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CANTONE
15.01.21 - 20:370
Aggiornamento : 19.01.21 - 10:55

Aumentano le restrizioni, ma si va a scuola montana

Lunedì una classe di prima media di Balerna dovrebbe partire per Bosco Gurin.

Il direttore: «Siamo in contatto con le autorità. Abbiamo un protocollo da seguire e adeguati piani di protezione». L'MPS porta il caso sul tavolo del Consiglio di Stato.

BALERNA - «Sono preoccupata. Mio figlio lunedì mattina andrà a scuola montana. Dormirà con altri tre compagni, starà una settimana in contatto costante con la classe. Sono nuclei familiari che, al loro ritorno venerdì, si mischieranno inevitabilmente al mio». La voce è quella della mamma di un allievo di prima media di Balerna. Impensierita dall'uscita a Bosco Gurin del figlio, proprio in piena pandemia e quando il Consiglio federale ha deciso d'inasprire le misure.

Effettivamente la settimana di scuola montana a Bosco Gurin per una classe di prima è prevista. Ce lo conferma il direttore della Scuola Media di Balerna, Andrea Peverelli. Che però precisa: «È stata organizzata nel rispetto delle normative. La struttura consente il distanziamento. A pieno regime può ospitare 55 persone, noi andremo con 24. Siamo in contatto costante con le autorità cantonali e sanitarie. Abbiamo un protocollo da seguire, piani di protezione a cui ci atteniamo rigorosamente».

Le cose, però, potrebbero cambiare. Perché la situazione epidemiologica è in costante mutamento. «A oggi, in questo momento, è confermata. Ma le famiglie degli allievi coinvolti sono consapevoli che anche domenica sera potrebbe essere annullato tutto. Resteremo in contatto con il DECS e la SIM (Sezione dell'insegnamento medio)».

Per ora, dunque, tutto è confermato. Con la preoccupazione di alcuni da una parte («proprio Balerna poi, di cui si è tanto parlato ieri per la "variante inglese"»), la gioia di altri (soprattutto allievi) dall'altra, e la direzione in continuo contatto con il Cantone. 

Ma nel frattempo anche il Movimento per il socialismo (MPS) ha raccolto l'apprensione di qualcuno. E ha deciso d'inoltrare un'interpellanza al Consiglio di Stato. «Sappiamo bene che la scuola montana è un’attività molto importante, un momento educativo, formativo e sicuramente anche divertente. Tuttavia sembra strano, vista la situazione pandemica del Cantone, che si organizzino momenti di questo tipo», scrive. Per Simona Arigoni, Angelica Lepori, Matteo Pronzini, «dovrebbe prevalere il principio di prudenza» e bisognerebbe «rimandare attività come la scuola montana a un momento meno difficile da punto di vista sanitario». Anche perché al momento attuale «si scarica la decisione di tenere a casa i ragazzi, facendoli rinunciare a un bel momento, sulle famiglie», quando invece «non ha molto senso chiedere ai ragazzi di essere responsabili, evitare assembramenti, portare la mascherina a scuola per poi portarli a scuola montana».

Aggiornamento 

Domenica 17 gennaio il Dipartimento dell'educazione, della cultura e dello sport, in accordo con il Dipartimento della sanità e della socialità, ha annullato per precauzione la settimana bianca, a seguito del focolaio di coronavirus emerso alla scuola media di Morbio Inferiore.

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