Con la crisi in tanti non arrivano a fine mese: «Situazione insostenibile»
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GINEVRA
11.05.20 - 09:260
Aggiornamento : 10:25

Con la crisi in tanti non arrivano a fine mese: «Situazione insostenibile»

Riccardo Bocco e la società ai tempi del Covid-19: «Rapporti conflittuali? Sì, ma credo che abbia prevalso la solidarietà».

«Pensieri negativi sugli italiani? Comprensibile, con l'epicentro della pandemia in Lombardia. Ma la cooperazione è una carta vincente».

GINEVRA - Una prova molto dura, superata la quale saremmo diventati tutti migliori. Più aperti verso il prossimo e finalmente capaci di apprezzare le piccole cose. Il disastro portato dal coronavirus avrebbe dovuto cambiarci in meglio. Così almeno si era detto.

Ma forse non è accaduto.

Con una cruda battuta - “Quelli che erano buoni prima sono diventati buonissimi, quelli che erano pirla prima sono diventati pirlissimi” - l'attore Flavio Sala ha infatti fatto un ritratto perfetto della società post-pandemia.

«Litigiosità? C'è, c'è stata, ma credo che abbia prevalso la solidarietà – ha sottolineato Riccardo Bocco, professore di Sociologia Politica al Graduate Institute of International and Development Studies di Ginevra – Di questo periodo di difficoltà io ricorderò sempre con stupore e piacere iniziative come il Caravane de Solidarité ginevrino. Con le donazioni alimentari del sabato e la distribuzione della domenica. In poche settimane, quello pensato come un incontro per sostenere chi si trovava in difficoltà è cresciuto fino ad arrivare a portare un aiuto enorme. Nell'ultimo appuntamento io stesso ho visto almeno 2'000 persone in coda in attesa di poter avere del cibo».

Episodi di insofferenza sono tuttavia stati numerosi. Nei confronti degli over-65, di chi non rispettava le limitazioni, dello straniero - l'italiano nel caso del Ticino – del lavoratore frontaliere...
«Mi pare che il rapporto con italiani e frontalieri sia sempre stato piuttosto conflittuale in Ticino. Se a questo aggiungete che, in questo caso, la pandemia ha avuto il suo epicentro “occidentale” in Lombardia, è anche comprensibile il pensiero negativo di qualcuno. Non so per esempio cosa sarebbe successo qui a Ginevra se in Savoia, che pure è stata duramente colpita, ci fosse stata un'emergenza sanitaria come quella che si è verificata a sud del “vostro” confine».

In alcuni casi si sono provati sentimenti contrastanti, tenendo conto del fatto che il sistema sanitario ticinese si avvale delle competenze di numerosi medici, infermieri e operatori italiani.
«Nella Svizzera Romanda è lo stesso. Anche qui i lavoratori stranieri – francesi ovviamente – sono tantissimi nelle cliniche e negli ospedali. Senza di loro sarebbe stato molto difficile superare la crisi. Una scelta vincente nel controllo della pandemia è stata quella di cooperare. L'aiuto a sostegno degli Stati vicini è stato fondamentale, per questo momento e per il futuro, Tra Svizzera, Francia e Germania c'è stata grande disponibilità nell'ospitare malati “altrui”. Questo comportamento ha alleggerito la pressione in determinate aree e si è rivelato ottimo in chiave di politica estera».

Anche il Ticino si è detto disponibile ad aprire i suoi ospedali ai pazienti italiani.
«Agli occhi del singolo cittadino queste scelte possono sembrare incomprensibili e creare dei fastidi. A livello politico centrale hanno però fortunatamente capito che la cooperazione è una carta vincente».

A parte il fatto che il buonismo ha vita breve, cosa ci ha insegnato la crisi?
«Che la solidarietà sociale esiste ed è molto forte ma anche che il nostro sistema economico è debole. Oltre agli ultimi della società, agli immigrati illegali, ai residenti invisibili e a tutti quelli che spesso lavorano in casa in nero, l'ondata del coronavirus ha messo in crisi una grossa fetta di popolazione. Penso alle classi sociali più basse, ai working poor – ovvero quelli che pur lavorando faticano ad arrivare a fine mese – che con uno stipendio magari più basso sono finiti in difficoltà. Il lavoro ridotto è stato un salvagente ma contemporaneamente ha tolto il 20% di salario a molti. E chi già era tirato... Vedete, il problema della Svizzera non è che ci siano pochi ricchissimi, quanto piuttosto che ci siano dei poveri. E che il numero di quest'ultimi negli anni sia sensibilmente aumentato. Quanto terrà ancora questa situazione? È insostenibile. Il consenso sociale non sarà duraturo...».

E a livello economico non ci attendono tempi floridi.
«Turismo, ristoranti... il blocco e le limitazioni avranno conseguenze che dureranno nel tempo. Il sistema di interdipendenza va ripensato perché condanna dei settori che, in una logica di profitto, sono stati esternalizzati».

Meglio pensare a un futuro a chilometro zero o nel quale puntare sul lavoro interno?
«Si deve ritrovare l'equilibrio perduto in favore, appunto, del profitto. Con i mercati chiusi, nella Svizzera Romanda c'è stato un ritorno alla frequentazione di agricoltori e cascine locali. Le persone hanno forse capito che comprare un prodotto del territorio, spendendo magari un po' di più, è una scelta vincente. Il bene è sempre disponibile, si sostiene l'economia della regione e non si è dipendenti da qualcosa che arriva da fuori e che, in situazioni straordinarie, può non essere reperibile».

Il discorso si può spostare sulle professioni? La paura potrebbe aver modificato le idee dei giovani nei loro percorsi studi?
«Più medici o infermieri al posto di professionisti dell'economia? O più agronomi o veterinari? È difficile da dire. Potrebbe anche essere, ma un cambiamento del genere non può ancora essere raccontato. Non c'è sufficiente distanza dalla situazione per tirare le somme».

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Commenti
 
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pillola rossa 1 anno fa su tio
La solidarietà è spontanea, non instillata da ricatti morali e terrorismo. Siamo sinceri.
Nilo221 1 anno fa su tio
Da quando ho letto il Vangelo ho capito tante cose attuali come questa "pandemia" in un ottica differente. Non mi stupisce più niente e vivo serenamente giorno per giorno. Buona giornata a tutti e non scoraggiatevi.
pillola rossa 1 anno fa su tio
@Nilo221 Leggiti il Vecchio Testamento
Nilo221 1 anno fa su tio
@pillola rossa perchè? lascialo agli ebrei che credono che il messia debba ancora arrivare. Il vangelo non ha pIû precetti eccetto l'amore per il prossimo
pillola rossa 1 anno fa su tio
@Nilo221 Perché la Chiesa dice che quello del nuovo testamento è figlio di quello del vecchio. Quindi per onestà non puoi dire che il vecchio non centra nulla. Sta alla base di tutto. L'amore per il prossimo ce lo hanno aggiunto dopo, per coprire gli orrori di Yahweh.
Nilo221 1 anno fa su tio
@pillola rossa non ho mai detto che non centra, tutt'altro. L’Antico Testamento pone il fondamento per gli insegnamenti e gli eventi che troviamo nel Nuovo Testamento. La Bibbia è una rivelazione progressiva. Se si tralascia la prima metà di qualsiasi buon libro e si legge solo la fine, sarà difficile comprendere i personaggi, la trama e la conclusione. Nello stesso modo il Nuovo Testamento si comprende completamente solo quando è visto come l’adempimento degli eventi, dei personaggi, delle leggi, del sistema di sacrifici, dei patti e delle promesse dell’Antico Testamento. Se avessimo solo il Nuovo Testamento, leggeremo i vangeli senza sapere perché i Giudei aspettavano il Messia (un Salvatore Re). Senza l’Antico Testamento, non comprenderemo perché questo Messia stava venendo (vedi Isaia 53), e non saremo in grado di identificare Gesù di Nazareth come il messia attraverso le molte profezie dettagliate che sono state fatte a Suo riguardo, come ad esempio il luogo della Sua nascita (Michea 5:2); la modalità della Sua morte (Salmo 22, in particolare versetti 1, 7-8, 14-18; Salmi 69:21); la Sua risurrezione (Salmi 16:10) e molti altri dettagli del Suo ministero (Isaia 52:19, 9:2).
Nilo221 1 anno fa su tio
@Nilo221 2 Senza l’Antico Testamento, non comprenderemo le usanze Giudaiche che sono menzionate nel Nuovo Testamento. Non comprenderemo la perversione della legge di Dio operata dai Farisei che avevano aggiunto ad essa le loro tradizioni. Non comprenderemo perché Gesù si infervorò nel ripulire il cortile del tempio. Non comprenderemo il fatto che possiamo usare la stessa saggezza di Cristo nel rispondere a molti dei Suoi avversari.
pillola rossa 1 anno fa su tio
@Nilo221 Ish milchamah era un uomo di guerra, un capo militare, non un dio. Ha ordinato i più efferati crimini di guerra e pulizie etniche. A Norimberga avrebbero dovuto processare anche lui, per par condicio.
pillola rossa 1 anno fa su tio
@Nilo221 Sei tu che dici di lasciarlo agli ebrei.
pillola rossa 1 anno fa su tio
A parte il fatto che il buonismo ha vita breve, cosa ci ha insegnato la crisi? Che la democrazia è un'utopia! Che con la paura si può far fare qualsiasi cosa alla stragrande maggioranza! Che l'abuso di potere è la regola da una parte e la sottomissione incondizionata dall'altra! Che se osi dire la tua sei multato! Che la libertà individuale non è garantita, anzi, viene abusata in nome di una falsa socialità sanitaria!
Hubelius 1 anno fa su tio
@pillola rossa Giustissimo. "Surveillance capitalism" della zuboff lo hai letto? Se no te lo consiglio.
Tato50 1 anno fa su tio
@pillola rossa Se la democrazia agisce per il tuo bene non c'è poi da lamentarsi. Chiaramente sacrifichi certe libertà, a volte magari un po' esageratamente, ma puoi sempre fare l'anarchico, nessuno te lo impedisce. Ti assumi però anche i rischi. L'importante è essere coerenti e in caso di bisogno non far capo a quelle strutture democratiche che ti potrebbero aiutare !
pillola rossa 1 anno fa su tio
@Hubelius Grazie!
F/A-18 1 anno fa su tio
Ieri che era domenica i nostri vicini si sono permessi di fare un po’ di rumore con la idropulitrice verso le dieci di mattina, praticamente sabato hanno svuotato l’acqua della piscina ed appunto ieri la volevano lavare, non dico con quale cattiveria il vicino li ha fatti interrompere, una vergogna.
Mattiatr 1 anno fa su tio
@F/A-18 Alle 10 di mattina! Peggio dei galli ;-))
centauro 1 anno fa su tio
@F/A-18 Domenica prossima ore 6.30 taglieranno la legna con la motosega per dispetto!!!
F/A-18 1 anno fa su tio
@Mattiatr Se pisci controvento fai più rumore...
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