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CANTONE

«Dobbiamo convivere con un ospite molto sgradito»

A seguito delle decisioni della Confederazione, oggi il Cantone ha fatto il punto sulla situazione del coronavirus

Annunciata la graduale di riapertura alle visite nelle case anziani e negli ospedali. Confermato, inoltre, il mantenimento di ostetricia e neonatologia all'Ospedale Beata Vergine di Mendrisio


Nei prossimi giorni scatterà una nuova normalità: ieri il Consiglio federale ha annunciato tutta una serie di ampi allentamenti delle restrizioni ancora in vigore. Innanzitutto, a partire dal prossimo 30 maggio saranno ammessi gli assembramenti spontanei di non più di 30 persone. E dal 6 giugno potranno nuovamente essere svolte manifestazioni con fino a 300 persone. E tutte le strutture per il tempo libero e turistiche avranno la possibilità di riaprire.

«In Ticino abbiamo scalato la montagna più alta di questa pandemia, ma la discesa è la parte più pericolosa: dobbiamo procedere con prudenza, perché il virus non è scomparso». Così il consigliere di Stato Norman Gobbi, presidente del Governo ticinese, nell'odierna conferenza stampa del Cantone in cui è stato fatto il punto sulla situazione. E nuovamente le autorità hanno invitato i cittadini a rispettare le norme di igiene e di distanziamento sociale.

Per le decisioni di Berna non manca infatti una certa preoccupazione, come affermato da Raffaele De Rosa, direttore del Dipartimento della sanità e della socialità: «Le riaperture hanno subito un'accelerazione, con la consapevolezza che la percezione del rischio da parte della popolazione si abbassa». E ha quindi aggiunto: «Sta anche a noi come autorità cantonale di continuare a chiedere ai cittadini la stessa attenzione avuta sin ora».

Fatto sta che con l'attuale situazione epidemiologica, anche a livello sanitario si torna alla normalità. Attualmente, lo ha detto il medico cantonale Giorgio Merlani, in terapia intensiva si contano due pazienti positivi al nuovo coronavirus. E quindi a partire dal prossimo 18 giugno nelle strutture sanitarie saranno mantenuti solo quindici posti Covid-19 in cure intense e una cinquantina in reparto, come ha spiegato De Rosa. Ma viene mantenuto il grado di prontezza necessario per un nuovo aumento dei contagi.

Ostetricia e neonatologia - Proprio sul fronte delle strutture sanitarie, De Rosa ha rassicurato la popolazione del Mendrisiotto e del Locarnese: «I mandati di ostretricia e neonatologia a Locarno torneranno in vigore dal 1. luglio, mentre a mendrisio dal 1. agosto».

Visite nelle case anziani - Nell'ambito degli allentamenti in vista a partire dall'inizio di giugno, anche per le case anziani è previsto una graduale riapertura alle visite. Come pure negli ospedali. «Saranno necessari dei piani di protezione: la messa in atto delle misure è prevista per l'8 giugno» ha detto Merlani.

Frontiera con l'Italia - Nessuna novità, invece, per quanto riguarda la frontiera con l'Italia. «Una data è ancora in discussione. Si potrebbe pensare al prossimo 15 giugno, ma è una questione che va coordinata anche a livello europeo» ha affermato Gobbi. E in caso di riapertura unilaterale da parte dell'Italia, non esiste una base legale per impedire ai cittadini di uscire dalla Svizzera e quindi di recarsi in Italia. «E le condizioni dettate al rientro in Svizzera dipenderanno dalla situazione epidemiologica».

I controlli di polizia - La polizia resta in guardia, come assicurato da Matteo Cocchi, capo dello Stato maggiore cantonale di condotta. Le autorità vigileranno sul rispetto dei piani di protezione, come pure sugli assembramenti. E Cocchi rinnova l'invito di «indossare la mascherina quando non è possibile mantenere le distanze sociali».

11:51

La conferenza stampa è terminata. Grazie di averla seguita su tio/20minuti!

11:41

Rapporto Ticino-Berna: C'è ancora uno scarto con Berna?
De Rosa:
 «Le aperture hanno subito un'accelerazione. Quello che mi preoccupa è la nuova soglia per gli assembramenti. È comprensibile, perché numerosi cantoni sono solo stati sfiorati dal virus. Ed è comprensibile che abbiano fatto pressione per accelerare le aperture. Però penso che proprio per quello che noi abbiamo vissuto in questi mesi sarebbe stato auspicabile andare un po' più lentamente per quanto riguarda gli assembramenti. Nei grandi eventi diventa più difficile garantire i piani di protezione ed eventuali contact tracing».

11:36

Luci rosse: Riaprono i locali erotici, che devono presentare un piano di protezione. Lo stesso vale per i locali notturni. Ma come verrà verificato il rispetto dei piani?
Cocchi:
 «Le riaperture sono valide dal 6 giugno. I piani di sicurezza devono essere garantiti, come avvenuto anche per i ristoranti e gli alberghi. Ora le associazioni cappello devono garantire la messa in atto dei piani. Come abbiamo fatto con le attività commerciali e i ristoranti, ci sarà la possibilità di intervento da parte della polizia o degli ispettori SUVA: si faranno controlli su segnalazioni e anche interventi a sorpresa. Abbiamo comunque visto sia nella fase acuta che nella fase attuale che da parte dei gestori c'è la volontà di fare bene».

11:32

Frontiera con l'Italia: Se il 3 giugno l'Italia riaprisse le frontiere, i cittadini svizzeri potranno andare a Como o Milano? A quali condizioni?
Gobbi:
«Innanzitutto il 3 giugno non è una data certa. Se comunque l'Italia riaprisse in maniera non coordinata, non c'è una base legale per impedire l'uscita dei cittadini. Per le condizioni dettate al rientro in Svizzera, dipenderà dalla situazione epidemiologica. Si potrebbe pensare a una quarantena: è uno dei scenari possibili, ma non il più plausibile».

11:31

Frontiera con l'Italia: Quale posizione prende il Consiglio di Stato sulla riapertura dei confini con l'Italia?
Gobbi: 
«La data del 3 giugno non era condivisa. La data di apertura dei confini con l'italia è ancora in discussione. Con le discussioni in corso si potrebbe pensare al 15 giugno. Inizialmente per Spagna e Italia era previsto 6 luglio. Ma va tutto coordinato anche a livello europeo. Ci sarà un ritorno a una libera circolazione, ma limitata».

11:28

Controlli di polizia: Le segnalazioni dei cittadini vanno mantenute?
Cocchi: «Invito la cittadinanza a fare segnalazioni, non ad autocontrollare. È importante che da parte del cittadino bisogna rendersi conto che la visione cambia. Dagli assembramenti di cinque persone si passa a trenta».

11:25

Materiale di protezione: Ce n'era troppo poco nelle strutture? Questa pandemia ha insegnato qualcosa?
De Rosa:
«A livello ticinese abbiamo constatato che avevamo riserve superiori a quanto raccomandato dalla Confederazione. È comunque importante trarre una lezione da questa situazione e fare in modo di avere la riserva di materiale, anche in casa. Durante la pandemia abbiamo assistito a situazioni di sciacallaggio, non solo a livello ticinese ma anche a livello internazionale: paesi occidentali che si rubavano il materiale, aerei pieni di merce, anche con pagamenti direttamente sulle piste di rullaggio degli aeroporti».

11:17

Frontiere: Il ricongiungimento familiare in Italia, come funziona? Ci sono direttive o la situazione non è ancora chiara?
Gobbi: «La questione non è ancora chiara, anche perché sono ancora in corso anche le discussioni interne alla vicina Italia. Italia che ha mobilità anche la mobilità interna tra regioni e a volte anche tra comuni. Quello dei ricongiungimenti è un tema che tocca anche i nostri cittadini. Qui bisogna capire il timing. Dobbiamo attendere le decisioni che saranno prese in questi giorni in Italia».

11:15

Si passa alle domande dei giornalisti.

11:14

Interviene nuovamente il presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi: «Anche per i nostri anziani si sta alzando il sole all'orizzonte: è un segnale positivo». E ribadisce: «Riscopriamo il piacere di stare insieme, ma con prudenza e responsabilità». Questo non significa però avere paura, «ma di avere rispetto delle norme d'igiene e sociali, per evitare di scivolare verso una seconda chiusura».

11:11

Merlani: «Capisco la volontà di uscire e la condivido. Ma bisogna farlo con testa» sottolinea. «Il virus non è finito, tornerà e probabilmente farà anche una seconda ondata». La parola d'ordine è «convivenza con un ospite molto sgradito, facendo in modo che faccia minor danno possibile».

11:10

Anche nelle strutture acute si riaprirà alle visite.

11:09

Merlani parla delle case anziani: «Sarà necessario mettere in atto dei piani di protezione, ma progressivamente si potranno riprendere attività di gruppo e riprenderanno le visite nelle strutture». Saranno allargati gli orari di visita nelle sale di visita. Sarà anche possibile, in situazioni particolari, «e chiedo un po' di pazienza per il tempo di preparazione», fare delle visite nelle stanze. Con una massimo due persone, con camici di protezione. «Soprattutto per quelle persone con problemi di orientamento, di vista e di udito, il vedersi va bene fino a un certo punto, ma il contatto fisico deve essere possibile». Saranno possibili anche delle uscite per i residenti, sempre in protezione: con mascherina, evitando locali pubblici, case private e trasporti pubblici. La messa in atto delle misure è prevista per l'8 giugno, spiega il medico cantonale.

11:07

«I dati sono bassi, le persone hanno imparato a usare mezzi di protezione adeguati» ribadisce Merlani.

11:05

Merlani: «Il contact tracing si sta rilevando uno strumento efficace. Tranne determinati casi in cui qualcuno ha magari fatto una cena con più persone, in genere le persone da contattare sono poche». Oggi sono 28 le persone in quarantena. «Si riescono ad avere poche persone nel contact tracing grazie alle misure di protezione: la distanza, l'uso della mascherina». Anche in caso di contatti numerosi, «soprattutto se si usa la mascherina, si tiene più basso possibile il tasso di trasmissione e convivere con la nuova realtà».

11:02

Per quanto riguada lo studio sierologico: delle 1'500 persone interpellate, 974 hanno aderito, 260 hanno rinunciato, 266 non hanno risposto neanche al secondo sollecito. I medici coinvolti sono 116. Ad oggi sono già stati fatti oltre 450 test. «L'obiettivo è di capire lo sviluppo».

11:00

La parola passa al medico cantonale Giorgio Merlani, che fornisce i dati odierni sulla pandemia: «Attualmente in terapia intensiva ci sono due persone». I casi giornalieri sono tra 0-3. «Ma non abbiamo smesso di fare i test». I casi positivi oscillano attorno all'1% dei test. «Si testa molto ma si trova poco, ma questo non significa che il virus non stia circolando».

10:59
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10:58

Dialogo e sensibilizzazione: sono questi i pilastri del monitoraggio delle autorità sul territorio. Solo in un passo successivo si parla di sanzioni. «La responsabilità personale è la base di questa situazione, se ognuno segue le regole di distanza sociale e di igiene accresciuta, sicuramente eviteremo il ritorno a una situazione di crisi».

10:56

Cocchi: «Dal 6 giugno restano vietati gli assembramenti sopra le 30 persone e le manifestazioni con più di 300 persone» ricorda. E resta in vigore la raccomandazione di «indossare la mascherina quando non è possibile mantenere le distanze sociali». Cocchi sottolinea che al sud delle Alpi la popolazione è sicuramente più attenta: «I cittadini ticinesi hanno decisamente capito quali erano le misure importanti da mettere in campo».

10:55

Ora parla Matteo Cocchi, capo dello Stato maggiore cantonale di condotta: «Tra pochi giorni saremo confrontati con nuovi cambiamenti». Si tratta di assembramenti più numerosi e di tutta una serie di attività che potranno ripartire.

10:54
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10:53

Si parla di telemedicina: «Ha un ruolo importante, anche per la riduzione dei costi. Ma non potrà mai sostituire il ruolo del settore medico e infermieristico» afferma De Rosa, ringraziando gli operatori sanitari.

10:53

De Rosa parla del progetto di monitoraggio dei pazienti a domicilio: «Consiste nel fornire ad alcuni pazienti che rimangono a casa ma che sono considerati a rischio di complicazioni un dispositivo che permette il controllo in remoto di determinati parametri, dall'ossigeno alla frequenza cardiaca. Ciò permette di tenere sotto controllo il paziente e in caso di problemi di far scattare un allarme». Sono inoltre confermati almeno fino alla fine di luglio i check-point Covid presenti sul territorio.

10:51

«Ieri anche la Confederazione si è rivolta agli anziani invitandoli a tornare ad abbracciare i propri nipotini». È chiaro che nelle case anziani sono presenti persone particolarmente vulnerabili. «Saranno possibili le visite, ma con le necessarie misure di protezione». Sarà necessario trovare le giuste modalità. «In questi mesi la tecnologia ha dato un significativo colpo di mano, ma è ora di tornare anche ai contatti diretti, a tu per tu».

10:50

L'ufficio del medico cantonale sta lavorando a nuove direttive per le case anziani: «Si intende trovare il necessario equilibrio tra protezione degli anziani e necessità di contatto umano».

10:49

Sono previste importanti indicazioni sullo stoccaggio di materiale sanitario: si parla di guanti, camici, mascherine e altro. «Riserve che ogni servizio deve garantire» spiega De Rosa. Prima della crisi comunque il Ticino disponeva di scorte ben superiori a quanto previsto dalla Confederazione. «Questo ha permesso la distribuzione alle strutture sanitarie da parte del farmacista cantonale».

10:46

Il Consiglio di Stato ha adottato ieri la nuova risoluzione governativa che riducono ulteriormente i posti Covid nelle strutture sanitarie. «Dal 18 giugno in totale si terranno 15 posti in cure intense, una cinquantina in reparto e alcuni posti in riabilitazione a Novaggio e a Brissago» spiega De Rosa. «Per mantenere comunque il grado di prontezza necessario in termine di risorse ospedaliere, vengono mantenute alcune deroghe necessarie. Per esempio la chiusura del pronto soccorso dell'Ospedale Italiano». A Faido e Acquarossa i centri di pronto soccorso saranno invece di nuovo agibili dal 15 giugno. I mandati di ostetricia e neonatologia a Locarno torneranno pure a essere in vigore dal 1. luglio. Mentre quelli di Mendrisio dal 1. agosto.

10:44

Prende la parola Raffaele De Rosa, che sulle decisioni del Consiglio federale afferma: «Preferivo quando Berna si appellava alla modestia». Il Consiglio federale «è consapevole che con questi allentamenti la percezione del rischio si abbassa, sta quindi anche a noi come autorità cantonale continuare a chiedere ai cittadini la stessa attenzione avuta sin qui. Pertanto teniamo alta la guardia, cerchiamo di continuare a impegnarci nelle misure di igiene accresciuta e di distanziamento sociale. Ricordiamoci di quello che abbiamo ritenuto essenziale e di quello che ci è apparso superfluo quando abbiamo dovuto rinunciarci».

10:41
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10:41

«In Ticino abbiamo scalato la montagna più alta di questa pandemia, ma la discesa è la parte più pericolosa: le gambe sono stanche, c'è la voglia di arrivare al traguardo... dobbiamo avere prudenza, che è la parola chiave di questo periodo, perché il virus continua a essere tra di noi».

10:40

Gobbi: «Dovremo anche capire quali tipi di misure sanitarie si potranno introdurre alle frontiere».

10:39

Per quanto riguarda i confini: «Riteniamo le decisioni della Confederazione adeguate, perché non ci sarà un'apertura avventata della frontiera con l'Italia a partire dal 3 giugno» afferma Gobbi. E ricorda che la riapertura avverà se la situazione dell'epidemia lo permetterà.

10:38

I dati epidemiologici confermano una diffusione minima del virus, ricorda Gobbi. «Ma questo non significa che si possa abbassare la guardia: ora è importante che il comportamento individuale e collettivo permetta di contenere la diffusione del virus». Lo slogan di questa fase diventa: «Distanti ma vicini, proteggiamoci ancora».

10:36

Il 6 giugno, ricorda Gobbi, riapriranno anche i campeggi. «In Ticino le associazioni dei campeggi si sono prodigate per rassicurare su quegli aspetti, come le zone comuni, su cui la Confederazione aveva dei timori».

10:35

Gobbi: «Da oggi 28 maggio sono nuovamente consentite le manifestazioni di culto con dei piani di protezione, questo anche a seguito delle richieste delle varie autorità religiose ma anche delle autorità cantonali». Anche il Ticino ha fatto richiesta in vista della Pentecoste.

10:34

Dal 30 maggio gli assembramenti con fino a 30 persone saranno permessi. Bisognerà comunque garantire misure di protezione e di tracciabilità anche in occasione di incontri familiari. «Perché il virus non è svanito» sottolinea Gobbi. «Nella fase acuta della crisi i cittadini hanno dato grande prova di responsabilità, dando fiducia alle autorità. Ora in questa terza fase sono le autorità che devono dare fiducia ai propri cittadini».

10:33

Gobbi sostiene che le decisioni della Confederazione non siano proprio «lineari», pensando per esempio alla riapertura delle discoteche... che però devono chiudere per le 24.

10:32

Prende subito la parola Norman Gobbi, presidente del Consiglio di Stato, che esprime la soddisfazione del Governo cantonale sui dati dell'epidemia. «Finalmente si vede un raggio di sole, un raggio di sole che scalda l'anima e il cuore, e ci permette di guardare con maggiore positività all'estate».

10:19

A partire dalle 10.30 il Cantone fa il punto sulla situazione del coronavirus in Ticino.

 

Alla conferenza stampa interverranno:

 

Norman Gobbi (presidente del Consiglio di Stato)

Raffaele De Rosa (direttore del Dipartimento della sanità e della socialità)

Matteo Cocchi (capo dello Stato maggiore cantonale di condotta)

Giorgio Merlani (medico cantonale)

10:08
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