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LUGANO
29.12.20 - 06:000
Aggiornamento : 10:07

«Agli altri il bonus da 500 franchi, a noi una borraccia»

Emergenza Covid, malumori tra il personale della Clinica Moncucco. Il direttore: «Posso capire. Ma c'è tanto di buono».

I quasi 800 collaboratori della struttura sono sfiniti dopo un 2020 da incubo. E c'è chi polemizza sul regalo di fine anno.

LUGANO - Sarà per la stanchezza mentale e fisica accumulata. Sarà per l'enorme stress che contraddistingue anche le festività. Fatto sta che alla Clinica Moncucco alcuni dei quasi 800 collaboratori impegnati nella lotta al Covid-19 sembrano avere esaurito la benzina. Tanto da prendersela perché nella busta paga, contrariamente al personale di cura dell'Ente Ospedaliero Cantonale, non c'è alcun bonus. «Quelli dell'EOC (anche se non proprio tutti, come si è appreso di recente) hanno preso 500 franchi di gratifica – si sfoga una persona che lavora alla Moncucco –. A noi è stata regalata una borraccia. Eppure la nostra clinica ha ricevuto diverse donazioni».

«Non è una questione di soldi» – Il malumore è piuttosto diffuso tra i corridoi della clinica che al momento cura quasi solo pazienti Covid (solo i reparti di oncologia e di chirurgia sono rimasti attivi). Anche un'altra persona si lascia andare con Tio/20Minuti. «Non è una questione di soldi, con 500 franchi non si diventa ricchi. Ma era un gesto doveroso. Ci siamo sempre dati da fare con il cuore, con turni di 12 ore». 

Quei reparti inattivi – C'è pure chi è preoccupato perché a seguito delle restrizioni federali in primavera sono stati chiusi interi reparti. «E dunque siamo andati sotto con le ore per quanto riguarda la nostra attività ordinaria – ammette un collaboratore –. Cosa significa? Che nel 2021 dovremo restituire parte della paga? Non c'è chiarezza». 

Investimenti in vista – «Siamo innanzitutto riconoscenti verso i nostri collaboratori e capiamo benissimo che tra il personale affiori una sensazione di stanchezza – dice Christian Camponovo, direttore della clinica Moncucco –. Proprio negli scorsi giorni abbiamo comunicato il riconoscimento degli scatti salariali per l'anno prossimo, un investimento a favore dei collaboratori per circa 700.000 franchi. E questo malgrado la situazione economica non sia delle più rosee a seguito dell’aumento dei costi e del calo dei ricavi. Ai nostri collaboratori offriamo da quasi due mesi il vitto, ad alcuni anche l'alloggio, come peraltro abbiamo già fatto durante la prima ondata. Capisco che qualcuno vorrebbe di più».

Il fondo in favore dei dipendenti – Camponovo fa riferimento al fondo creato durante la prima ondata. «Soldi in donazione raccolti per scopi definiti. Abbiamo recentemente incontrato la commissione interna del personale per parlarne. Abbiamo presentato lo stato del fondo e abbiamo concordato che quando l’emergenza sarà rientrata decideremo altre azioni a favore dei dipendenti e questo a dipendenza della dotazione del fondo».

Amaro in bocca – Il direttore della Moncucco mette chiarezza anche su altri aspetti. «Abbiamo sempre pagato tutte le ore supplementari che sono state svolte. E c'è stato il salario pieno anche per il personale che non ha lavorato a causa della chiusura dei rispettivi reparti. Vantiamo un credito verso la Confederazione per quanto riguarda il lavoro ridotto. Siamo in attesa di decisioni che seguano l'iter previsto in questi casi. Anche questo tema è stato affrontato con i rappresentanti dei collaboratori. Quando sarà chiara la situazione concorderemo con la commissione del personale quali passi intraprendere. Dispiace un po’ che questo importante organo non goda della fiducia dei colleghi».

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