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05.01.21 - 16:490
Aggiornamento : 17:48

Ristoranti sull’orlo di una crisi di nervi: «Evitate atti illegali»

L’appello di GastroTicino ai soci: «Calmi e uniti. No a blocchi stradali o aperture clandestine».

Domani l’attesa decisione del Consiglio federale sul futuro dei ristoranti.

LUGANO - Ristoranti, bar, pizzerie. Un mondo trafitto al cuore dalla crisi pandemica e dalla decisione di farli restare chiusi. Un mondo sull’orlo di una crisi di nervi, tanto che oggi il presidente di GastroTicino, Massimo Suter, si è rivolto ai propri colleghi invitandoli a restare calmi, uniti, e stigmatizzando quei «comportamenti aggressivi sui social di alcuni personaggi dentro e fuori il settore che nulla hanno a che fare con la nostra cultura e i valori sui quali si fonda il nostro Paese».

Già… qualcuno in preda allo sconforto si è lasciato andare sui social rivendicando azioni al limite della legge. «Astenetevi da azioni illegali, come blocchi stradali o aperture clandestine dei locali» scrive Suter in una lettera indirizzata ai colleghi ristoratori.

La tensione è alta. Soprattutto in vista della giornata di domani, quando Berna deciderà nuove misure per l’intero settore. Confermerà la chiusura dei ristoranti, oppure no? «Auspichiamo – dicono Suter e Gabriele Beltrami, direttore di GastroTicino - che da Berna non ci facciano trovare nella calza della Befana un altro mese di chiusura dei bar e ristoranti senza aiuti rapidi, concreti e tangibili, lasciando magari aperti altri settori economici. Anche perché i dati sull’evoluzione della pandemia, lasciano trasparire il fatto che non è la gastronomia l’untore per eccellenza».

Le rivendicazioni di GastroTicino sono chiare e precise. «O riapriamo in tempi relativamente brevi oppure si chiude tutto, ma proprio tutto come in primavera, questo per coerenza e correttezza nei confronti di un settore che in media ha speso 10'000 franchi per esercizio in misure di sicurezza! Gli altri settori a parte mettere un po’ di nastro adesivo per terra o spray rosso sulla neve cosa hanno fatto?».

E poi c’è il discorso economico, quello degli aiuti. «Chiediamo un risarcimento a fondo perso a copertura dei costi vivi non coperti da una chiusura forzata e ingiustificata. L’abbassamento sensibile della soglia per cui si ha diritto agli aiuti previsti dai casi di rigore; e la riattivazione crediti COVID a tasso zero».

Le rivendicazioni di GastroTicino

1. Riapertura in tempi relativamente brevi oppure si chiude tutto, ma proprio tutto come in primavera, questo per coerenza e correttezza nei confronti di un settore che in media ha speso 10'000 franchi per esercizio in misure di sicurezza! Gli altri settori a parte mettere un po’ di nastro adesivo per terra o spray rosso sulla neve cosa hanno fatto?

2. Risarcimento a fondo perso a copertura dei costi vivi non coperti da una chiusura forzata e ingiustificata.

3. Abbassamento sensibile della soglia per cui si ha diritto agli aiuti previsti dai casi di rigore

4. Riattivazione crediti COVID a tasso 0.

5. ILR per tutti al 100%, gerenti di società compresi, e indipendenti senza lungaggini burocratiche, allo stesso tempo cancellazione maturazione giorni di vacanza in regime ILR.

6. Diritto agli aiuti e risarcimenti anche per le Startup.

7. Proroghe su AVS e oneri sociali con rinuncia a interessi mora.

8. IVA di favore per quando si potrà ripartire.

9. Piani di sostegno per tutti coloro che loro malgrado si ritroveranno in disoccupazione causa perdita del lavoro oppure causa chiusura totale.

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