Keystone (archivio)
LUGANO
09.09.20 - 07:150
Aggiornamento : 09:28

«I nostri figli non siano obbligati a mettere la mascherina a scuola»

Misure anti Covid: il CSIA nel mirino di una singolare protesta. Alcuni genitori scrivono alla direzione.

L'imposizione sarebbe stata decisa per le aule non sufficientemente spaziose. Il DECS e la direzione: «Tutto in regola».

LUGANO - Mascherine obbligatorie nelle classi non sufficientemente spaziose da garantire una distanza minima di un metro e mezzo tra gli allievi. Misura anti Covid-19 entrata in vigore col nuovo anno scolastico presso il Centro scolastico per le industrie artistiche (CSIA) di Lugano. Alcuni genitori non hanno gradito l'imposizione. E hanno scritto una lettera raccomandata alla direzione, chiedendo un incontro per ridiscutere la questione.   

Aria che non circola – «Molti genitori – argomenta una madre – non vogliono che i loro figli debbano portare la mascherina. Ti costringe a respirare tutto il giorno la tua aria di scarto. I ragazzi sono insofferenti alla cosa e alcuni stanno anche male. Psicologicamente questa misura può essere devastante per un giovane». 

Poca informazione – I genitori non sarebbero stati avvisati dal CSIA in merito a questa decisione. Ancora la madre: «Noi genitori abbiamo scoperto lunedì 31 agosto, dai nostri figli che frequentano la scuola artistica di Lugano, che la direzione della scuola li ha obbligati a indossare le mascherine durante le ore di lezione in determinate classi». 

La versione dei genitori – La donna riprende: «Andando a leggere le "informazioni relative all'apertura delle scuole del Cantone Ticino" il cui link appare poco sopra l'icona delle "Disposizioni sanitarie" della scuola, troviamo il "Modello di piano di protezione per le scuole postobbligatorie" del Dipartimento dell'educazione della cultura e dello sport (DECS). Leggendolo si capisce che non vi è l'obbligatorietà per gli allievi nell'indossare la mascherina, ma che tale utilizzo è facoltativo».

La smentita del DECS – Manuele Bertoli, direttore del DECS, interpellato da Tio/20Minuti, non è d'accordo. «Contrariamente a quanto viene affermato dalle persone in questione, il modello del piano di protezione per le scuole postobbligatorie prevede nello scenario 1 che nelle aule scolastiche serve uno spazio di almeno 2,25 metri quadrati per persona, considerando allievi e docente. E che nel caso in cui non fosse possibile garantire il distanziamento di almeno un metro e mezzo tra persone (allievi e docenti) è obbligatorio portare la mascherina».

Senza alternative – Bertoli conclude: «Non ho fatto verifiche sulla scuola specifica, ma immagino che il piano dell’istituto abbia ripreso questa indicazione tenendo conto della propria situazione logistica. Capisco che tenere la mascherina per ore sia pesante, ma non ci sono alternative concrete praticabili».

Norme applicate – E infatti Roberto Borioli, direttore del CSIA, spiega: «Non c'è niente da commentare. Applichiamo le norme decise dalle autorità. Semplicemente». 

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