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11.01.21 - 08:030
Aggiornamento : 08:49

«Meno nuovi casi, ma ne finiscono di più in ospedale»

Il numero di ricoveri per Covid in Ticino non scende. Garzoni: «Cifre insostenibili per il nostro sistema»

Per l'infettivologo è il momento di stringere i denti: «Una luce ora c'è». E sulla campagna vaccinale: «Il Ticino è pronto, ma se i vaccini non arrivano...».

LUGANO - Chiusure e restrizioni sembrano aver avuto un impatto solo parziale sull'emergenza coronavirus in Ticino in questa seconda ondata. Guardando le cifre dei ricoveri negli ospedali, da due mesi a questa parte la situazione si è cristallizzata attorno alla soglia delle 350 ospedalizzazioni. Cifre «altamente preoccupanti» - commenta al telefono l'infettivologo Christian Garzoni - per un sistema sanitario «che non è fatto per viaggiare su questi numeri ed è da considerarsi in una situazione d'emergenza cronica».

Nelle ultime settimane anche il numero di letti occupati in terapia intensiva è in aumento e a questi ritmi «la qualità delle cure in questi posti risulta difficile da garantire». Inoltre, ricorda il direttore sanitario della Clinica Moncucco, il Ticino dispone attualmente di due ospedali in meno, che sono interamente dedicati al Covid. Con ovvie ripercussioni su tutto il resto delle cure.

In altre parole, «si naviga in acque molto alte». Anche i dati dei contagi totali degli ultimi giorni, ci spiega Garzoni, vanno presi con le pinze. Perché se da un lato si registra un calo dei contagi fra i giovani, dall'altro risulta un aumento fra la popolazione sopra i 50 anni. «Al netto i nuovi casi sembrano quindi di meno, ma quelli che poi finiscono in ospedale sono di più».

Infine, se la famosa “variante inglese” dovesse diffondersi nella nostra popolazione, questa porterebbe a un rapido aumento dei casi, una «terza curva sulla seconda, che parte da cifre elevate e in questo caso il sistema sanitario difficilmente potrebbe sostenere l’aumento senza nuove massicce chiusure. E comunque a scapito delle cure dei pazienti non Covid».

Nuove misure in arrivo - Nei giorni scorsi il Consiglio federale ha proposto nuove misure, attualmente in consultazione presso i Cantoni. Si parla fra le altre cose di telelavoro obbligatorio e di chiusura per i negozi che non vendono beni di prima necessità. Quanto funzioneranno queste misure? «Difficile dirlo. Di certo aiuteranno a ridurre il virus circolante, però è difficile prevedere con quale velocità agiranno nell'appiattire la curva e a che livello potranno abbassarla. Curva che adesso è la peggiore della Svizzera e una delle più gravi in Europa».

Una stretta, pensando in particolare alla situazione ticinese, è però auspicabile secondo Garzoni. Ed è motivata da tre punti: «I numeri sono tendenzialmente stabili o in lenta crescita, ma troppo alti e molto difficili da sostenere a medio termine. Il personale è stremato e la qualità delle cure è a rischio. In secondo luogo, non possiamo abituarci a 50 morti alla settimana quando è in arrivo un vaccino che può salvarne la maggioranza; è il momento di stringere i denti. E infine, la questione della responsabilità individuale, sulla quale abbiamo sempre creduto: i tentativi hanno funzionato solo a metà». Tra le situazioni su cui riflettere, aggiunge, andrebbe inclusa anche quella delle scuole post-obbligatorie.

«Una luce ora c'è» - La grande differenza fra questa seconda ondata e quella della primavera dello scorso anno è legata al vaccino. «Una luce ora c'è. La priorità è quella di mettere in sicurezza le persone a rischio, così che possano avere il tempo di poter approfittare del vaccino». E sulla disponibilità delle dosi, non risparmia però un'osservazione a Berna: «Il Ticino è pronto, ma se i vaccini non arrivano... Forse la Confederazione poteva essere più lungimirante nelle ordinazioni. E speriamo tutti nell'approvazione da parte di Swissmedic del vaccino di Moderna in questi giorni».

Commenti
 
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F/A-19 10 mesi fa su tio
Ma io non ho ancora capito se il dottor Garzoni ha preso una scossa elettrica da piccolo o se è un’effetto del COVID. Mah, per me può continuare a blaterare ma i suoi discorsi incoerenti non mi convincono per niente.
Don Quijote 10 mesi fa su tio
Certo, finché rinchiudete i sani e giovani invece di confinare come si deve le categorie a rischio, correrete sempre dietro alla lepre senza riuscire a prenderla. Bisogna essere dei baccalà per continuare ad insistere con contromisure fallimentari, pericolose per l’economia e per il tessuto sociale.
blob 10 mesi fa su tio
Buongiorno, concordo pillola rossa, andrea senatore e samir fuschi.
pillola rossa 10 mesi fa su tio
Comunicato di oggi: «si assiste a un lieve calo dei ricoveri e dei decessi». L'importante è sparare.
Evry 10 mesi fa su tio
Situazione seria, come mai, in particolare durante i fine settimana arrivano tanti italiani, dalla zona ROSSA, a sciare e presenziare nelle capanne, asembramenti ??? vedi cap Mte Bar inoltre il perrcorso sulla strada cantonale tra Mulino di Bidogno e Bivio per Insone e ostacolato da auto posteggiate abbusivamente e ostacolano lo l'incrociarsi a due auto !! .... e la Pol Cant cosa fa, guarda, passa e non si cura di niente. augurio per un rimedio
Meck1970 11 mesi fa su tio
Basta restrizioni !!!!!
pillola rossa 11 mesi fa su tio
Il direttore sanitario della Clinica Moncucco, membro dell'advisory board di Pfizer: «Una luce ora c'è. La priorità è quella di mettere in sicurezza le persone a rischio, così che possano avere il tempo di poter approfittare del vaccino» e conclude con "speriamo tutti nell'approvazione da parte di Swissmedic del vaccino di Moderna in questi giorni"...
marco17 11 mesi fa su tio
Adesso dovrebbero smetteral questi cosiddetti "esperti". Prima dipingono scenari apocalittici (aumenti esponenziali che non ci sono mai stati, collasso del sistema sanitario) e quando i casi calano allora mettono in avanti "aumenti" dei ricoverati, evitando tuttavia di fornire cifre precise. Basta con questo terrorismo sanitario.
F/A-19 11 mesi fa su tio
61 nuovi infettati, mica male! Vuol dire che in cure intense non ci finisce quasi più nessuno, anche i morti diminuiranno ed in più il vaccino farà la sua parte, dobbiamo essere ottimisti perché tutto questo tra poco finirà.
Boh! 11 mesi fa su tio
Gli effetti delle misure introdotte sotto Natale iniziano ora a manifestarsi sul numero dei contagi (come prevedibile) e a seguire succederà la la stessa cosa tra qualche con i ricoveri e poi con i decessi (effetti cascata...).
sabi ludwig69 11 mesi fa su tio
troppe polemiche....evitate commenti scemi e realizzate la vera gravita della situazione,molto grave per i comportamenti irresponsabili ed arroganti da parte di tutti i negazionisti....gia che finche non si adatta tutti i propri comportamenti alla situazione andremo di male anche in peggio!!!vaccino o non,che per altro se ognune farebbe la propria parte con responsabilita non ci vorrebbe nessun vaccino e la pandemia sarebbe gia sconfitta...
Diablo 11 mesi fa su tio
Dal lato sanitario Garzoni fa la sua parte giustamente e si auspica nuove restrizioni e misure, dall altro lato peró c'é quello che non gli compete che é la sfera economica che se chiudi qualcuno deve pagare...e non é cosi evidente...
Boh! 11 mesi fa su tio
....più che chiusure, quello che serve sono disciplina rigorosa e responsabilità individuale. E se proprio vogliamo dirla tutta, durante il lockdown di primavera tendenzialmente erano proprio gli over 65 che facevano fatica a realizzare la gravità della situazione e che continuavano a girare tranquillamente....
Boh! 11 mesi fa su tio
...gli ospedalizzati di oggi sono i contagiati di tre settimane fa...
Mirketto 11 mesi fa su tio
Un giorno è marmellata....un giorno è confettura.....decidetevi poi....
dan007 11 mesi fa su tio
Sono tutti in giro compresi i Senior come assatanati bisognerebbe obbligare i fragili a stare a casa. io ho avuto il covid sono stato male a casa da solo come tanti altri ma chi ha un buon sistema immunitario guarisce anche se ci possono essere dei casi dove il covid lascia il segno. Ora sappiamo chi deve stare attento certo non è sicuro al 100% ma almeno gli ospedali potrebbero respirare. smettiamo con questa pagliacciata a Natale tutti in casa in famiglia il 31 anche e li boummm esplosione di casi eppure eravamo in confinamento a sciare uguale tutti assatanati distanza sociale zero.
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