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CANTONE
21.12.20 - 06:000
Aggiornamento : 10:15

Esami in presenza, e gli studenti Supsi si ribellano

Dalla Scuola universitaria spiegazioni e rassicurazioni: «Decisioni ponderate per proseguire con profitto negli studi»

Fugati, pure, i timori per il rischio contagi: «Assicuriamo un piano di protezione ancora più restrittivo rispetto a quello federale»

LUGANO - Ha sollevato un piccolo polverone, tra gli studenti ticinesi, la richiesta della Supsi di svolgere alcuni esami "in presenza", nella sessione di gennaio. E non solo per test che richiedono evidentemente un contributo manuale, quindi pratico. Ma anche per esami che si possono svolgere mediante computer, online. La forma "a distanza", in questo periodo, è d'altra parte caldamente raccomandata delle autorità federali e cantonali e dell’organismo di coordinamento delle università svizzere, swissuniversities.

La "rivolta" studentesca - La reazione degli studenti è stata quindi di stizza (per non dire altro), tanto che ha iniziato a circolare un video (tra il sarcastico e l'indignato) nel quale la Scuola universitaria professionale viene dipinta come una sorta di organo dittatoriale le cui vittime sono, appunto, i futuri esaminandi.

Paura di rovinarsi l'estate - Fonte di timori e di irritazione è pure il rischio, qualora al momento della sessione di gennaio ci si dovesse trovare in isolamento o quarantena, di dover ripetere l'esame ad agosto. Quindi in estate, periodo in cui i ragazzi vorrebbero potersi dedicare ad attività più ricreative.

«L'Ordinanza prevede eccezioni» - Dal canto suo la Supsi, contattata, cerca di fornire chiarimenti al riguardo giustificando le proprie scelte: «A seguito delle misure comunicate dal Consiglio federale a fine ottobre, ci siamo organizzati per proporre gran parte delle attività didattiche e degli esami a distanza», viene innanzitutto precisato. «L’Ordinanza Covid-19 situazione particolare - si aggiunge - prevede tuttavia delle eccezioni, per le quali la presenza in sede è concessa. Nel rapporto esplicativo dell'ordinanza questa fattispecie viene ulteriormente precisata, indicando proprio gli esami delle scuole universitarie e delle scuole universitarie professionali quali esempi».

«Ansia e difficoltà» legate agli esami a distanza - La Supsi spiega quindi come l’esperienza del primo lockdown (durante la quale tutte le sue attività erano state erogate completamente a distanza) avrebbe permesso di riconoscere «alcuni importanti limiti dello svolgimento di esami a distanza», legati all'«ansia di studenti in relazione al funzionamento dei dispositivi tecnologici in sede di esame; alle difficoltà legate alla gestione dei tempi; a problemi di connessione alla rete internet dai dispositivi privati». E poi ancora a «limiti legati alla sicurezza informatica» e alla problematicità di «proporre forme di valutazione praticabili online ma anche valide e affidabili». Criticità, quest'ultima che sarebbe emersa in particolare per alcune tipologie di esami.

«Presenza importante» - Per questo Supsi ritiene che «lo svolgimento di alcune prove in presenza rappresenti un fattore importante per poter permettere ai nostri studenti e alle nostre studentesse di verificare in maniera attendibile le competenze acquisite e proseguire con profitto negli studi».

Piano di protezione adeguato - Per rassicurare maggiormente gli studenti viene assicurato inoltre un piano di protezione adeguato: «che la Supsi definisce in maniera ancora più restrittiva rispetto a quelle federali». Gli esami svolti in presenza saranno organizzati in gruppi di 20 studenti al massimo, al fine di ridurre i contatti e i rischi di assembramenti. «La selezione degli esami da svolgere in presenza è avvenuta con grande accuratezza, in considerazione di criteri pedagogico-didattici, criteri di praticabilità, di sicurezza, di equità di trattamento e di affidabilità».

Soluzioni per quarantene e isolamento - Per quanto riguarda il problema "quarantene" l'estate non sembra essere a rischio: «non pregiudicano di per sé lo svolgimento dell'esame, se questo si svolge a distanza, ma possono invece pregiudicare lo svolgimento di esami in presenza. In questi casi i docenti, in collaborazione con il responsabile di corso di laurea, definirà, laddove possibile, una modalità alternativa di svolgimento dell'esame nel contesto della medesima sessione».

I casi di isolamento causa COVID saranno trattati invece come «un'assenza per malattia, visto che di malattia si tratta. Lo studente in questione avrà un'assenza giustificata all'esame e potrà presentarsi alla sessione di recupero».

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