Cinema Otello
Il Cinema Otello di Ascona prima della chiusura dello scorso marzo per la pandemia.
CANTONE
10.11.20 - 17:170
Aggiornamento : 11.11.20 - 16:15

Il Cinema Otello va controcorrente: «Noi restiamo aperti»

Una decisione che vuole anche lanciare un messaggio a favore del settore culturale, «scarsamente considerato»

Prata: «Il pubblico c'è e per ora nelle sale c'è stato un solo contagio accertato»

Cinema e teatri

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Questi sondaggi non hanno, ovviamente, un valore statistico. Si tratta di rilevazioni aperte a tutti, non basate su un campione elaborato scientificamente. Hanno quindi l'unico scopo di permettere ai lettori di esprimere la propria opinione sui temi di attualità.

ASCONA - «Noi non gettiamo la spugna!». Così Antonio Prata del Cinema Otello di Ascona. La sala in questione resterà infatti aperta, nonostante la “regola delle cinque persone” che ha costretto cinema e teatri a sospendere l'attività. Per ogni proiezione, nella sala del Cinema Otello ci potranno quindi essere al massimo cinque spettatori, così come previsto dalle disposizioni cantonali scattate ieri.

La cultura «non considerata» - La decisione dell'Otello vuole anche essere un messaggio a favore del settore culturale, sottolineando «l'importanza del cinema e della cultura» come si legge in una nota. Secondo Prata «i cinema, i teatri, i musei e gli spazi culturali in generale devono avere la stessa considerazione degli altri settori sociali e produttivi della nostra società». La regola in questione non vale per esempio per riunioni di consigli comunali e del Gran Consiglio, assemblee di diritto pubblico e raccolte firme. E sono inoltre ammesse celebrazioni religiose con un massimo di trenta partecipanti.

Le disposizioni limitano quindi il settore culturale, «mentre altre attività in cui il rischio di propagazione del virus è molto più alto restano operative». E questo - secondo Prata - dimostra «una scarsa considerazione del nostro settore».

Il concetto di protezione «funziona» - I film ci sono (eccetto i blockbuster) e anche il pubblico c'è, assicura ancora Prata. «Ci sono esempi di proiezioni e di manifestazioni che hanno dimostrato una grande partecipazione, sempre nel rispetto dei limiti che erano stati fissati dalle autorità e cioè le cinquanta persone per proiezione». E così da marzo nelle sale cinematografiche è stato accertato un solo caso di coronavirus - sottolinea - «ed è per questo che ad oggi possiamo essere certi che le disposizioni protettive attivate dal settore possono garantire un elevato grado di difesa delle persone dal contagio».

L'occasione per il cinema “minore” - Secondo Prata le autorità avrebbero dovuto interpellare il settore per «valutare insieme i vari aspetti e le esigenze». Se i grandi complessi cinematografici faticano a coprire i costi, perché non sono disponibili sufficienti film, le piccole realtà erano invece pronte con una programmazione sino alla fine del 2020. Una programmazione «alla quale il pubblico stava rispondendo con discreta partecipazione». Una situazione in cui il cinema “minore”, con produzioni elvetiche ed europee, avrebbe avuto l'occasione di trovare una maggiore visibilità.

Piccoli cinema a rischio - Ma ora, ogni chiusura rappresenta, per le piccole realtà, «un duro colpo, non solo economico, alla propria sopravvivenza» afferma ancora Prata, che conclude: «Con la speranza di potere aprire una riflessione costruttiva coinvolgendo i diretti interessati e di vedere considerato il settore cinematografico allo stesso modo degli altri settori ancora attivi, noi andiamo avanti e per questo motivo continueremo a proporre al nostro pubblico (seppur limitando la capienza massima ai cinque spettatori paganti il prezzo intero) una programmazione di film come nelle precedenti settimane».

Al momento, al Cinema Otello si va quindi avanti con “I am Greta” e “Cunningham”.

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