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30.05.20 - 11:480
Aggiornamento : 12:22

«L'Italia non è un lazzaretto»

Lo dice il ministro degli esteri Di Maio. Dal 3 giugno si potrà entrare nel paese senza quarantena

ROMA - Recarsi in Italia senza dover stare in quarantena per quattordici giorni? Dal prossimo 3 giugno sarà possibile per i cittadini stranieri provenienti dai paesi Schengen e dalla Gran Bretagna. Per il resto dei cittadini europei l'obbligo cadrà invece dal 15 giugno.

L'indicazione è contenuta nel decreto del presidente del Consiglio italiano in vigore, che prevede anche la fine del divieto di spostamenti fra le regioni della vicina penisola sempre a partire dal prossimo 3 giugno.

«In questi giorni ne ho sentite davvero tante sull'Italia. Non mi sembra il momento di fare polemiche, ma una cosa voglio dirla chiaramente: esigiamo rispetto. Se qualcuno pensa di trattarci come un lazzaretto allora sappia che non resteremo immobili», ha dal canto suo dichiarato su Facebook il ministro degli esteri italiano Luigi Di Maio a proposito della riapertura dei confini.

«Serve una risposta europea perché se si agisce in maniera diversa e scomposta viene meno lo spirito Ue. E crolla l'Europa», sottolinea Di Maio.

Il ministro degli esteri italiano ha anche annunciato che sarà in missione in Germania il 5 giugno, in Slovenia il 6 e in Grecia il 9. «In questi incontri spiegherò ai miei colleghi che l'Italia dal 15 giugno è pronta a ricevere turisti stranieri e che agiremo con la massima trasparenza. La situazione interna, tutti i dati sui contagi, saranno sempre pubblici. Non accettiamo black-list e non abbiamo nulla da nascondere, anzi. Abbiamo sempre agito con responsabilità e trasparenza e continueremo a farlo», sottolinea Di Maio.

«Come Ministero degli Affari Esteri stiamo lavorando senza sosta», prosegue il ministro italiano annunciando che «mercoledì 3 giugno verrà a Roma il ministro degli esteri francese Le Drian. Sarà il suo primo viaggio all'estero dopo il lockdown e siamo felici che abbia scelto il nostro Paese. Un attestato di vicinanza, che apprezziamo».

Per la Svizzera «è prematuro» - Per la Confederazione elvetica una riapertura della frontiera con l'Italia è invece considerata «prematura», come dichiarato nei giorni scorsi dal Consiglio federale. Con una riapertura unilaterale da parte dell'Italia, non esiste comunque una base legale per impedire ai cittadini di uscire dalla Svizzera. Ma cosa avverrà al loro ritorno nella Confederazione? «Le condizioni dettate al rientro dipenderanno dalla situazione epidemiologica» ha detto negli scorsi giorni il consigliere di Stato Norman Gobbi.

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