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31.01.21 - 13:250

Dopo quattro anni Bondo ha un piano

Approvato il progetto di ricostruzione per la frana del 2017

BONDO - Il progetto di ricostruzione di quanto distrutto nel 2017 dalla frana del Pizzo Cengalo a Bondo, in Val Bregaglia (GR), è stato approvato dai cittadini del comune. I "sì" al progetto da 42 milioni di franchi sono stati 408, i "no" 227.

La popolazione ha anche adottato una revisione parziale del piano regolatore con 467 voti a 164, ha comunicato oggi il comune, precisando che l'affluenza si è attestata al 54%. Salvo imprevisti, la realizzazione del progetto durerà circa quattro anni, fra l'autunno 2021 e la primavera del 2025.

Le pendici del Cengalo avevano cominciato a creare grattacapi in Val Bregaglia già nel 2011 con un primo scoscendimento. Successivamente, nel 2012, una colata di materiale detritico aveva provocato la distruzione del campeggio di Bondo. Nel 2014-2015 venne quindi costruito un bacino di ritenzione alla foce del torrente Bondasca. Ma l'infrastruttura non fu in grado di contenere la frana del 23 agosto del 2017, una delle più grandi mai verificatasi in Svizzera negli ultimi 130 anni, nella quale perirono 8 escursionisti provenienti da Germania, Austria e Svizzera.

Il progetto di ricostruzione mira a proteggere le aree abitate dei villaggi di Bondo, Sottoponte, Spino e Promontogno, così come varie strade da inondazioni e frane. Il costo totale ammonta a 42 milioni, di cui 11,9-13,3 milioni andranno al comune di Bregaglia. Questo comune potrà pagare la maggior parte dei costi grazie a donazioni.

Il progetto di ricostruzione è tra l'altro appena stato nominato per il Premio del Paesaggio del Consiglio d'Europa, assegnato ogni due anni, poiché integra in modo armonico opere di protezione contro i pericoli naturali e paesaggio rurale storico.

Denominato "Strata" ("strati", dal latino "stratum"), il progetto ha convinto la giuria incaricata di selezionare la candidatura svizzera al riconoscimento europeo. L'approccio esemplare scelto dal Comune per preservare gli elevati valori del suo paesaggio culturale e il suo patrimonio architettonico, garantendo al tempo stesso la migliore protezione possibile contro i pericoli naturali, ha fatto pendere l'ago della bilancia a favore della nomina.

Il punto forte dell'approccio scelto sta nel fatto che non cerca di ripristinare la situazione antecedente le distruzioni causate dalla frana, ma lascia invece spazio nel paesaggio a possibili eventi naturali. Inoltre, stabilisce parametri per altri Comuni che devono convivere con pericoli naturali.

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