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CANTONE
03.12.20 - 22:000

«Io, lavoratore indipendente in attesa dell'IPG»

A causa della pandemia, le casse di compensazione sono confrontate con migliaia di richieste

Ma non ci sono ritardi, bensì tempi tecnici dovuti all'iter d'applicazione della relativa ordinanza

BELLINZONA - «Non so più dove parare la testa: con l'approssimarsi della fine dell'anno, aumentano le bollette da pagare. Ma di soldi non ce ne sono quasi più». È lo sfogo di un lavoratore indipendente, che a causa della pandemia da mesi è confrontato con una notevole diminuzione del lavoro. E quindi con un importante calo degli introiti.

Come lui, sono molti i lavoratori indipendenti che in questo periodo di difficoltà si vedono costretti a fare affidamento sull'indennità di perdita di guadagno concessa a chi ha a che fare con le conseguenze economiche della pandemia (la cosiddetta IPG Corona). Un'indennità che, ci dice il nostro interlocutore, starebbe ora subendo dei ritardi.

Dalle autorità cantonali competenti giunge però una rassicurazione: «Tutte le richieste relative al primo periodo (17 marzo-16 settembre) sono state evase da tempo, mentre per il periodo successivo le casse hanno dovuto attendere le nuove disposizioni federali, che per quanto riguarda gli indipendenti sono diventate più restrittive» ci spiega Sergio Montorfani, direttore dell'Istituto delle assicurazioni sociali (IAS).

Una risposta, la sua, che riguarda soltanto gli indipendenti affiliati alla Cassa cantonale di compensazione AVS dello IAS. Montorfani precisa, infatti, che «le Casse AVS incaricate di erogare le IPG Corona in Ticino sono circa 80 (la Cassa cantonale e tutte le Casse professionali attive nel cantone)».

Nessun ritardo - Non si parla comunque di ritardi nei versamenti. «Si tratta di tempi tecnici - afferma ancora il direttore IAS - dovuti al fatto che l'Ordinanza di applicazione della Legge federale (approvata il 25 settembre) e la relativa Circolare sull’indennità in caso di provvedimenti per combattere il coronavirus – Indennità di perdita di guadagno per il coronavirus (CIC) sono state emanate solo un mese fa (e la CIC è nel frattempo già stata aggiornata una volta, il 27 novembre). Dopodiché, tutte le Casse hanno dovuto adeguare i propri programmi informatici, i formulari per la richiesta e formare il personale alle nuove disposizioni di legge».

Sinora lo IAS ha ricevuto alcune migliaia di richieste. «Una parte è già stata evasa, ma nella maggior parte dei casi le richieste devono ancora essere completate con tutte le informazioni necessarie perché i formulari sono arrivati incompleti o senza i documenti richiesti» ci dice ancora Montorfani.

Comunque se una richiesta è completa di tutte le informazioni e i presupposti di legge sono adempiuti, «i pagamenti seguiranno in tempi brevi». E in base alle nuove disposizioni di legge, «le richieste vanno rinnovate ogni mese. Quindi verranno evase di mese in mese» conclude.

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