Keystone
L'allenatore Fabio Capello.
CANTONE
01.10.20 - 06:000

Tra i "neo missionari" ci sono Fabio Capello e Massimo Busacca

Singolare iniziativa video. Anche due star del calcio internazionale faranno parte del “cast”.

Si lancia l’ottobre missionario. Protagonisti 12 residenti in Ticino. Chiara Gerosa, coordinatrice di Missio per la Svizzera Italiana: «Ognuno di noi può fare la sua parte».

LUGANO - «Eccomi, manda me». È il messaggio video che nel corso del mese di ottobre circolerà sui social network. A lanciarlo, dodici persone che vivono in Ticino o che hanno a che fare con la Svizzera italiana. Tra loro anche due vip, l’ex arbitro internazionale Massimo Busacca e l’allenatore Fabio Capello (che ha una casa nel Luganese). Qual è il senso dell’iniziativa? Tio/20Minuti lo ha chiesto a Chiara Gerosa, coordinatrice di Missio per la Svizzera Italiana. 

Fabio Capello e Massimo Busacca sono pronti a fare i missionari?
«Sì, direi proprio che sono pronti a fare i missionari. Perché missionari si può essere tutti i giorni, nel proprio luogo di lavoro, con la famiglia, con gli amici. Noi immaginiamo che il missionario prenda la valigia e parta. Invece siamo tutti missionari. Le altre 10 persone della campagna sono persone comuni, che operano in ambiti diversi: dal professore di ginnastica alla mamma, alla giovane volontaria. Lo scopo è proprio quello di farci capire che tutti noi possiamo essere missionari nel luogo in cui siamo, appunto senza dovere essere per forza in una terra esotica al di là dell’Oceano».

Dalla fine degli anni '60, il mese di ottobre è considerato dalla Chiesa cattolica il mese missionario. Cosa significa in pratica? 
«Il Papa ci chiede di dedicare un momento speciale dell’anno alle opere missionarie. Tutto l’anno dovremmo occuparcene. Ma a ottobre ci chiede di sensibilizzare le persone e di fare un gesto concreto per sentire insieme la dimensione universale della Chiesa».

La terza domenica di ottobre è il culmine di questa iniziativa. Cosa accade quel giorno? 
«È una domenica dedicata alla colletta mondiale. Nello stesso momento in tutte le parrocchie cattoliche del mondo vengono raccolte offerte che formeranno il fondo di solidarietà della Chiesa mondiale. Un fondo che va ad aiutare quei progetti sanitari ed educativi di Chiese locali non ancora indipendenti e che non hanno legami con partner in Occidente. Si raccolgono offerte che poi vengono ripartite tra i diversi progetti dai 120 direttori di Missio nel mondo. La voce della Guinea o del Vietnam ha lo stesso peso di quella della Svizzera in questa scelta. Una scelta certamente democratica».

Quest'anno il Paese ospite è la Guinea.
«La Guinea è un Paese dell’Africa dell’ovest confrontato con tante sfide: la migrazione, la povertà, un sistema scolastico carente. Però è anche un Paese dove ho incontrato persone che hanno grande desiderio di uscire da questi problemi e che si impegnano concretamente per farlo, cercando di diventare indipendenti».

La Guinea, tra l'altro, ha un legame particolare con la Svizzera...
«Il primo vescovo di una delle tre diocesi della Guinea era Monsignor Eugène Maillat, un padre bianco giurassiano che ha dato la sua vita per questa nazione. Ancora oggi, nei due viaggi che ho avuto occasione di fare, ho visto tante tracce e ricordi del suo passaggio e del suo amore per questo popolo».

Oggi sono tante le associazioni che fanno beneficenza. La gente è anche diventata più diffidente. Perché un ticinese dovrebbe sostenere la vostra iniziativa? 
«La particolarità delle nostre opere è proprio quella di favorire anche chi non ha contatti diretti con i finanziatori. Cerchiamo di arrivare anche nei luoghi dove i missionari locali lavorano incessantemente per il bene delle persone senza però essere conosciuti da noi e quindi senza avere la possibilità di trovare aiuti. È un’opera unica proprio per questa ragione».

Keystone
Ingrandisci l'immagine
Potrebbe interessarti anche
TOP NEWS Ticino
LUGANO
5 ore
Brucia l'auto del medico: condannato
Un 58enne se l'era presa per un'operazione «andata male». Ed è finito davanti al giudice
LUGANO
6 ore
È la sola al mondo ad avere quella malattia: lo scopre dopo 7 anni
L’incredibile percorso di Silvia Arioli, classe 1982: «Ho trovato la verità solo perché sono caparbia e “del mestiere”».
LUGANO
8 ore
Delitto alla pensione La Santa: l'accusa è assassinio
Il 34enne austriaco dovrà rispondere davanti al giudice dei fatti avvenuti lo scorso 17 dicembre a Viganello.
PAMBIO-NORANCO
9 ore
Sparisce un'urna tra le lapidi
Cimitero profanato. La denuncia è stata confermata da Marco Regazzoni, comandante della Polizia Ceresio Sud.
CANTONE
9 ore
Sfruttamento della prostituzione: arresti confermati
Due soggetti, già finiti in manette, avrebbero gestito un giro di "lucciole" presso diversi appartamenti.
CANTONE
9 ore
Pazienti oncologici col coronavirus monitorati a distanza
Si tratta di un progetto pilota dello IOSI, premiato al congresso della Società svizzera di ricerca sul cancro
CANTONE
10 ore
Salario minimo: sarà «fisso, garantito e prevedibile»
Il Governo adotta il nuovo regolamento. Viene anzitutto specificata la nozione di “stagista”
CANTONE
11 ore
Rientrano in gioco anche i cinque procuratori "bocciati"
La Commissione Giustizia e diritti ha proposto al Parlamento 27 nomi ritenuti idonei alla carica di procuratore pubblico
CANTONE
13 ore
«Messi in circolazione 2'000 chili di canapa e hashish»
Avviata nel 2017, l'indagine è stata condotta dalla Polizia cantonale in collaborazione con agenti spagnoli e italiani.
CANTONE
14 ore
Altri quattro decessi in Ticino, 128 i nuovi positivi
Da inizio pandemia sono 542 le vittime del coronavirus nel nostro cantone.
Copyright ©2020 - TicinOnline SA  WhatsApp |  Company Pages | Mobile Report

Stai guardando la versione del sito mobile su un computer fisso.
Per una migliore esperienza ti consigliamo di passare alla versione ottimizzata per desktop.

Vai alla versione Desktop
rimani sulla versione mobile