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02.09.20 - 11:340
Aggiornamento : 14:24

Studio sul Covid-19 in Ticino: sono cambiati i rapporti tra nonni e nipoti?

In arrivo 4'000 lettere a ragazzi e anziani ticinesi per capire quanto il virus ha trasformato le nostre relazioni

I giovani sotto i 19 anni e gli adulti oltre i 65 anni coinvolti saranno inoltre invitati a effettuare il test sierologico

LUGANO - Entra ora nella sua seconda fase lo studio "Corona Immunitas Ticino", lanciato ad inizio luglio dall'USI e dalla SUPSI e volto a valutare l'impatto e l'estensione del Covid-19 nel nostro cantone.

Lo hanno comunicato i due atenei in un comunicato stampa congiunto. Durante la prima fase hanno partecipato allo studio 1'300 persone di età compresa tra i 20 e 65 anni, rispondendo ai questionari online e, in parte (circa 650 partecipanti), effettuando il prelievo per il test sierologico. I risultati di questi test, che informano sulla presenza di anticorpi, sono in elaborazione all'Istituto di Ricerca in Biomedicina (IRB), e saranno disponibili a breve.

Il fine di "Corona Immunitas Ticino", lo ricordiamo, è misurare l’impatto sociale, economico e le conseguenze dell’epidemia sulla salute, mentale e fisica, della popolazione ticinese.

Focus su anziani e ragazzi - Nella seconda parte dello studio il focus si sposterà su bambini e ragazzi, di età compresa tra i 5 e i 19 anni, e su adulti/anziani di età superiore ai 65 anni. Il 31 agosto sono infatti state inviate 2'000 lettere ai giovani, mentre dal 7 settembre saranno inviate altre 2'000 lettere alle persone sopra i 65 anni, sempre sulla base di un campione randomizzato.

Già dai prossimi giorni, ragazzi e anziani potranno così monitorare il loro stato di salute, consentendo di seguire più da vicino l’evoluzione dell’epidemia nelle diverse fasce di età. Per andare incontro alle loro esigenze, i ricercatori hanno messo diverse risorse a disposizione: i più piccoli compileranno i questionari con i genitori, gli adolescenti potranno farlo online, e le persone over 65 potranno rispondere attraverso interviste telefoniche.

«La seconda parte dello studio si concentra su ragazzi in età scolare e sulle persone anziane, non solo perché sono due gruppi cruciali per conoscere e limitare l’impatto dell’epidemia» viene spiegato nel comunicato, «ma anche perché i dati ad oggi disponibili non sono sufficienti, tanto nel nostro Cantone quanto nella Confederazione e a livello internazionale».

Sono cambiati i rapporti tra nonni e nipoti? - Inoltre, per cogliere gli importanti aspetti intergenerazionali della pandemia, compresi i rischi e le modalità di contagio, come anche i cambiamenti nelle relazioni tra nonni e nipoti, ai 2’000 partecipanti con più di 65 anni «verrà proposto di invitare a partecipare persone di età inferiore a 20 anni (ad es. nipoti, vicini di casa oppure conoscenti) che il partecipante ha incontrato regolarmente almeno una volta alla settimana negli ultimi mesi».

Lo stesso varrà per i giovani, a cui verrà richiesto di invitare a partecipare persone di età superiore ai 65 anni con cui si hanno avuto contatti settimanali (ad es. nonni, zii o prozii). In questo modo si potranno analizzare eventuali cambiamenti radicali nei rapporti e nelle relazioni tra i più piccoli e gli adulti over 65.

In arrivo altri test sierologici - Anche questa fase comprende inoltre lo svolgersi di test sierologici, che verranno effettuati a partire da fine ottobre 2020 su tutti i ragazzi, tutti gli anziani, e su un campione degli "invitati" («coloro che saranno invitati a partecipare allo studio per analizzare gli aspetti intergenerazionali dell’epidemia»).

Questi test permetteranno di riconoscere «eventuali cambiamenti nella diffusione dell'infezione a due mesi dalla ripresa delle scuole e delle attività commerciali e ordinarie dopo la pausa estiva e prima dell'inizio dell'inverno», viene chiarito.

I risultati della prima fase - I risultati verranno inviati direttamente ai partecipanti nelle prossime settimane e successivamente divulgati al resto della popolazione. «Sarà possibile anche un confronto con i risultati di sieroprevalenza ottenuti nello studio condotto dall’Ufficio del Medico Cantonale durante la fase I dell’epidemia» spiega la nota.

USI e Supsi sottolineano che tutti i canali comunicativi sono aperti, e tutte le informazioni sono accessibili sul sito ufficiale dello studio.

Commenti
 
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F/A-18 3 mesi fa su tio
Ma tra tutti questi benpensanti un qualcuno che ha voglia di lavorare e produrre c’è?
MIM 3 mesi fa su tio
Cominciano anche in questo campo con la tiritera "nuova normalità"? Se ci sono stati problemi o cambiamenti, essi sono dovuti esclusivamente a delle discutibili decisioni o imposizioni, non a un cambiamento nel genere umano. Questo ennesimo tentativo di spaccare la società mettendo gli ultra65 in un girone dantesco è vomitevole.
Mah916 3 mesi fa su tio
Deprecabile impiego di risorse!
sedelin 3 mesi fa su tio
@Mah916 concordo
sedelin 3 mesi fa su tio
a cosa serve?
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