Foto 20min/Davide Giordano
CANTONE
18.01.21 - 15:370

«Vogliamo controlli sistematici alla frontiera»

È la rinnovata richiesta del Governo ticinese a Berna. Anche se la situazione epidemiologica sta migliorando

Il Consiglio di Stato è preoccupato per la presenza accertata della più contagiosa variante inglese

BELLINZONA - Oggi è scattato in tutta la Svizzera l'inasprimento delle misure anti-coronavirus: i negozi che non vendono beni di prima necessità sono chiusi e il telelavoro è obbligatorio. Eppure il traffico transfrontaliero stenta a diminuire. Ecco dunque che ieri il Consiglio di Stato ha scritto a Berna, esprimendo nuovamente la propria preoccupazione sulla questione del controllo alle frontiere, tuttora irrisolta: «L'attuale assenza di controlli sistematici rischia di ridurre l'effetto delle misure restrittive e gli sforzi profusi nella campagna di vaccinazione» si legge in una nota odierna.

La richiesta è quindi di introdurre controlli sistematici e anche di chiudere i valichi minori, «prevedendo fasce mattutine e serali di eccezione, in particolare nei valichi più utilizzati dal personale sanitario». Secondo il Consiglio di Stato sarebbe inoltre auspicabile sottoporre sistematicamente a test rapidi i viaggiatori che rientrano in Svizzera da viaggi all’estero, in particolare da aree a rischio, anche europee.

Nel frattempo si osserva un miglioramento della situazione epidemiologica: nelle ultime ventiquattro ore, per esempio, nel nostro cantone sono stati registrati 24 nuovi casi di coronavirus e sei decessi. Ma a destare preoccupazione - lo spiega ancora il Consiglio di Stato - è la presenza accertata della nuova e più contagiosa variante inglese.

Variante che ha spinto il Dipartimento della sanità e della socialità a introdurre nuove misure di protezione accresciute per le prossime settimane, vietando le visite nelle case per anziani, negli ospedali del settore acuto, nelle strutture di riabilitazione e negli istituti per invalidi.

Nella giornata di ieri inoltre, l’Ufficio del medico cantonale del DSS, d’intesa con il Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport, ha posto in quarantena tutti gli allievi e i docenti della scuola media di Morbio Inferiore. La misura si è resa necessaria dopo che nell’istituto sono stati constatati 13 casi di positività, almeno due dei quali riconducibili alla «variante inglese». A seguito di tali decisioni il Consiglio di Stato ha tempestivamente deciso di introdurre il divieto di attività sportive con contatto fisico e quelle svolte in spazi chiusi di bambini e giovani fino al compimento dei 16 anni in tutto il Mendrisiotto.

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