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29.01.21 - 12:450
Aggiornamento : 15:41

Casi di rigore: «Ci aspettiamo tra le 4'000 e le 6'000 richieste»

Dopo la recente approvazione in Gran Consiglio degli aiuti economici, il prossimo lunedì 1. febbraio scatta la procedura

Vitta: «La portata della crisi generata dalla pandemia è sotto gli occhi di tutti»

BELLINZONA - «Il 2020 ha portato con sé sfide impegnative per tutti. Non serve ricordare la portata della crisi generata dalla pandemia, perché dallo scorso marzo gli effetti sono sotto gli occhi di tutti». Così il consigliere di Stato Christian Vitta, direttore del Dipartimento delle finanze e dell'economia, in un incontro coi media per parlare della procedura di richiesta degli aiuti per i casi di rigore.

Di recente il Gran Consiglio ha infatti approvato oltre 75 milioni di franchi a sostegno delle aziende colpite dalle difficoltà legate alla pandemia di coronavirus. Ora si tratta di mettere in atto questo strumento, che va a beneficio dei seguenti settori: eventi, baracconisti, manifestazioni e intrattenimento; palestre, centri sportivi, centri fitness e wellness; viaggi, trasporti terrestri non regolari; turismo degli affari; ristorazione e piccola e media distribuzione. 

Ecco dunque che dal 1. febbraio 2021 le aziende troveranno online tutte le indicazioni di dettaglio per preparare la documentazione e poi attivare la procedura di richiesta formale dal 4 febbraio. Tutte le informazioni saranno disponibili su www.ti.ch/casidirigore. L'erogazione finanziaria dei primi aiuti è prevista nella seconda metà di febbraio.

«Le autorità si sono attivate sin dall'inizio della pandemia - ha ricordato Vitta - con una serie di misure sinora a livello nazionale sono stati iniettati nel sistema economico del nostro paese decine di miliardi di franchi». Per quanto riguarda i 75,6 milioni di franchi approvati all'inizio della settimana, permetterà di sostenere anche eventuali spese supplementari che saranno ripartite tra Cantone e Confederazione. «Potremo coprire almeno in parte il margine d'incertezza». Il Cantone ha inoltre chiesto che anche le imprese create dopo il marzo 2020 possano beneficiare di questi aiuti. Ma questo punto non è ancora stato chiarito.

Questo strumento (che è una percentuale sulla cifra d'affari annuale media), «si aggiunge a quelli già esistenti» ha aggiunto Vitta. «Ed è un aiuto sicuramente importante che non potrà però mai sostituire la vocazione dell'imprenditore, cioè di poter svolgere appieno la propria attività». Il consigliere di Stato auspica quindi che tutti noi possiamo presto riappropriarci delle nostre libertà personali: «È la miglior ricetta per uscire dalla crisi».

Per ora le autorità cantonali prevedono  di dover erogare aiuti per circa 100 milioni di franchi. «Ci aspettiamo dalle 4'000 alle 5'000 richieste d'aiuto». Quando la spesa si avvicinerà alla soglia dei 75 milioni di franchi, «chiederemo un credito supplementare» ha spiegato Vitta, ricordato che si tratta di un credito suddiviso tra Cantone e Confederazione.

Casi di rigore: due tipologie - Come ha spiegato Stefano Rizzi, direttore della Divisione dell'economia, i casi di rigore si suddividono in due tipologie: le imprese che sono oggetto di ordine di chiusura da parte delle autorità per almeno quaranta giorni tra il 1. novembre 2020 e il 30 giugno 2021; e le imprese che rientrano nei settori definiti come casi di rigore e che hanno subito un calo della cifra d'affari annua del 40% in dodici mesi consecutivi nel periodo dal 1. gennaio 2020 al 30 giugno 2021.

Le due procedure - Per la richiesta dell'aiuto sono previste due procedure per le due tipologie di casi di rigore. Quella agevolata - ha spiegato Emanuele De Cunto, capo dell’Ufficio dell’amministrazione e del controlling della Divisione dell’economia - prevede un'autovalutazione online e la raccolta della documentazione necessaria. «Il tutto sarà poi da inoltrare all'amministrazione cantonale e saranno effettuate le dovute verifiche». La procedura ordinaria è simile, ma prevede anche la verifica da parte di un ufficio di revisione del calo della cifra d'affari.

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