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CANTONE
09.11.20 - 18:110
Aggiornamento : 10.11.20 - 11:47

La "regola delle 5 persone" vale anche al cinema: «Chiudiamo»

Sale e teatri non erano stati menzionati nella conferenza stampa del Cantone. Ma ora è stata fatta chiarezza

Joel Fioroni del Lux Art House di Massagno: «C'è tanta amarezza. In una sala di 200 posti accoglierne 30 (come in chiesa, ndr.) avrebbe garantito la sicurezza. Ma ci fermiamo un'altra volta».

LUGANO - Sono vietati gli assembramenti e lo svolgimento di manifestazioni, pubbliche o private, con più di cinque persone. È una delle nuove disposizioni cantonali annunciate ieri dal Consiglio di Stato ed entrate in vigore oggi in Ticino. Che ha scombussolato le abitudini - vale anche ad esempio per le cene e i compleanni in famiglia -, ma anche alcuni settori, come le sale cinematografiche. 

Il direttore del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi, interpellato ieri a ridosso della conferenza stampa da una giornalista non ha fornito una risposta chiara sulle direttive per cinema e teatri. «In quegli ambiti ci sono dei piani di protezione che permettono di garantire il distanziamento fisico - ha spiegato -. Sappiamo però, perché è una realtà, che pochissima gente oggi va al cinema, quasi nessuno a teatro. È un sistema che si sta chiudendo da solo, proprio perché la gente ha paura. E credo sia un elemento che deve essere considerato».

Che fare, quindi? Chiudere o non chiudere? Se lo è domandato anche Joel Fioroni, gestore con la sua JFC Sagl del Lux Art House di Massagno. Che dalle prime ore di questa mattina ha cercato di mettersi in contatto con la Hotline cantonale. Al Lux, infatti, il primo spettacolo era previsto alle 18 di oggi e qualcuno il biglietto lo aveva già acquistato online. «Dopo tante telefonate, anche alla polizia cantonale, ci è stato infine confermato che anche per i cinema vale la regola delle 5 persone massimo - spiega Fioroni -. Speravamo che si potesse applicare almeno quella delle 30 persone, come per i raduni religiosi. In quel caso in una grande sala il rischio di contagio con le distanze praticamente si annulla. Ma così non è. E tenere aperto per cinque persone a spettacolo sarebbe un suicidio economico».

Dopo la chiusura in marzo, per la prima ondata di coronavirus, il Lux aveva riaperto aveva riaperto il 15 settembre (altre sale già il 26 agosto). Neanche due mesi dopo, da oggi, lo schermo viene nuovamente oscurato. Un duro colpo. Anche perché per consentire alla gente di tornare a godersi in sala la magia del cinema, erano stati predisposti dei piani di protezione. Ed erano stati spesi soldi per il sistema di distanziamento, di tracciamento dei contatti, per pannelli protettivi, mascherine, disinfettanti. 

«Cerchiamo di restare fiduciosi e positivi», scrive Joel Fioroni sul suo profilo Instagram. Ma è davvero difficile. Il dispiacere, a caldo, è anche legato alla comunicazione da parte delle autorità e alle tempistiche. Nella conferenza stampa di ieri, infatti, cinema, teatri e spettacoli non sono stati minimamente menzionati. Alla Hotline questa mattina non sapevano cosa rispondere. «C'è un po' di amarezza, perché è come se il settore venisse sottovalutato, ignorato», ammette.

Pensare al futuro non è per niente semplice. «Ora la macchina del cinema si ferma. Ed è la seconda volta in un anno. Per il nostro settore il periodo natalizio è molto importante, lavoriamo molto. Ma dipendiamo dai distributori, che ora bloccheranno tutto. E anche se si potrà riaprire sotto Natale, bisognerà vedere se ci sono film. Senza sarebbe un disastro economico».

Anche il Foce e "Cinema in tasca" si fermano - La Divisione Eventi e Congressi della Città di Lugano annuncia la sospensione temporanea delle attività in programma presso il FOCE di Lugano, a partire da questa sera e domani (Teatro delle Radici "Re-cordari" e recital interpretato da Emanuele Santoro "Uno nessuno e centomila").  Le proiezioni della rassegna "Cinema in Tasca" dell'11 novembre ("Parasite") e del 25 novembre ("Sorry we missed you") sono annullate.

Al LAC si torna (forse) in gennaio - Il centro culturale LAC Lugano Arte e Cultura è costretto a non poter accogliere il pubblico a spettacoli e concerti e sospendere la programmazione della stagione di teatro e danza fino all'8 gennaio 2021. Restano aperte le mostre e proseguono le proposte LAC edu online. «Siamo dispiaciuti di dover adottare questa decisione, ma ci sforzeremo per immaginare e programmare il futuro e una nuova offerta artistica», afferma il presidente del LAC Roberto Badaracco.

Stop al Sociale e al Paravento - «Ci dispiace dover comunicare che le manifestazioni al Teatro Paravento di Locarno fino, almeno lunedì 30 novembre, sono rinviate a data da stabilire», si legge in una nota. Anche il Teatro Sociale Bellinzona «ringrazia per la comprensione e assicura che anche in questa difficile situazione si impegnerà a pensare a un futuro insieme al pubblico».

Cinema Blenio «Causa nuove restrizioni legate alla pandemia - fa sapere il Comitato Cinema Blenio - ci vediamo costretti a chiudere la sala cinematografica almeno fino al 30 novembre 2020».

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