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CANTONE
25.06.20 - 21:000

I poveri del Covid: «La gente ha il frigo vuoto»

Le richieste d'aiuto alle associazioni di volontariato sono in aumento. La S. Vincenzo de Paoli: «C'è stato un tracollo»

Il presidente delle conferenze in Ticino, Gianfranco Plebani: «La situazione sta peggiorando. Il Ticino non è un'isola felice»

LUGANO - Negli ultimi mesi, il cellulare di Gianfranco Plebani non ha mai smesso di squillare. «Persone che prima sentivo una volta ogni due anni, hanno iniziato a chiamare regolarmente». Non è un buon segno: in genere la gente chiama Plebani quando non sa più a chi rivolgersi. 

Il 64enne di Morbio Inferiore si dedica da anni ai bisognosi. È presidente cantonale delle conferenze di San Vincenzo, una rete di gruppi caritatevoli (11 in Ticino, con diverse centinaia di beneficiari): sono specializzati nella spesa a domicilio da molto prima che entrasse in voga con il lockdown. «Ultimamente però - racconta - il lavoro è molto aumentato». 

L'epidemia di Covid ne ha innescata un'altra, più silenziosa, nei portafogli dei ticinesi. E nei frigoriferi. I volontari di San Vincenzo se ne sono accorti già a marzo, quando inghippi burocratici avevano causato ritardi negli assegni famigliari e di prima infanzia (ne avevamo parlato in un articolo). Ma era solo l'inizio. 

«In genere le persone ci contattano in situazioni d'emergenza, spesso temporanee, per riempire un buco o coprire delle spese, come l'affitto o la cassa malati. Più spesso forniamo aiuti alimentari». Con il coronavirus però «le richieste sono aumentate esponenzialmente» e quel che è ancor più preoccupante «è che non sono diminuite dopo il lockdown, rimangono sostanzialmente stabili» avverte Plebani.

I ticinesi con il frigo vuoto sono «persone già fragili da un punto di vista socio-economico, giovani da poco usciti di casa, famiglie monoparentali, persone con dipendenze da gioco o sostanze». La gamma è ampia. Ci sono anche lavoratori a basso reddito, che prima «ci contattavano molto di rado, in coincidenza magari del pagamento delle imposte, o di grosse spese impreviste». Ora si trovano a pagare il conto del Covid; e le rate sono salate. «Non possiamo sostituirci allo Stato, che finora in Ticino ha fatto un lavoro egregio» conclude Plebani. «La situazione tuttavia è preoccupante e non va sottovalutata. Ci aspettiamo un peggioramento: le richieste finanziarie probabilmente aumenteranno ancora nei prossimi mesi». 

La raccolta della spesa: 

La conferenza di San Vincenzo ha lanciato in questi giorni una raccolta alimentare presso la Migros di Stabio, assieme al progetto "un'Ape nel cuore". L'associazione assiste 15 famiglie a Stabio per un totale di 40 persone. Per donazioni IBAN CH 89 8036 5000 0022 6300 1 Banca Raiffesisen Campagnadorna -Stabio.

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