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20.04.20 - 08:100
Aggiornamento : 09:18

Nuovo coronavirus, la fattura finale sarà salatissima per l'EOC

L’Ente Ospedaliero è pubblico. Perché ha bisogno di donazioni dalla gente? Lo spiega il presidente Paolo Sanvido.

«Non abbiamo pensato neanche per un secondo al bilancio – sottolinea –. Solo alla salute della gente». Tutto questo, nel frattempo, sta generando costi enormi...

LOCARNO - Perché fare una donazione all’Ente Ospedaliero Cantonale (EOC)? In fondo, potrebbe pensare qualcuno ingenuamente, pur essendoci l’emergenza Covid-19, si tratta di una struttura pubblica. Tutti i dipendenti sono già stipendiati. Non sarebbe il caso invece di devolvere fondi a chi realmente è in difficoltà a causa del nuovo coronavirus? Domanda sbagliata. Perché anche l’EOC è in difficoltà. E non poco. A raccontarlo è il presidente Paolo Sanvido, interpellato da tio/20minuti.     

Presidente, a cosa vi servono le donazioni dei cittadini?
«Partiamo da una premessa. L’EOC appartiene ai ticinesi. Più lo sosteniamo, più ci sosteniamo. Non solo economicamente. Ma anche dal punto di vista dell’appoggio umano».

Detto questo?
«Abbiamo smontato e rimontato i nostri ospedali. Alla Carità di Locarno c’è stata una vera rivoluzione per creare una struttura dedicata ai pazienti col Covid-19. Questo ha presupposto varie modifiche anche nelle nostre altre sedi. Con ingenti spese di logistica. Abbiamo anche dovuto acquistare tantissimo materiale supplementare, che non avevamo. Non solo. Sono state assunte 140 persone in più, per fare in modo di fare riposare il personale, già sottoposto a turni eccezionali di 12 ore. Anche per sostenere la ricerca clinica su questo virus saranno necessarie somme importanti».

Quanto avete raccolto finora?
«Oltre 1,2 milioni di franchi. In più ci sono le donazioni di oggetti, dagli iPad ai cioccolatini. C’è stata tanta generosità».

Quanto raccolto basterà per colmare le vostre spese supplementari?
«Purtroppo no. La fattura finale sarà salatissima. Per l’EOC e per tutti i cittadini».

A quanto ammonterà questa fattura?

«Non riuscirei neanche a quantificarla al momento. Calcolate già solo che l’EOC ha ricavi per 750 milioni di franchi all’anno. E che da praticamente due mesi, a causa del nuovo coronavirus, tutto è fermo, salvo per le urgenze e gli interventi non procrastinabili. Il buco che si sta creando è grosso. Non abbiamo pensato per un solo secondo al bilancio economico. Solo alla salute delle persone».    

La fattura, alla fine, la pagheremo noi cittadini?
«Beh i proprietari dell’EOC sono i cittadini, tutti noi, tramite lo Stato… Ma si troveranno le giuste soluzioni. Sono fiducioso».

Pensiamo al lato positivo della medaglia. Grazie anche alla vostra efficienza, si vede la luce in fondo al tunnel…
«Aspettiamo a cantare vittoria. Però sì. Ci sono notizie rassicuranti. E poi c’è una cosa che vorrei evidenziare. L’EOC si è dimostrato come una grande famiglia. Ho visto un’unità pazzesca. Dobbiamo ringraziare tutti: medici, infermieri, magazzinieri, addetti alle pulizie, personale tecnico e amministrativo. C’è un’energia incredibile, nonostante tutto. Positiva. E questa viene trasmessa a pazienti e famigliari».

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