Foto Domani Food SA
Abouzar Rahmani, con sua moglie e sua nipote.
BLENIO
06.08.20 - 06:060

Cima Norma: una leggenda che torna a vivere

Gastronomia e cultura. Ecco l’affascinante progetto di Abouzar Rahmani, 39 anni, imprenditore di Morcote.

«Abbiamo acquistato il marchio – racconta – e rispolverato antiche ricette. Vogliamo ridare lustro a questo pezzo di storia ticinese».

BLENIO - Una storia affascinante che torna a galla grazie anche all’entusiasmo di tre giovani imprenditori. Abouzar Rahmani, 39 anni, di Morcote, sua moglie Julia (31) e sua nipote Fonda (36), si sono letteralmente innamorati della Cima Norma di Torre (Blenio), prestigiosa fabbrica di cioccolato che ha dato lavoro a decine di ticinesi fino alla sua chiusura, nel lontano 1968. «Oggi – sottolinea Abouzar – lanciamo la nostra prima edizione vintage, una scatola di cioccolatini ispirati alle antiche ricette che hanno fatto grande questa azienda». 

Anni difficili – La Fabrique de Chocolat Cima nasce esattamente nel 1903, gestita dai fratelli Cima. Cinque anni più tardi, nella notte tra il 28 e il 29 agosto, verrà in parte distrutta dalle acque del torrente Soja, in seguito a un nubifragio. In seguito sarà Giuseppe Pagani a riportare in auge la fabbrica. Nel 1915, un nuovo sinistro episodio: la Cima Norma è vittima di un devastante incendio. Ma non si molla. Anzi. Il cioccolato bleniese diventa un mito in tutta la Svizzera. E non solo. Fino al 1966, quando le cooperative non rinnovano i contratti con la Cima Norma. È l’inizio della fine.

La svolta – Tra il 2001 e il 2009 all’interno degli spazi della fabbrica nascono dei loft, realizzati dall’architetto Marino Venturini, che in seguito diventerà proprietario dell’edificio. Qualche anno più tardi spunta la fondazione “La fabbrica del Cioccolato”. Parte una nuova era. Lentamente. Nel 2017 Venturini rilancia il marchio CimaNorma Collection, con un’edizione limitata. La vera svolta, tuttavia, arriva nel 2019. Con Venturini che cede il marchio alla Domani Food SA, gestita da Abouzar Rahmani.

Respiro internazionale – «La nostra intenzione – spiega il 39enne – è quella di rilanciare il marchio a livello internazionale. La nostra azienda, che si occupa di alimentari, conta sulla collaborazione di una decina di persone. Ora abbiamo proposto al pubblico questa collezione vintage, seguendo alla lettera le vecchie ricette. La produzione al momento avviene a Rancate. Siamo già sul mercato e stiamo trattando anche con diverse catene al di fuori del Ticino».

Il sogno – E c’è un valore aggiunto a cui il giovane imprenditore crede fermamente. «La Cima Norma fa parte della storia dei ticinesi. Tanto che a Dangio esiste un museo che ne ripercorre il vissuto. In futuro ci piacerebbe abbinare degustazioni a visite guidate presso il vecchio stabile di Torre. Un modo per rivivere e fare rivivere antiche sensazioni».

 

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