Lettore Tio/ 20Minuti
AIROLO
13.07.20 - 12:080

«Facciamo più chiarezza sulle ragioni della nostra opposizione»

"Basta tralicci sulle nostre montagne". Parla il presidente dell'associazione Luca Bolzani.

Tralicci di Swissgrid in Leventina: «In un'epoca in cui tutte le linee elettriche ad altissima tensione vengono interrate, perché in questo progetto non accade?»

Ancora la linea elettrica ad alta potenza tra Lavorgo e Airolo sotto i riflettori. Stavolta è Luca Bolzani, presidente dell’associazione “Basta tralicci sulle nostre montagne”, a prendere parola, tramite un comunicato stampa. Nel testo si fa riferimento ad alcune precisazioni. «L'opposizione ai tralicci di Swissgrid non è una reazione di pancia, ma una seria opposizione giuridica con basi ragionate. L’associazione apartitica e apolitica, che raccoglie al suo interno persone di ogni provenienza ed estrazione, persegue i suoi obiettivi avendo a cuore la tutela del paesaggio alpino che, soprattutto nella zona, ha già subito numerosi sfregi».

Tio/20Minuti si era occupato del caso di recente. «Siamo coscienti che l’immagine dei ribelli nei boschi di Nante, come Robin Hood a Sherwood, sia romantica ed evocativa. Ovviamente, come tutti i ticinesi abbiamo a cuore il nostro territorio e le risorse naturali che lo compongono. La difesa dei boschi, delle acque e del paesaggio non sono conseguenza di barricate politiche, ma semplicemente il frutto dell’osservazione di tutti i giorni e dell’amore per le nostre montagne».

Il presidente evidenzia come l’associazione si opponga a un’ulteriore costruzione di tralicci dell’alta tensione progettati da Swissgrid che passerebbero sopra l’abitato di Nante. «In un’epoca in cui tutte le linee elettriche ad altissima tensione sono interrate, un progetto del genere lascia l’amaro in bocca, anche perché fa eccezione il Ticino con il tracciato tra Airolo e Lavorgo».

L’associazione, nata con l’unico scopo di opporsi a questo tracciato aereo, non sarebbe contraria all’espansione delle linee di Swissgrid. «Semplicemente contesta una modalità invasiva e che deturpa uno dei paesaggi più suggestivi del Ticino. Anche perché, alla luce dei nuovi sviluppi sul raddoppio del Gottardo e della copertura autostradale, riteniamo plausibile e fattibile un interramento della linea. Certo i costi sarebbero maggiori, ma risultererebbero ridimensionati nell’ottica dell’enorme investimento generale del raddoppio autostradale. Riteniamo siano proprio questi i progetti da sostenere in questo periodo di ripresa post Covid, che permetterebbero di creare lavoro e consentirebbero al paesaggio di vivere e respirare senza l’incombere di tralicci e cavi». 

Bolzani aggiunge come il progetto, che ha coinvolto Municipi e Patriziati, non sarebbe stato spiegato sufficientemente alla popolazione. «Riteniamo che le novità possano costituire ragioni più che sufficienti per rivalutare la possibilità di interrare la nuova linea. La tecnologia in questo campo è in continua evoluzione e il processo di interramento di linee aeree esistenti è attualmente in corso in diverse zone della Svizzera tedesca e romanda. Perché in Ticino invece si vuole costruire una linea nuova con un tracciato aereo che prevede tralicci alti quasi 100 metri, con gravi problemi di emissioni vicino a località abitate e rovinando una zona naturale di incomparabile bellezza?»

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