deposit
CANTONE
03.12.20 - 07:000
Aggiornamento : 10:28

Aumenta la disoccupazione, ma anche i permessi G: «Ecco perché»

Il sindacalista Gargantini spiega il meccanismo morboso messo in atto: «Si prendono tre precari al posto di uno fisso»

L'invito rivolto ai lavoratori: «Denunciate». E ai datori di lavoro: «Ricorrete agli aiuti invece di licenziare»

LUGANO - La pandemia di Coronavirus è entrata a gamba tesa nella vita della popolazione del mondo intero, mettendo in ginocchio anche l'economia mondiale (e la Svizzera e il Ticino non sono rimasti indenni).  Lo dimostrano l'aumento del tasso di disoccupazione per i residenti in Ticino, ma anche per i frontalieri (tanto che l’Ocst negli scorsi giorni preconizzava fino a 4000 licenziamenti entro fino anno). Ciò nonostante, si registra un'impennata dei permessi G (che hanno superato soglia 70mila).

Il paradosso - Come può accadere che, a fronte di un'evidente crescita della disoccupazione, aumentino gli impieghi? «È possibile con la precarizzazione del lavoro - sottolinea Giangiorgio Gargantini, segretario regionale di Unia Ticino -. Quello che era prima un posto di lavoro ora ne diventa tre». 

Tre al posto di uno - Ciò avviene con un meccanismo tanto semplice quanto pericoloso: «Licenzio una persona che lavora al 100% e ne prendo tre su chiamata - spiega Gargantini -. Guardando il numero dei contratti interinali, dei lavori su chiamata, dei contratti precari - nella vendita l'esempio va ai contratti 8/20 ore o addirittura 0/8 ore -, appare chiaro: questa è una forma di precariato che va a colpire residenti e non, e che favorisce quell'aumento dei posti di lavoro che altrimenti non si spiegherebbe. Non può certo, va detto, essere considerato un passo avanti del mercato dell'occupazione ticinese». 

Precarietà e permessi G - Che questa precarietà si trasformi in una crescita dei permessi G è una conseguenza ovvia. «Più i lavori sono precari, e non permettono quindi di vivere in Ticino, più una parte di residenti semplicemente non può postulare per questi lavori. Chi accetta è chi in qualche modo si accontenta perché può viverci».

Colpiti tutti i settori - Un fenomeno, questo, che non sta colpendo solo il settore della vendita: «In realtà è trasversale - prosegue il sindacalista -. Vengono assunte persone per lavorare solo un giorno, ad esempio il sabato. Fanno 8 ore, poi se c'è bisogno durante la settimana vengono chiamate. Anche la ristorazione e l'alberghiero non sono esenti da questo meccanismo. Che è in espansione in tutto il settore terziario (con meno contratti collettivi e quindi meno strutturato), ma anche nei settori più storici e tradizionali quali l'industria e il cantiere».

L'ombra del lavoro nero - Ciò, chiaramente, favorisce in qualche modo il lavoro nero: «Con contratti con così poche ore - ammette Gargantini - a volte ci chiediamo come un’azienda possa andare avanti. E c'è chiaramente il sospetto che se ne facciano molte di più». 

La paura a denunciare - Chi dovrebbe denunciare, poi, ha sempre più paura: «La preoccupazione di mantenere il posto è enorme. Oggi, ancor più con la pandemia, si tende ad accettare situazioni al limite della legalità. O anche oltre». 

«Manca protezione contro il licenziamento» - Per Gargantini mancano delle forme di tutela: «Penso alla protezione contro il licenziamento - spiega - che permetterebbe a chi denuncia di non essere vittima di ritorsioni». L’invito è a non avere paura: «Bisogna semmai discutere con il sindacato come procedere proteggendo al contempo il lavoratore». 

«Ricorrete agli aiuti» - Il sindacalista non dimentica chi è dall'altra parte, il datore di lavoro, e in particolare chi a sua volta si sta trovando ad affrontare un momento difficilissimo. E che spesso non sa come correre ai ripari: «Per loro, ricordo, ci sono tutta una serie di misure di sostegno. A oggi, non sono conosciute da tutti. Il nostro suggerimento è quello d'informarsi e di farvi ricorso invece di procedere a licenziamenti o prima di precarizzare l'impiego». Quindi lancia un monito: «Attenzione, perché i passi indietro che faremo sarà poi difficile recuperarli domani».

Potrebbe interessarti anche
TOP NEWS Ticino
LUGANO
55 min
Cade dalla scalinata, finisce in ospedale
L'incidente si è verificato sulla strada che transita sul Ponte del diavolo.
CANTONE
5 ore
Delitto di Muralto: 30enne a processo per assassinio
È stato rinviato a giudizio il cittadino germanico che era stato fermato a seguito dei fatti del 9 aprile 2019
CANTONE
6 ore
Negli ospedali ci sono meno di 200 pazienti col coronavirus
Le autorità sanitarie cantonali segnalano altri 58 contagi e 6 nuovi decessi
CANTONE / SVIZZERA
6 ore
Salt: «Problema tecnico risolto»
I primi disagi erano stati riscontrati attorno alle 15 di ieri. Il guasto è stato sistemato in tarda serata
FOTO E VIDEO
AIROLO
6 ore
Tampona un camion fermo sull'A2: è gravissimo
L'incidente è avvenuto questa mattina nei pressi dell'area di servizio di Stalvedro.
VIDEO
CANTONE
7 ore
In moto anche d'inverno: attenzione a ghiaccio e temperature!
Il TCS: «La guida di una due ruote esige, come per l'auto, una prudenza e un'attenzione permanente»
VIDEO
SEMENTINA
10 ore
«Gira poca gente, affari giù del 50%»
Crisi Covid: stare a casa equivale a usare poco l'auto. Sconforto tra i benzinai. Lo sfogo del 35enne Davide Ciaburri.
LUGANO
10 ore
La Moncucco chiude due reparti Covid
Si inizia a tirare il fiato alla Clinica impegnata nella lotta al virus. Il direttore: «Ultimi numeri incoraggianti».
CANTONE
20 ore
Pizzicato il consumo a ridosso dei take away
Tra assembramenti e clienti che mangiano sul posto non tutti i ristoratori rispettano le direttive anti Covid
CANTONE
22 ore
Sviluppato un anticorpo che protegge dal Covid e dalle sue varianti
La scoperta arriva dai ricercatori dell'IRB di Bellinzona.
Copyright ©2021 - TicinOnline SA  WhatsApp |  Company Pages | Mobile Report

Stai guardando la versione del sito mobile su un computer fisso.
Per una migliore esperienza ti consigliamo di passare alla versione ottimizzata per desktop.

Vai alla versione Desktop
rimani sulla versione mobile