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CADENAZZO
08.10.20 - 23:150
Aggiornamento : 09.10.20 - 00:10

Un appiglio per i ticinesi stritolati dai debiti

Un corso di prevenzione promosso dallo sportello itinerante Rebus in collaborazione con alcune associazioni.

La coordinatrice Natascia Caccia: «Si fa in fretta a scivolare nel precariato. Troppi politici pensano che investire nel sociale non valga la pena».

CADENAZZO - Ticinesi sempre più in un mare di debiti. Nel 2019 Caritas Ticino aveva lanciato l’allarme: negli ultimi quattro anni, infatti, le richieste di aiuto da parte di persone indebitate erano decuplicate. Nel 2020 ci si è messo pure il Covid. Oggi la situazione è drammatica. Anche per questo lo sportello itinerante Rebus, in collaborazione con ACSI, Caritas e SOS Debiti, ha deciso di lanciare varie iniziative per prevenire l’indebitamento eccessivo. «È una delle piaghe che affligge la nostra società – sottolinea Natascia Caccia, municipale e coordinatrice di un ciclo formativo sul tema a Cadenazzo –. Purtroppo ci sono persone che, per ingenuità o per scarsa informazione, tendono ad accumulare debiti».

 Non sembra essere l’unico problema tuttavia…
«Infatti. Sono troppo pochi i Comuni che investono nella figura dell’operatore sociale. In generale l’ambito sociale viene visto dai politici come un costo. Invece questi sono investimenti veri e propri per il futuro. Si fa prevenzione. Se c’è una persona che si dedica a chi è in difficoltà, si evitano in seguito situazioni difficili da sovvenzionare poi con soldi pubblici». 

Allo stesso sportello itinerante Rebus, dedicato proprio alla consulenza finanziaria, hanno aderito complessivamente solo quattro Comuni. Perché?
«Pochi vero. Solo Cadenazzo, Melide, Gambarogno e Locarno. Non so spiegare perché altri hanno rifiutato. La forza di questo sportello consiste nel fatto che i nostri specialisti vanno a fondo delle varie problematiche e situazioni. Si prendono tutto il tempo necessario per farlo. E se il caso lo richiede, potrebbe essere affiancato un tutor alla persona in difficoltà».

Lei si occupa da anni di socialità. Perché i ticinesi sono confrontati con questa emergenza debiti?
«Tutto aumenta. Dagli affitti alla cassa malati. I salari invece restano bassi o diminuiscono. Ci sono poi diverse persone, tra cui molti giovani, che puntano sui leasing o sul pagamento rateale. E non si rendono neanche conto di finire in una condizione di precarietà».

Spesso si pensa di non avere bisogno di alcuna consulenza.
«Ma in un contesto fragile come quello attuale ci si mette poco a scivolare nell’indebitamento. Pensiamo poi alla gente che, a causa del Covid, ha perso il lavoro. Perdere il lavoro in questo momento è catastrofico».

Oltre a quanto offrite come sportello itinerante, ora sono pure spuntate quattro giornate di corso. In cosa consistono?
«In una formazione in cui si apprendono diversi metodi per non indebitarsi. Il corso si svolgerà nella sala del consiglio comunale di Cadenazzo. Sabato 24 ottobre, dalle 9 alle 12, si tratterà "L’ABC per non correre rischi", sabato 14 novembre (stessa ora) "L’organizzazione e la gestione dei pagamenti", sabato 21 novembre "Casse malati e acquisti senza contanti", e sabato 28 novembre (ore 14-17) si chiuderà con una serie di esercizi pratici. Tutte le informazioni sono reperibili su www.rebusdeisoldi.ch». 

Spesso chi si trova in difficoltà, non si iscrive a un corso del genere, per ragioni di orgoglio.
«Lo sappiamo. Ed è un grosso problema. Ma oggi come oggi occorre fare prevenzione. Se una persona perde il lavoro, piano piano può finire in assistenza, con il minimo vitale. Vogliamo a tutti i costi evitare il proliferare di simili situazioni».

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