Cerca e trova immobili

LOCARNOIl ticinese che conquistò la Svizzera

16.12.20 - 22:04
«Grande tessitore». «Lavoratore instancabile». «Statista influente». Il ricordo di Flavio Cotti da Berna a Bellinzona
tipress
Il ticinese che conquistò la Svizzera
«Grande tessitore». «Lavoratore instancabile». «Statista influente». Il ricordo di Flavio Cotti da Berna a Bellinzona
L'ex consigliere federale si è spento a Locarno. Il cordoglio del mondo politico. Cassis: «Il suo spirito rimarrà per sempre»

LOCARNO - Un «grande politico». Forse "il" grande politico ticinese della fine del secolo scorso. Non si sono fatte attendere le reazioni alla morte di Flavio Cotti. L'ex consigliere federale si è spento a 81 anni a Locarno.

Il cordoglio corre sui social, a cominciare dall'account Twitter di Ignazio Cassis, che ha appreso la notizia «con grande tristezza» e ricorda un recente incontro a Bellinzona. «Il suo spirito politico soffierà per sempre nel Dipartimento degli affari esteri». 

Anche il presidente nazionale del PPD Gerhard Pfister ha affidato il cordoglio a un tweet in cui rende onore alla «grande personalità» e al «grande statista a cui la Svizzera deve essere grata». In Ticino gli fa eco Paolo Beltraminelli, ex consigliere di Stato e compagno di partito: di Cotti ricorda le «capacità lavorative incredibili» che hanno «lasciato il segno in tempi politici molto diversi da oggi».

 Sempre dalle fila del PPD si leva la voce di Luigi Pedrazzini che, al telefono con tio.ch/20minuti, non usa mezzi termini. «È stato uno dei politici più importanti nella storia ticinese e svizzera». Un «grande tessitore» ma anche «un progressista in gioventù», quando negli anni '70 si batté per una nuova legge urbanistica, poi bocciata dal popolo.

«Aveva capito che il paese doveva cambiare, che era bloccato da schemi vecchi» ricorda l'ex consigliere di Stato. «Una volta salito alle più alte cariche, Cotti ha però saputo lavorare in modo pragmatico, esercitando un'influenza enorme a livello federale. Inoltre era un uomo di profonda cultura cattolica, con una solida base di umanesimo cristiano».

Nato a Prato Sornico nel 1939, è stato consigliere federale dal 1987 al 1999. Nel 1991 e nel 1998 ha ricoperto il ruolo di presidente della Confederazione svizzera. Durante la sua carica nel Governo federale, è stato alla testa del Dipartimento federale dell'interno (1987-1993) e del Dipartimento federale degli affari esteri (1993-1999).

Il decesso di Cotti è stato anticipato da La Regione, e rapidamente ripreso da tutti i media locali e nazionali. La morte sarebbe dovuta a complicazioni legate al Covid. Era ricoverato alla clinica Santa Chiara di Locarno. 

Entra nel canale WhatsApp di Ticinonline.
NOTIZIE PIÙ LETTE