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29.07.20 - 07:050
Aggiornamento : 08:44

Le "multissime" in Ticino: ecco chi ha pagato di più

Fino a 30mila franchi per le infrazioni più gravi. Ma tutto dipende dal reddito. La lista delle sentenze del TF

Il caso del 22enne di Biasca condannato a pagare 14mila franchi ha fatto scalpore. Ma non è unico. L'Unione automobilisti e motociclisti: «Non sempre c'è proporzionalità. Regole da cambiare».

BELLINZONA - Una stangata da 14mila franchi. Per non avere rispettato la distanza di sicurezza in autostrada, un 22enne di Biasca ha perso il lavoro e – se non trova i soldi – rischia anche la galera. Il caso, raccontato da tio.ch/20minuti settimana scorsa, ha fatto scalpore anche oltre confine. 

La stangata e il mal di pancia - Ma in Ticino le "multissime" non sono così rare. In anni recenti, il record del giovane biaschese è stato battuto più volte. Nel settembre 2017 la Procura di Lugano ha condannato una automobilista a pagare 90 aliquote da 340 franchi, per un totale di 30.600 franchi. Una pena «sproporzionata» secondo la condannata, che ha fatto ricorso fino al Tribunale federale, senza successo. Due anni prima, il conducente di una Mercedes che circolava a 124 km/h sugli 80, a Piotta, si è beccato 27.200 franchi. Le scuse addotte dall'automobilista (un mal di pancia improvviso, con dissenteria) non hanno convinto i giudici di Losanna.

L'auto aziendale - Nel 2013 un'auto aziendale era stata pizzicata a Rancate a 133 km/h sugli 80. La Procura aveva dovuto indagare un po' per scoprire chi, tra i dipendenti della ditta, fosse al volante: alla fine, il titolare della società era stato condannato a pagare 19.900 franchi, più le spese.

Pochi ricorsi - La lista è lunga. Basta scorrere le sentenze del Tribunale federale (su tio.ch abbiamo raccolto le più notevoli) per farsi un'idea degli importi. Ma è vero che «in pochissimi casi gli automobilisti ricorrono fino all'ultima istanza di giudizio» precisa l'avvocato Rossano Guggiari, presidente dell'Unione automobilisti e motociclisti (Uam). «La maggioranza paga e basta». 

Salari alti, multe alte - «Gli importi complessivi non dipendono soltanto dalla gravità, ma anche dal reddito» aggiunge l'esperto. «Per essere "percepita" da persone abbienti, la sanzione deve essere alta». Di qui le aliquote: si va da un minimo di 30 franchi al giorno («ma ricordo il caso di uno studente senza reddito, per cui riuscimmo ad abbassarle a 10 franchi») fino a oltre il migliaio. «I tribunali però sono molto prudenti a sparare condanne da diverse decine di migliaia di franchi. Non è consuetudine».

«I magistrati sforano» - Il problema, osserva Guggiari, è che «non sempre la proporzionalità viene rispettata». In Ticino «alcuni procuratori hanno l'abitudine di esagerare nell'attribuzione della condizionale - aggiunge -. Per le persone incensurate dovrebbe essere al massimo di due anni. Ma alcuni magistrati sforano, non so se per un eccesso di severità, o per errore».  

«Un caso da manuale» - Quello del 22enne di Biasca addirittura «è un caso da manuale per le anomalie della procedura» secondo il presidente dell'Uam. «Andrebbe analizzato e riaperto. Pasticci simili non dovrebbero essere tollerati in Ticino». L'associazione è attiva sia a livello cantonale che federale, per la de-penalizzazione di alcune infrazioni stradali. Nel nostro Cantone in particolare «la tendenza a fare cassetta continua a prevalere sulla prevenzione - conclude Guggiari -. Alcune proposte, come quella di utilizzare maggiormente il "radar amico" come dissuasore, potrebbero migliorare la situazione». 

Le sentenze del Tribunale federale: 

Nell'agosto 2016, nel posteggio di un'ex caserma ticinese una VW Polo si schianta contro un'auto posteggiata. A bordo della Polo, la Polizia comunale trova un automobilista addormentato, con un tasso alcolemico dell'1,74 per mille e le chiavi inserite. Viene condannato a 60 aliquote sospese da 240 franchi, per un totale di 15.600 franchi (multa inclusa). La pena è stata poi ridotta a 40 aliquote sospese. Qui la sentenza del Tribunale federale (che ha respinto il ricorso). 

Nell'ottobre 2013, in A2 all'altezza di Rancate un'Audi viene pizzicata a 133 km/h sugli 80. Si tratta di un'auto aziendale: la Procura apre un'indagine per capire quale, tra i dipendenti della ditta, fosse al volante al momento del flash. Si accerterà poi che si trattava dell'amministratore della società. La condanna è a 19.900 franchi più le spese, il ricorso respinto. Qui la sentenza

Nell'agosto 2014 a Piotta il conducente di una Mercedes viene pizzicato da un radar a 124 km/h sugli 80 (dedotto il limite di tolleranza). In sede di ricorso, dirà di avere avuto un improvviso attacco di mal di pancia, con conati di vomito e diarrea, per cui avrebbe accelerato in direzione di un punto dove fermarsi. I giudici di Losanna hanno confermato la condanna della Pretura, 27.200 franchi in totale, più 2mila franchi di spese giudiziarie. 

Il record tra le condanne in Ticino per infrazioni alla legge sulla circolazione, in anni recenti, è di una donna sanzionata dalla Procura di Lugano con 90 aliquote da 340 franchi, per un totale di 30.600 franchi, nel 2017. Un importo «sproporzionato» secondo l'automobilista, che ha fatto ricorso al Tribunale federale fuori tempo massimo. I giudici di Mon Repos hanno confermato, anche qui, la decisione del Tribunale cantonale d'appello. 

Il 18 giugno del 2010 un cittadino croato residente a Bellinzona festeggia una vittoria della Croazia ai mondiali di calcio. Uscito da un bar, viene intercettato da un'auto della polizia: non si ferma, e viene raggiunto dagli agenti mezz'ora dopo nel posteggio di una discoteca. Rifiuta di sottoporsi all'alcol-test (già l'anno prima era stato pizzicato con un tasso del 2,31 per mille). Viene condannato a pagare 3800 franchi e alla revoca della patente per 16 mesi. Fa ricorso al Tribunale federale, affermando di non essere stato alla guida, e indicando al suo posto un'altra persona. Non viene creduto: la condanna è confermata, e deve pagare anche 2mila franchi di spese.  

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