Giulia Speziale
MAGGIA
10.06.20 - 07:040
Aggiornamento : 12:01

Ecco come questa ragazza ha salvato una vita

Il gesto della 17enne Giulia Speziale, che ha soccorso un ciclista vittima di arresto cardiaco. L’uomo è fuori pericolo.

I fatti si sono svolti a Bignasco. Decisivo il massaggio della giovane, prima dell’arrivo dell'elicottero della Rega.

In Vallemaggia, da qualche giorno, tutti parlano di un gesto eroico compiuto da una ragazza. Lei è Giulia Speziale, 17 anni, di Maggia. E sabato 30 maggio, lungo la strada cantonale di Bignasco, ha salvato la vita a un ciclista colpito da un malore. Il suo massaggio cardiaco e la chiamata dei soccorsi sono risultati decisivi. «La cosa che più mi fa piacere – racconta la giovane, contattata da Tio/20Minuti – è che questo signore ora sembra essere fuori pericolo».

Nessuna risposta – L’uomo, sulla sessantina, residente nel Locarnese, è stato ricoverato d’urgenza con l’elicottero della Rega al Cardiocentro di Lugano. «Quel sabato stavo andando con mia nonna, che abita a Moghegno, verso Locarno. Era da poco passato mezzogiorno. A un certo punto abbiamo visto quel ciclista per terra. Dico a mia nonna: “Fermati, mi sa che è successo qualcosa di brutto”. E infatti l’uomo non dava segni di vita. Non parlava, non rispondeva. Ho subito chiamato il numero di pronto intervento».

Un gesto non evidente – Ma a fare la differenza è stato anche il massaggio cardiaco che la ragazza ha applicato al ciclista. Non un gesto evidente in un periodo in cui si invita la gente a mantenere le distanze sociali. «In una situazione di emergenza, ti viene l’istinto di agire. Vedevo che la situazione era parecchio seria, non si poteva temporeggiare».

Corso samaritani fondamentale – Il ciclista, pur restando incosciente, inizia a rispondere al massaggio cardiaco. «Non si è mai svegliato. Ma mi piace pensare di avergli dato una mano mentre attendevamo l’elicottero». E pensare che questa giovane dal sangue freddo è una studentessa della scuola cantonale di commercio. Non un’infermiera o un medico. «Però, grazie anche a mio padre, ho sempre avuto interesse per il mondo del primo soccorso. E di recente ho fatto il corso samaritani, primo passo della trafila per ottenere la patente della macchina. Quanto ho appreso si è rivelato utilissimo».

Umiltà e orgoglio – Come ci si sente, dopo avere salvato una vita umana? Giulia prima di tutto vuole dividere i meriti con i collaboratori della Rega. «La loro rapidità è stata fondamentale. So che il signore si è risvegliato il giorno dopo in ospedale. Sono contenta che stia meglio. Inizialmente ero felice e scioccata allo stesso tempo. Ora sono piuttosto fiera di quello che ho fatto».

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