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05.10.20 - 17:230

Sentieri flagellati dal maltempo: «Avremo lavoro fino a Natale»

Il vento ha causato danni importanti nei boschi e nei parchi del Mendrisiotto.

«Alcuni sentieri sono messi davvero male, fate attenzione e informatevi», mette in guardia il responsabile della manutenzione Federico Cattaneo.

MENDRISIO - Il maltempo della scorso weekend ha lasciato dietro di sé una scia di danni. Strade cantonali e comunali sono state ormai ripulite, ma i sentieri sono tuttora martoriati. Diversi sono inagibili, mentre per quelli percorribili la prudenza è più che mai d’obbligo. «Il consiglio è di non recarsi nei sentieri senza informarsi prima, perché sono veramente pericolanti», mette in guardia il responsabile per il Mendrisiotto della rete cantonale dei sentieri Federico Cattaneo.

Zone indifese - I danni nella regione più a sud del Cantone sono particolarmente importanti. Se il Sopraceneri è stato interessato soprattutto da abbondanti precipitazioni, il Mendrisiotto è stato colpito dal vento (vedi articoli correlati): raffiche di scirocco da nord-est che hanno raggiunto in particolare le zone non protette dalle montagne. Come il Parco della Motta (attualmente i suoi sentieri sono tutti chiusi) o la Piana del Laveggio.

Tonnellate di legno da smaltire - La caduta di piante e rami è stata quindi più marcata che altrove. Ma che fine fa tutto questo materiale? «Una parte del legname viene stoccata a lato del sentiero perché ogni albero ha un proprietario - spiega Cattaneo -. Ci sono poi situazioni pericolanti che rendono necessario l’intervento di un elicottero, che porta la pianta direttamente in discarica». Se invece il legname è ancora buono, lo si utilizza per creare scalini, passerelle, ecc. 

Mesi di lavoro in vista - Fra taglio di alberi caduti e sistemazione di sentieri smottati, per ripristinare la sicurezza su tutta la rete momò - oltre 400 km - ci vorrà un mesetto. Ma per tornare completamente alla normalità saranno necessari 3/4 mesi: «Avremo lavoro fino a Natale. Normalmente negli ultimi mesi dell’anno ci occupiamo del controllo e della ricostruzione dei manufatti come passerelle, ponti e staccionate. Cosa che quest’anno sarà difficile fare», spiega il nostro interlocutore, a capo di un selvicoltore diplomato, due apprendisti e alcuni ausiliari.

Ausiliari indispensabili - Ausiliari che provengono tramite la disoccupazione e che in questo periodo «serviranno più che mai», anche perché a causa del Covid-19 la Protezione Civile non è in grado di fornire effettivi. «Fortunatamente - conclude Cattaneo - la collaborazione con i vari Uffici tecnici è ottima».

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