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CANTONE
10.07.20 - 23:300
Aggiornamento : 11.07.20 - 08:08

Massoneria le due facce della stessa medaglia

Ne abbiamo incontrati due. Hanno rivelato ciò che accade nei gruppi massonici e chi sono. Qualcosa di inquietante è emerso

«All’interno ho visto gente che si preoccupa di più di combinare affari, che non di rispettare le regole della massoneria»

di Redazione
Orlando Guidetti

LUGANO - In Ticino da molti anni si parla di società segrete con fini occulti, tra queste spesso erroneamente viene nominata la massoneria. In tutto il cantone vi sono otto logge nelle quali sono attivi circa 350 adepti. La massoneria è uno spaccato della nostra società odierna, con i suoi pregi e difetti. Durante il nostro viaggio alla scoperta dei veri interessi legati alle realtà massoniche ci siamo imbattuti vieppiù in rivelazioni che ci hanno, in un certo senso confermato quelli che erano dei sospetti. Il malaffare una volta insinuato all’interno di una società, come una malattia, non fa altro che infettare ed espandersi crescendo, considerando che il fine è sempre legato al potere e al denaro.

Abbiamo intervistato due massoni appartenenti a due logge diverse, che ci hanno parlato del loro percorso spirituale ed esoterico, composto da valori e aspettative, due esperienze in piena contrapposizione. Il primo è una persona normale che svolge però una professione molto importante. Durante il nostro breve ma intenso colloquio ci ha raccontato i motivi che lo hanno portato ad avvicinarsi alla massoneria, in primis era l’interesse verso l’esoterismo una crescita personale. L’uomo ci ha rivelato che «inizialmente si sentiva appagato nel suo percorso ma in seguito ha scoperto che all’interno di questa associazione non tutto è basato sui principi secolari del percorso massonico». E aggiunge: «All’interno ho visto gente che si preoccupa di più di combinare affari che non di rispettare le regole della massoneria, è chiaro che lì vi sono solo persone di un certo livello». Ma come, nella massoneria non possono entrare tutti? Se rispettano i requisiti. Il nostro interlocutore precisa subito: «Posso affermare che in massoneria entrano solo persone di un certo livello e in particolare che ricoprono funzioni cardine, vengono molto ben distribuite così da assicurarsi che in ogni caso di avere un appoggio in caso di necessità». Ma è possibile che la odierna massoneria abbia dei legami con organizzazioni criminali e si dedichi al riciclaggio di denaro o altro? «Si, il Ticino è l’humus ideale per questo tipo di affari e la vicinanza con l’Italia lo rende molto interessante ed attrattivo, infatti posso dire che ho visto che vi sono degli incontri con persone provenienti dalla vicina penisola e non si può escludere che il riciclaggio di denaro faccia parte degli affari oggi trattati da alcuni massoni».
Ma la massoneria allora potrebbe arrivare anche a commettere reati più importanti quali l’omicidio? «Come ho detto non lo si può escludere» quindi secondo il nostro primo adepto massone ci troviamo di fronte ad un possibile coinvolgimento massonico in attività criminose.

Totalmente d’altro avviso è stato un membro di un’altra loggia, massone da più di vent’anni, ex imprenditore di buona reputazione, persona dotata di estremo carisma e intelligenza. Egli tiene a precisare che in primis bisogna fare un distinguo tra le società. Per lui la massoneria non è una società segreta, ma è paragonabile ad altre come ad esempio il Lions Club o il Rotary, di diverso però è in cammino di iniziazione e di ammissione perché per gli altri due il rito iniziatico non esiste praticamente, mentre per l’ordine massonico ci sono molti requisiti ai quali bisogna sottostare e poi esiste un percorso lungo e quasi sempre solitario e a suo dire per essere ammessi non viene considerato l’aspetto elitario, tanto meno, prosegue nel dirci che a lui non risulta che vi siano dei fini affaristici dentro la massoneria, anzi tiene a sottolineare che addirittura la Fondazione facente capo alla loggia eroga denaro per studenti meritevoli e famiglie bisognose residenti in Ticino.

Per il massone luganese, quanto detto dal nostro primo interlocutore non corrisponde in alcun modo al vero, anzi lo ritiene impossibile, anche se ammette che qualche pecora nera vi è stata, ma a suo dire è comunque, queste persone sono state allontanate con espulsioni o dimissioni come prevede il regolamento massonico, indipendentemente dall’esito di eventuali procedure, amministrative, civili o penali. In Ticino, ci era stato detto che esiste una loggia massonica in particolare che stona, se così si può dire? Il nostro intermediario invece tiene a precisare che si vi è una loggia criticata, ma suo dire, è immeritatamente chiacchierata e additata come cattivo esempio e ciò pare solo per motivi di dottrina massonica che nulla hanno a che fare con attività criminose o affarismo. Ci dice che ha incontrato e conosciuto i fratelli della loggia in questione, e afferma che sono tutti galantuomini di buona reputazione.

Un’ultima domanda su cosa ne pensa del riciclaggio di denaro e della possibilità che la massoneria o per suo tramite siano possibili atti come l’omicidio? Lui sorride e afferma che è impossibile.

Ma veramente tutto è così impossibile o qualcosa dietro esiste, due massoni e due descrizioni completamente agli antipodi, per fare un po' di chiarezza ci siamo allora rivolti a un’altra persona a conoscenza di quanto avviene nell’ambiente legato alla massoneria, che invece ci dice: «La massoneria nasconde un sacco di cose e il riciclaggio di denaro è un affare gigantesco nel quale diversi massoni infilano le mani». Ci mostra dei documenti che non lasciano spazio a fraintendimenti. «Gli affari più grossi sono relativi alla cementificazione» ci rivela, mostrandoci delle fotografie che ritraggono persone di spicco nel palcoscenico ticinese, guarda caso, nella foto sono ritratte con personaggi legati al malaffare italiano, e ci mostra delle tavole di incontri avvenuti a Milano nella loggia situata in Piazza del Gesù e Loggia Zarathustra, firmate da dei nomi che hanno segnato la cronaca criminale di Milano, tra i quali spiccano i nomi di tre massoni bellinzonesi.

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