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CANTONE
01.12.20 - 14:260

Covid: faccia a faccia tra il mondo culturale ticinese e Bertoli

Al centro del colloquio la difficile situazione in cui si trova il settore della cultura a causa della pandemia.

BELLINZONA - Un incontro (in videoconferenza) per discutere la difficile situazione in cui si trova il settore della cultura a causa della pandemia. È quanto tenutosi oggi tra il direttore del Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport (DECS) Manuele Bertoli - accompagnato dalla direttrice della Divisione della cultura e degli studi universitari Raffaella Castagnola -, e una delegazione di rappresentanti del mondo culturale ticinese. Al centro del colloquio, anche l’applicazione dei nuovi aiuti federali e cantonali specifici per questo ambito.

Pesa il limite di 30 persone - In occasione dell’incontro, il consigliere di Stato ha potuto sentire dai diretti interessati il loro punto di vista sulla complessa situazione del settore, nonché sulle conseguenze particolarmente pesanti vissute dai suoi attori. Non vi è dubbio che i provvedimenti restrittivi adottati dalla Confederazione lo scorso 28 ottobre e dal Cantone il 10 novembre, necessari per contenere il contagio ed evitare il sovraccarico del sistema sanitario, hanno ulteriormente ristretto l’attività culturale ticinese. Pesa in particolare il limite massimo di 30 persone per gli spettacoli, misura ancora recentemente confermata dal Consiglio di Stato sino al 18 dicembre.

Ipotesi di intervento - L’incontro tenutosi oggi ha permesso un franco scambio di opinioni sulle difficoltà e sulle ipotesi di intervento a breve e medio periodo. Durante la discussione è emerso con chiarezza che, dopo le due ondate pandemiche di primavera e autunno e senza ancora sapere con ragionevole certezza quando finirà questa emergenza, il contesto culturale ha bisogno di sostegni particolari, necessari a superare un lungo e difficile periodo per tutte le espressioni artistiche.

Sostegni necessari - Il direttore del DECS, come del resto il Consiglio di Stato, si sono detti «ben consapevoli del fondamentale ruolo svolto dagli attori della scena culturale per il rafforzamento e la crescita sociale, identitaria, culturale ed economica del Ticino e della Svizzera di lingua italiana». Per questo il Canton Ticino ha contribuito da subito a garantire i necessari sostegni finanziari durante questo lungo e difficile periodo, mantenendo gli aiuti ordinari e, in concertazione con la Confederazione, garantendo gli aiuti specifici di settore, ai quali si aggiungono gli aiuti economici indirizzati a tutte le imprese economiche.

Tutte le domande inoltrate da operatori e organizzazioni culturali riferite agli aiuti specifici nella prima fase (aprile-settembre 2020) sono state evase. Un nuovo pacchetto federale di aiuti particolari è stato approvato dal Consiglio federale lo scorso 14 ottobre, dopo che in precedenza il Parlamento aveva approvato la legge federale COVID-19, e il DECS ha già pubblicato la nuova procedura che permette l’accesso ai nuovi finanziamenti della seconda ‘tranche’.

Maggiori informazioni su www.ti.ch/DECS/covidcultura.

Commenti
 
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Marcob 9 mesi fa su tio
Ma perché negli stadi c’è il limite di 30 persone e nei ristoranti degli stadi stessi ci sono 50 o più persone?
Lore61 9 mesi fa su tio
@Marcob ... Per non copiare... XD
#Cleo 9 mesi fa su tio
Concordo Bertoli🙄 via via, e grazie se lo fai co celerità 👍
Nano10 9 mesi fa su tio
Bertoli via via fo di ball come Ps e socialisti fate solo danno 😡
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