Immobili
Veicoli
«Mi sono sentita sporca e disgustata»
foto Davide Giordano
CANTONE
17.08.20 - 08:060
Aggiornamento : 18:11

«Mi sono sentita sporca e disgustata»

Tania Rosato anni fa è stata vittima di uno stupratore seriale. Un trauma con cui ha deciso di fare i conti

La 34enne luganese ha scritto una lettera alla deputazione ticinese a Berna. «La legge è da cambiare»

LUGANO - Settimana scorsa Tania Rosato ha preso carta e penna, e ha messo nero su bianco il "fattaccio". Sedici anni fa è stata vittima di uno stupratore seriale mentre faceva l'autostop. «È passato tanto tempo – racconta – ma dovevo parlarne con qualcuno».

C'è chi si accontenta dello psicologo. La 34enne di Breganzona punta più in alto: ha inviato una lettera ai dieci deputati ticinesi a Berna. «Quello che ho passato - dice - penso sia un problema collettivo. Dopo tanti anni ho trovato il coraggio di affrontarlo, e vorrei spingere la gente a riflettere».

I fatti sono agli atti. Nel 2006 le Assise Criminali di Lugano hanno condannato un 29enne turco residente nel Varesotto a cinque anni e mezzo di carcere, per avere malmenato e violentato Tania e due altre giovani. Tutte e tre raccolte con l'autostop. «È capitato a noi, poteva capitare a chiunque. Quel che so è che la mia vita è stata stravolta» racconta Tania. Le condanne per i reati sessuali invece sono «troppo leggere» secondo lei. «Per questo ho scritto la lettera».

Nel suo caso, l'autore è stato condannato anche a risarcire le vittime (30mila franchi in tutto) e all'espulsione dalla Svizzera. 

«È stato espulso solo per 15 anni. Significa che tra poco potrà tornare in Ticino. La paura di poterlo incontrare è tanta, non so come reagirei».

In questo tempo come ha elaborato l'accaduto? 

«È stato un percorso lungo. All'inizio non ne parlavo con nessuno. Specie in famiglia: mi vergognavo, mi sentivo sporca. Tuttora fatico a parlarne con mia madre». 

Ne ha parlato alla polizia, però. 

«Dopo il fatto, fui trovata semi-cosciente da dei passanti, che mi portarono al Civico di Lugano. La denuncia è stata automatica. Ma per ricordare l'accaduto ho impiegato mesi. Anni, per alcuni particolari».

Molte donne faticano a denunciare. 

«È un percorso straziante. Gli interrogatori si ripetono all'infinito, e ogni volta rivivi i fatti. Capisco le donne che desistono: la legge non le aiuta».

Da più parti si invocano pene più severe per i reati sessuali. 

«Le vittime hanno davanti un calvario dall'esito incerto, nel migliore dei casi si arriva a condanne irrisorie. Per questo solo una minima parte degli abusi vengono alla luce. La politica deve intervenire». 

Secondo alcune stime, in Svizzera una donna su 5 ha subito rapporti non consensuali. 

«I numeri non dicono cosa succede dopo. Il processo e la terapia post-trauma a me hanno creato un "vuoto" di anni. Ho interrotto gli studi, sono finita in assistenza. Ora ho un figlio e una famiglia, vedo la luce in fondo al tunnel». 

Cosa diresti a chi vive la stessa situazione?

«Non vergognatevi, affrontate il problema con coraggio. È qualcosa con cui bisogna convivere, non ve ne libererete mai»

Potrebbe interessarti anche
TOP NEWS Ticino
Copyright ©2022 - TicinOnline SA  WhatsApp |  Company Pages | Mobile Report

Stai guardando la versione del sito mobile su un computer fisso.
Per una migliore esperienza ti consigliamo di passare alla versione ottimizzata per desktop.

Vai alla versione Desktop
rimani sulla versione mobile