passaggi «a ulteriore prova della veridicità di quanto pubblicato». Qui di seguito, il comunicato stampa integrale:

 - Il 1° dicembre il “Gruppo di lavoro Lugano Airport sulle candidature” ha inviato una lettera ai partecipanti al concorso chiedendo “la prova documentale di disponibilità finanziarie immediate e liquide pari a franchi 10 milioni”. Le informazioni e i documenti indicati, si legge nella lettera, “dovranno pervenire alla cancelleria comunale entro il 18 dicembre 2020 alle ore 14».

- Entro il 18 di dicembre, stando al Rapporto del Gruppo di lavoro datato 25 gennaio 2021, solo la cordata Amici dell’aeroporto (Owen-Jones e Bonomi) aveva presentato le garanzie finanziarie richieste nella lettera del 1° di dicembre.

- Il 20 di gennaio il Municipio incontra, in quella che definisce “audizione”, sia la cordata Artioli sia la cordata Owen-Jones. Dalle dichiarazioni rilasciate oggi alla Rsi dal sindaco di Lugano, Marco Borradori, si capisce che con la cordata Artioli si sia discusso anche delle garanzie finanziarie, benché il termine indicato dal Gruppo di lavoro fosse scaduto da un mese. Una scadenza questa (18 dicembre 2020) che secondo il sindaco è stata sì chiesta dal Gruppo di lavoro, ma solo per l’esigenza di chiudere il Rapporto entro la fine del 2020.

- In una comunicazione ai concorrenti all’inizio di questo mese, febbraio 2021, il Municipio ha comunicato di aver “ratificato le richieste di garanzia finanziaria contenute nella lettera del 1° dicembre 2020 del Gruppo di lavoro, ed ha ritenuto di dover concedere alla cordata Artioli un ulteriore termine, il 28 gennaio”. Quindi la “proroga” è stata dal 18 dicembre 2020 al 28 gennaio 2021. Così come pubblicato dal Caffè.

- Fatto è che lo scorso 25 gennaio il Rapporto del Gruppo di lavoro viene firmato dai sei membri che lo compongono (per altro 4 rappresentano, ad alto livello, la Città di Lugano) e vi si legge, così come pubblicato dal Caffè stamane, che la cordata Artioli “non ha fornito indicazioni concrete e sufficienti a questo proposito”, cioè le garanzie finanziarie. Ed è quindi anche per questa ragione, ma non solo per questa si spiega nel Rapporto, che la cordata Artioli è stata scartata.

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