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CANTONE
24.07.20 - 18:350

Il Tf storce il naso sulla soglia dei 50 posteggi

Una valutazione è comunque attesa al termine del periodo di prova.

I giudici di Mon Repos: «Permetterà di controllare l’efficacia e la conformità della tassa con riferimento agli obiettivi perseguiti e di adottare, se del caso, i necessari correttivi»

Il Tribunale federale, con una sentenza del 25 marzo, fissa un nuovo punto della situazione riguardo alla tassa di collegamento. I giudici di Mon Repos, infatti, hanno respinto i 19 ricorsi inoltrati nel 2016.

E tuttavia per il Governo non è una vittoria al 100%. «Il fatto che il legislatore cantonale abbia introdotto nella legge l’obbligo di analizzare, dopo un periodo di prova, l’efficacia della tassa di collegamento - si legge nelle 43 pagine di motivazioni del TF -, oltre ad essere la dimostrazione che questi era consapevole dei problemi concernenti il rispetto delle garanzie costituzionali, permette in concreto di ritenerla ammissibile e quindi di tutelare la normativa impugnata».

Proprio questo periodo di prova è il punto della questione. «La valutazione che verrà effettuata - si legge ancora - permetterà di controllare l’efficacia e la conformità della tassa con riferimento agli obiettivi perseguiti e di adottare, se del caso, i necessari correttivi».

Viene inoltre richiamata l’attenzione del governo cantonale «sul fatto che gli obiettivi perseguiti dovranno essere raggiunti». In caso contrario «la tassa, rivelatasi inutile e vana, si esaurirà in un aggravio finanziario lesivo del principio di parità di trattamento».

Le riserve del TF - Proprio su questo principio il Tribunale federale aggiunge: «la scelta del legislatore ticinese di escludere dall’assoggettamento i fondi sui quali vi sono meno di 50 posti auto solleva riserve. In primo luogo perché implica, come osservato dalle ricorrenti, che la totalità delle imposte che lo Stato prevede di incassare per mezzo della tassa di collegamento, cioè 18 milioni di franchi, grava solo su una minoranza di proprietari fondiari, ossia 200 di loro, che possiede solo una parte limitata dei posteggi esistenti che generano traffico, mentre la maggior parte dei posteggi non è invece assoggettata».

Non mancano perplessità anche sul limite d'imposizione: «Chi possiede 49 posteggi non paga nulla, mentre chi ne possiede 50 paga un tributo. Il fatto che la tassa di collegamento possa essere addossata direttamente agli impiegati che utilizzano i parcheggi conforta il sentimento che il limite instaurato non è consono al principio della parità di trattamento. In effetti, solo quando il datore di lavoro possiede 50 posteggi o più gli impiegati (che ne fruiscono) si vedranno addebitare allora la tassa, per un importo annuale minimo pari a 875 franchi, mentre gli impiegati con un datore di lavoro che possiede meno di 50 posteggi non dovranno invece pagare nulla».

Inammissibile se solo su considerazioni fiscali - «Se la tassa di collegamento riposasse unicamente su considerazioni fiscali, la sua messa in opera così come decisa dal legislatore apparirebbe inammissibile viste le perplessità concernenti la sua conformità con il principio dell’uguaglianza di trattamento».

Tuttavia il TF aggiunge: «Essa fa parte di una serie di misure tra loro complementari e destinate a conferire un nuovo orientamento alla domanda di mobilità al fine di rimediare alla situazione vigente nel cantone (saturazione della rete viaria a determinate ore; problemi d’ordine ambientale ivi connessi)». Per questo «la normativa contestata può essere tutelata nella misura in cui la tassa è concepita quale incentivo a non più costruire immensi parcheggi e a ridimensionare quelli esistenti».

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