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CANTONE
27.10.20 - 12:240
Aggiornamento : 16:46

«Un maschietto trattato come una bambina» sul tavolo del Governo

L’Unione democratica federale davanti al Consiglio di Stato per«bimbi che non dormono e devono ricorrere allo psicologo»

LUGANO - Una questione (molto) privata che diventa pubblica. A portarla dinanzi alla popolazione e sul tavolo del Governo ticinese sono Edo Pellegrini (UDC-Unione democratica federale) e Roberta Soldati (UDC). «In una scuola comunale del Luganese c’è un maschietto di prima elementare che, su richiesta dei genitori, viene trattato come se fosse una bambina e viene chiamato con un nome da bambina - scrivono, dando pure importanza al fatto che il “nuovo nome” sia «completamente diverso dal suo vero nome» -. Se i compagni di classe, che alla scuola dell’infanzia lo chiamavano con il suo vero nome, ora lo chiamano così, l’insegnante interviene correggendoli».

È questo l’argomento che i due deputati hanno portato sul tavolo del Consiglio di Stato con un’interpellanza. Chiedendo al DECS se «è a conoscenza della situazione» e se «esistono norme e/o direttive che permettano a una famiglia di chiedere che il proprio figlio a sei anni venga trattato a scuola da femmina anche se allo stato civile risulta maschio».

L’Unione democratica federale (UDC) - che solo un mese fa “denunciava”, tra le proposte di Edizioni svizzere per la gioventù (ESG), la presenza di un libro che affronta l’amore tra persone dello stesso sesso - oggi punta il dito contro la scelta di un bambino e della sua famiglia, come pure «l’avvallamento» di tale decisione da parte di «direzione e ispettorato» della scuola.

Pellegrini e Soldati riferiscono di «alcune famiglie preoccupate». Stando a quanto indicato «alcuni compagni di classe sono talmente a disagio che c’è chi piange la sera e fatica ad addormentarsi e c’è chi si è dovuto addirittura rivolgere a uno psicologo per poter affrontare questa incresciosa ed inaccettabile situazione». Perché «alla settimana verde il bimbo dormirà con le femminucce e non con i maschietti» e «dopo le lezioni di nuoto farà la doccia con le femminucce». Scrivono: «Cosa succederà alle bambine quando si troveranno nude nello stesso spogliatoio con il maschietto?». 

Al Consiglio di Stato i due deputati chiedono di «imporre alla scuola di rimediare alla situazione incresciosa» e di «tutelare i bambini sotto shock» e «le loro famiglie». E ancora: «Non ritiene il Governo che la questione sia molto delicata e che ci sia il rischio di destabilizzare un gruppo di bambini per delle farneticazioni dei genitori del bambino/a? Ci garantisce che verranno presi tutti i provvedimenti necessari affinché in nessuna altra scuola la cosa possa ripetersi?».

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