Ti Press/ticinowine
CANTONE
10.09.20 - 15:020

Un Merlot a buon mercato, per ripartire "Uniti"

L'etichetta verrà offerta alla ristorazione a un prezzo concorrenziale con i vini importati.

Il prezzo finale per il consumatore non dovrà essere superiore ai 25 franchi alla bottiglia.

MORBIO INFERIORE - Accogliendo l’iniziativa proposta dal Centro di Competenze Agroalimentari, si è realizzato il progetto di un vino da offrire alla ristorazione a una fascia di prezzo che sia concorrenziale con i vini importati, avvicinando al contempo il consumatore al nettare di Bacco ticinese.

L'etichetta porta il nome "Uniti" ed è stata presentata questa mattina alla Casa del Vino di Morbio Inferiore. Si tratta di un vino che unisce i vinificatori ticinesi nel proporre un prodotto in esclusiva per il canale tradizionale Horeca. Si è per contro rinunciato alla creazione di una cuvée in quanto difficile da gestire tra più produttori, come pure di una selezione per favorire una vendita capillare del vino.

L'obiettivo è di commercializzarne 30mila bottiglie - fra rossi, bianchi e rosati - nei ristoranti, pizzerie e grotti del cantone. Ogni cantina può partecipare alla promozione selezionando, dal suo assortimento, un vino della prima fascia di prezzo. «Solo unendo le forze si può cercare di limitare i danni in una stagione che durante l’autunno-inverno sarà anche orfana d'importanti eventi», ha commentato il presidente di GastroTicino Massimo Suter.

Il prezzo di vendita per il consumatore al ristorante è stato definito con GastroTicino e non deve superare i 25 franchi a bottiglia. Al progetto hanno aderito Ticinowine, GastroTicino, HotelerieSuisse Ticino, Unione Contadini Ticino, Associazione Campeggi Ticino, Ticino Turismo.

 

Commenti
 
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Evry 2 mesi fa su tio
Sempre troppo caro in confronto ad altri vini pregiati !!! Le case vinicole voglio guadagnare sprpositamente troppo, questo è il problema!
Moreno Rondi 2 mesi fa su fb
Comunque ancora troppo caro.
Roberto Oliboni 2 mesi fa su fb
25 CHF a buon mercato!!!???
tazmaniac 2 mesi fa su tio
«Solo unendo le forze si può cercare di limitare i danni in una stagione che durante l’autunno-inverno sarà anche orfana d'importanti eventi» Il signor Suter, che tanto si preoccupa di limitare i danni è cosciente del fatto che i ristoranti ticinesi si sono svuotati a mezzogiorno perchè i lavoratori sono messi "sotto pressione" da tanti datori di lavoro che minacciano licenziamenti per chi mangia al ristorante (rischio covid)? così tanto per capire...
Nicklugano 2 mesi fa su tio
Era ora che ci si rendesse conto dei prezzi del Merlot ticinese da decenni completamente fuori mercato.
Davide Pereira 2 mesi fa su fb
Maggior produzione = maggior ripartizione dei costi sulle singole bottiglie. Un produttore medio ticinese non produce neanche 1/10 di uno medio italiano, dunque non potrà mai essere competitivo in termini assoluti di prezzo. basta con sti paragoni senza senso con paesi dove costi e soprattutto retribuzioni sono 2-3 volte inferiori... Anche in Italia se si vuole mangiare e bere BENE si spende come qui da noi! Dove comunque basta sapere dove andare per spendere il GIUSTO in rapporto al servizio ricevuto 😉 Per questa bottiglia a 25.- (buona iniziativa comunque) anche se vi fosse un guadagno lordo di 15.- non ci copri le spese ...
Arminda Armi 2 mesi fa su fb
25 Chf. per una bottiglia di merlot normale e non "RISERVA o barricato" venduto, nelle pizzerie , grotti e ristoranti non di alto rango non sono pochi . il lavoro ed i rischi sono tutti a carico di chi lavora in vigna od in cantina. Se qualcosa va storto sono loro a rimetterci lavoro e soldi . L esercente stappa la bottiglia ,e in 5 minuti e se non è buona o sa di tappo ,la restituisce al produttore che la sostituisce o la bonifica all esercente a costo zero. Pero* il guadagno maggiore va all esercente che fa il minimo sforzo e ( purtroppo ) si lamenta se la clientela va oltre frontiera per cene ecc. Bisogna cambiare mentalità ed essere + disponibili verso la clientela che se sceglie altre mete ,avrà i suoi motivi. Il guadagno va ripartito tra cibo e bevande e non facendo pagare l acqua minerale 9 chf. al litro od il vino meno caro a 35 chf. . Se hai un ristorante stellato , sei al Principe Leopoldo o vai a pranzo da Martin Dalsass , è un altro discorso In quei ristoranti questo vino non sarà certo nella loro carta .Ma qui si parla di pizzerie, ristoranti normali e grotti nei quali alcuni gerenti pensano di poter praticare prezzi, a loro piacimento ,salvo poi lamentarsi se hanno pochi clienti. Comunque auguro a Lei e a tutti i ristoratori ticinesi , un buon successo ,ed una ripresa economica degna dell impegno profuso . Buona serata..
Davide Pereira 2 mesi fa su fb
Arminda Armi condivido il suo pensiero, ma è dettato dal fatto che ci sono troppi esercenti che speculano troppo sui vini. Anche 3 o 4 volte il prezzo di acquisto. Un conto se costa 10 e vendi a 30, e ci può stare (stipendi, lavabicchieri, detersivo.... tutto ciò che è a uso professionale costa tantissimo!) un altro se costa 30 e vendi a 90 (e non condivido) ha ragione a dire che il rischio è tutto del produttore, ma lo stesso non deve coprire l’enormità di costi fissi che un locale, per quanto piccolo, comporta. Come detto, basta saper cercare e di posti dove si paga il GIUSTO (che non vuol dire poco o tanto) per il servizio ricevuto se ne trovano 😉 buona serata a lei 🙂
Arminda Armi 2 mesi fa su fb
Davide Pereira Buona vita e buon successo . 🍀.
Arminda Armi 2 mesi fa su fb
Ottima iniziativa ,anche se: volendo contrastare i vini di importazione, il prezzo poteva essere un tantino + basso ( es. 20 Chf.), Certo si chiedeva un sacrificio in + a tutta la filiera ,ma si dava la possibilità ad una cerchia piu vasta di utenza che ora sceglie molti locali oltre frontiera.
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