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26.07.20 - 20:300
Aggiornamento : 27.07.20 - 09:31

Lei gli dà una brutta recensione, lui la denuncia per diffamazione

Una donna ha manifestato il suo disappunto online per un presunto errore di valutazione commesso dal veterinario.

I due si sono ritrovati davanti al giudice di pace, ma nessuno ha voluto fare un passo indietro.

LUGANO - Una denuncia per diffamazione a causa di una recensione poco gradita. Protagonisti della vicenda sono un veterinario e la proprietaria di un cane, rimasto senza un occhio a causa di un‘infezione.

Il Bulldog inglese della donna aveva un problema alla palpebra di un occhio, che non riusciva più ad aprire e chiudere correttamente. Si è così rivolta a un veterinario, il quale dopo aver visitato l'animale ha proceduto con una blefaroplastica. Dopo 3-4 giorni la situazione però non è migliorata: «Non si vedeva più nemmeno l’occhio. E quando si vedeva si capiva che era concio», ricorda la donna.

«Gli errori vanno ammessi» - Rendendosi conto della sofferenza del cane, la sua proprietaria non ha dunque potuto fare altro che chiedere un secondo parere a uno specialista degli occhi di Zurigo. Diverso dal primo: l’occhio va rimosso. «Tutti possiamo sbagliare e io non gli rimprovero nulla. Però gli errori vanno ammessi, cosa che quando gli ho chiesto spiegazioni non ha fatto», racconta amareggiata. Per questo motivo ha deciso di scrivere una recensione sul web: “Il mio povero cane ha solo un occhio ora. Ammettere un errore… no!”. Non l’avesse mai fatto. Un mese dopo riceve una denuncia per diffamazione dal veterinario.

«L'occhio non l'ho nemmeno toccato» - «Una frase del genere potrebbe causare dei danni al mio studio - spiega il medico -. Secondo me è diffamazione scrivere che io ho causato la perdita dell'occhio del cane, anche perché era già compromesso. Io ho operato la palpebra, non l'occhio». Il discorso del veterinario va oltre questo caso specifico: «Quando succede qualcosa di brutto non per forza dev'esserci un colpevole. Anche perché se noi medici lavorassimo solo quando siamo sicuri di avere successo, nessuno farebbe più questa professione. Viviamo in una società in cui uno non può più morire, dev'esserci sempre un colpevole». La donna però si difende: «La mia è una semplice constatazione, non certo una frase diffamatoria. Inoltre le recensioni servono anche per fare commenti negativi, non solo positivi».

La causa andrà avanti - La scorsa settimana la proprietaria del Bulldog inglese e il medico si sono incontrati davanti al giudice di pace. L’uomo le ha chiesto di cancellare la recensione e un risarcimento simbolico di un franco. Proposta rifiutata. La vicenda quindi non si chiuderà qua, perché il veterinario ha già annunciato di voler proseguire con le vie legali. «Sono cosciente che non ho possibilità di vincere la causa ma non sono d'accordo e voglio lanciare un segnale. Se il medico di mia nonna mi sta antipatico e lei muore posso scrivere "quel medico ha ucciso mia nonna?", il principio è lo stesso», conclude il veterinario.

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